Un cocktail di ansie. Fortemente alcoolico.

ansie

Ognuno ha le sue, io ne ho parecchie.

Qualunque cosa io faccia, più o meno importante che sia, ho l’ansia prima, durante e dopo … un’ansia onnipresente.

Ho l’ansia arrogante quando sono in pieno stato d’ansia e ho l’ansia timida quando non ce l’ho e aspetto che arrivi. Ho l’ansia partecipativa quando gli altri sono in ansia, quella egoista quando tutti devono essere in ansia perché in primis lo sono io. L’ansia tematica, fortemente focalizzata, e quella differenziata, generica.

La trasmetto, la produco, la respiro e la assorbo, la vedo e la tocco. Per me è proprio un’entità viva, insolente, talvolta più benevola e delicata, ma comunque ingombrante, insistente, inopportuna. Capace di  farmi sentire inadeguata, goffa, gaffeuse, una Mrs Bean di tutto rispetto.

Non è sempre ansia piena, talvolta ansietta, ansiuccia, ansiettucola, prodromi e postumi d’ansia, parenti serpenti come ossessioni, manie, tic, assilli, tormenti, brutti pensieri.

Ma poi per quali motivi??? I più vari. I più inconsistenti. Di tutte le taglie, copro dalla Extra Small alla XXL.

Eccone una manciata, in ordine sparso.

Ansia di quando chiami il taxi e ti dicono genova 22 che forse era 62 o 82 e non faccio in tempo a richiedere che hanno già messo giù e così non ho capito in quanti minuti dovrebbe arrivare quel genovachissàqualenumero.

Ansia da presentazione in pubblico. Ne ho fatte a palate per lavoro, eppure ogni volta sul palco mi assale proprio un octopus in gola, che mi afferra anche il microfono! C’è anche l’ansia da domanda in pubblico, sono talmente concentrata a formularla con proprietà di linguaggio, continuo a chiedermi se è davvero una buona domanda che nel frattempo la conferenza è finita.

Ansia da tangenziale e da autostrada perché è già successo che ho mancato l’uscita o ho capito troppo tardi che viaggiavo nella direzione opposta. E c’è anche l’ansia da percorso con navigatore, perché 9 volte su 10 perdo il segnale GPS, mi tocca fermarmi e consultare Tutto Città e anche con quello ho dei problemi.

Ansia da verifiche di matematica di piccola donna, perché io con i numeri ero una capra e lo sono ancora, e un po’ temo che lo sia anche lei (e qualche tiepido segnale ce l’ho …).

Ansia da festa, quando l’organizzo non vedo l’ora che sia già finita e solo quando sono andati tutti via riesco a dire “E’ stata proprio bella, vero?” Ansia da Trivial Pursuit, l’avevo quasi rimossa, ma è riemersa dal passato. Ho sempre odiato quel gioco, una presa di consapevolezza della mia beata ignoranza che mi ha rovinato qualsiasi festa.

Ansia da dentista, perché a 41 anni suonati, è un po’ umiliante ascoltare la lezione guidata di pulizia insieme ai miei figli, con megaspazzolone e megacalco di denti da maneggiare.

Ansia da supermercato. Quando cerco di essere veloce alla cassa, è sicuro che poi intaso il traffico e ci impiego 10 minuti netti ad aprire quei dannati sacchettini di plastichina, tutta appiccicata. Ansia da tintoria, perché so quando vado, mai quando ritorno, passa anche 1 stagione e vai a ricordarti poi cosa devi ritirare.

Ansia da trasferta, perché dormo male, punto 5 sveglie, ho paura di perdere il treno e anche di salire sull’aereo sbagliato. E ho già chiesto allo steward se il volo sul quale ero seduta era proprio per Francoforte (non mi capacito ancora oggi di averlo fatto!)

Ansia da vacanza, prima per trovare dove andare, dopo perché è finita. Ansia da rientro. Ansia da settembre perché riaprono le scuole e da giugno perché la settimana prima che finiscano si sclera tra saggi, feste e commiati vari.

L’ansia di essere umanista e vivere quotidianamente in una giungla di ingegneri. L’ansia da acronimo indecifrabile. Da inglese maccheronico e purtuttavia qualche volta mi tocca pure usarlo.

In mezzo a tutte queste, in modo alternato o contemporaneo, ci sono le ansie trasversali….da ascella pezzata, da rossetto sui denti e da alitella.

E infine.

Più profonda, più infida, sopra tutte, c’è l’ansia di non essere all’altezza o di non essere mai abbastanza.

Di non farcela.

Di non riuscire a galleggiare in questo mondo.

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9 thoughts on “Un cocktail di ansie. Fortemente alcoolico.

  1. Ahahah nonostante il finale diciamo a mo’ di Shakespeare (che comincia sempre a commedia e finisce a pisci fitienti alias male) dico nonostante il tuo grido finale sto post mi ha fatto scompiscià!! Ora vado che aspetto genovaNonSoChe numero avahah ma poi chissà perché a Milano soprattutto è pieno di taxi che se chiamano genovaquaccchenummero! Un Napoli 71 mai visto!

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    1. Il finale è un po’peso, lo so, però un po’ è così!
      Le altre tutte ansie demenziali, ma super vissute!
      Quella del taxi poi è una certezza, lo fanno apposta dai, non è possibile capirli 😉
      Grazie del commento!!!

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  2. Spettacolare !io non mi sento particolarmente ansiosa. Pero x me l ‘ansia da presentazione è pesantissims… Ogni volta penso di morire. Ogni volta , a fine presentazione, sono fiera di me e mi dico che la prossima volta non succedera piu…. E per di piu mi fevo sempre mettere in tasca un talismano che mi ha regalato Dudi , la mia bimba….

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