I secondi primi passi.

Mamma

Capita un mercoledì mattina qualunque.

Decido al volo di fare una deviazione e di passare dalla mia mamma. Arriverò più tardi in ufficio, ma recupererò.

Ho imparato in questo anno ad assecondare questi slanci del cuore, ben sapendo che lei non potrà che accogliere questa sorpresa con la dolcezza ineguagliabile  del suo sorriso. Poi mi dirà “Che bello vederti Margherita, come sei carina”. Da sempre mia mamma mi vede così, bella, con gli occhi belli. I suoi sono pieni di amore, accondiscendenti e buoni, a tratti anche severi, ma comunque rassicuranti e amorevoli.

Capita che dopo un anno di freddo e di buio, vivo al massimo ogni giorno in più che mi viene regalato dei miei affetti, gustando il sapore della più normale delle quotidianità, assaggiando attimi di pausa e di delicatezza.

Citofono, salgo, mi accoglie il suo sorriso, chiacchiero quei dieci minuti come se fossi ancora ragazzina, raccontandole con dovizia di particolari il mio week end, in cui mi è mancata tanto e avrei desiderato che vedesse il saggio di batteria del mio piccolo nano da giardino. Capitava, oggi non succede più, non riesce più a fare tutto quello che desidera e vuole, ma può anche finalmente riposarsi e di questo sono contenta.

La saluto, scendo giù per le scale e appena arrivata in strada, come abitudine consueta e meccanica, alzo lo sguardo verso il balcone della mia infanzia e la vedo lì affacciata che mi saluta.

Mi ritrovo gli occhi galleggianti, un gusto in gola di lacrime soffocate miste a una gioia bambina.

Non avrei pensato di poterla rivedere lì affacciata sorridente, come tutte le volte che ha aspettato trepidante il mio rientro a casa o semplicemente era lì perché aveva voglia di guardarmi, di vegliare un po’ dall’alto, forse anche di sorvegliare!

Capita di rivedere a 41 anni i secondi primi passi di tua mamma, che non camminava più e ora ce la fa di nuovo. E sentire una gioia pari a quella che hai provato ai primi passi dei tuoi figli, non è vero, più forte, più grande perché con loro eri sicura che accadesse, in questo caso no, non eri più certa di nulla.

In quest’anno, se è possibile, ho amato ancora di più mia mamma. Ho imparato ad accudirla come i miei bambini, ma con più pazienza e comprensione. Ad essere più indulgente con i miei figli, come lo è stata lei, solidale anche quando ero indifendibile. A tenermi stretta questi momenti del cuore, a ritagliarmeli, a non farmeli più scappare. Ho imparato che anche una mamma, a qualunque età, possa crollare nella disperazione più nera e non avere più voglia di vivere e non c’è niente di strano, né tantomeno di giudicabile. Va solo protetta, ascoltata, e abbracciata forte.

E la vita riprende e fluisce. Diversa, ma è sempre vita.

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11 thoughts on “I secondi primi passi.

  1. Quanto amore in quegli occhi che ti accompagnano dall’alto, ne avevo anche io due che mi salutavano ogni volta che uscivo. Mi hai fatto tornare alla memoria un gesto così bello e che mi manca moltissimo .

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    1. ahahaha mi hai beccata 😉 Grazie avvocatolo per essere passato di qua.
      Ho saltimbeccato sul tuo blog ed è mui mui divertente…ci tornerò sicuramente….è non è una minaccia!!!!

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  2. Che bello questo post cara, toccante. Io non sono pronta, vedo i miei vecchi ancora così presenti a sè stessi, così attivi, così genitori. Rifuggo il pensiero dell’inevitabile che mi attanaglia la gola e il cervello. Ti abbraccio.

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