Pensiero del lunedì

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Ricorre nella mia testa un pensiero insistente, che arriva puntuale ogni lunedì mattina. Il pensiero ha poi il dono di svilupparsi in un dialogo di voci dell’anima, che battibeccano in un alternarsi di domande e argomentazioni. Un teatrino delle parti con un finale che non mi ha ancora completamente convinto. E si ripete più o meno uguale, immancabile tutti i lunedì.

“Io vorrei fare la mantenuta, sì sì proprio quella che non fa nulla, la mantenuta, sempre bella e curata, disponibile, piena di idee e spirito d’iniziativa”

“Ma non ti annoieresti poi? Io non ti ci vedo mica”

“No, no non credo, l’ho sempre pensato sai, ma adesso non più. Ormai ho provato cosa vuol dire lavorare, essere una donna autonoma, emancipata, mi sono già misurata con i miei limiti e le mie capacità, relazionata in un contesto aziendale. Ecco, ora che so cosa vuol dire, potrei anche farne a meno. Sono sicura!”

“Credo che potrebbe durare un mese, Margherita, e poi quest’estasi da donna libera passerebbe immediatamente”

“No secondo me no, anzi. Magari all’inizio potrei avere un momento di smarrimento, mi mancherebbe la mia routine, tutta quella serie di azioni quotidiane che necessariamente sono diventate la mia seconda pelle. Il tragitto in macchina con “Enrico il bagnino” di Radio Deejay, il rally per portare a scuola in tempo i ragazzi, la telefonata mattuttina a mia mamma, mentre in sottofondo sento il tlin delle prime mail, il caffè&brioche in mensa con le mie amiche colleghe, le call, le riunioni, quel sentirsi viva e impegnata su mille fronti. Ma tutto questo verrebbe sostituito dalle cose che non riesco mai a fare, a partire dal caffè con le mamme davanti a scuola, la spesa al mercato…

“No abbi pazienza, ma stai scherzando? Il caffè con le mamme??? La spesa al mercato di verdura fresca, che poi ti tocca amorevolmente lavare e cucinare?”

“Ma sai queste cose non le ho mai fatte, perché continuo a dirmi che non ho il tempo. Il tempo di potermele anche gustare. Anche le cose apparentemente più noiose, se fatte in tranquillità, possono diventare belle, naturali, possono darti gioia…”

“Ma io spero siano altre le motivazioni…”

“Ma certo che sì, potrei finalmente dar libero sfogo alle mie passioni, a qualche hobby…fare un corso di grafica, ad esempio, perché no?”

“Adesso dimmi che devi essere mantenuta per fare un corso di grafica…”

“Oh che fatica, non riesco a spiegarti. Avrei la leggerezza e lo stato d’animo per poter fare tutto quello che fino ad oggi non sono mai riuscita a realizzare, per mancanza di tempo, energia, anche volontà forse. Fare anche qualcosa di utile. Quello che mi manca di più nella mia vita e nel mio lavoro è fare qualcosa per gli altri, che possa far star meglio qualcuno”

“Uhhh non mi tirare adesso fuori l’impegno nel sociale e il volontariato.”

“Ehhhh, ma non mi dai neanche il tempo di farti capire…E’ un misto di cose, di emozioni, sento che è arrivato il momento. Ora sono più matura, equilibrata, i ragazzi stanno crescendo, è arrivato anche il tempo di dedicarmi di più a me”

“Non mi hai convinto per niente. Io credo che alla fine la tua vita ti stia bene così e il fatto di voler fare la mantenuta sia solo un sogno fittizio che ti sei costruita, un capriccio…”

“Dici? Ma sarei comunque disposta a rischiare. Anche solo per non avere più questo pensiero ossessivo del lunedì mattina e provare la domenica sera la sensazione di essere in perenne vacanza!”

“No guarda sono certa, è così!”

“Non so, forse hai ragione. Anche io cambio spesso idea, forse è solo uno dei miei tanti pensieri illusori, delle mie fantasie diurne, dei miei vaneggiamenti…”

“Ecco, lo vedi, stai cominciando a ragionare. Credimi, alzati serena e preparati”

“Quindi vado. Parto come ogni lunedì mattina e ricomincio una nuova settimana di sfidanti gimcane tra casa, scuola e lavoro?”

“Si ora vai, rischi pure di essere in ritardo e di cominciare in affanno”

“Ok, mi hai convinto, mi alzo!”

Il dialogo finisce sempre nello stesso modo e ogni lunedì si ripresenta. E il fatto che si ripresenti, mi fa sospettare di non essere pienamente convinta di questo finale.

Mi dirigo in bagno, bacio piccola donna, mi imbatto nel mio nano da giardino, tutto ancora stropicciato da nanna. Dalla cucina arriva un casalingo e rassicurante profumo di caffè preparato da Dome. In realtà questa quotidianità, fatta di pensieri e di rituali, di voli pindarici e di tonfi realistici, di proiezioni tra ciò che vorrei e ciò che sono, mi piace. Perché poi alla fine io non cambierei tantissimo della mia vita e per ora me la tengo stretta così.

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