Tutto si ricompone qui

 tavola

Che settembre porti una strana felicità non saprei proprio dirlo. Su quello strano c’è forse da interrogarsi. Settembre è volato in un susseguirsi di giorni fulminanti, veloci, chiassosi.

Ma c’è una cosa, una cosa che si è ripetuta quasi ogni giorno e che ha tenuto insieme i pezzi di questo settembre. E’ la tavola della nostra cucina. E’ bianca, rettangolare, vissuta e molto usata. Cerchi di bicchieri, segni di biro stralavati, qualche graffio, passaggi di anni e di amici.

Intorno a questo tavolo si ricompongono i frammenti delle nostre giornate. E ogni volta mi stupisco. E ascolto tra il sorpreso e il divertito quello che questa tavola sa tirarci fuori. Io penso che sia lei, ci aspetta tutto il giorno e si lascia docilmente apparecchiare. Ora in maniera più curata, ora più frugale, ora in versione tovagliette all’americana, ora con tovaglia tradizionale e improbabili tovaglioli “I love cooking” (che di certo non mi rappresentano …)

E inizia quel rito che non è della cena o della colazione della domenica, è un incontro, è un cerchio fatto a rettangolo.

Lì si riesce a svuotare il sacco, solo lì escono parole in libertà.  Che raccontano quanto è stata bella o brutta, difficile, impegnativa o semplicemente normale quella giornata. Conversazioni le più disparate che si intrecciano, decisioni di nuovi sport che si incominceranno, future professioni che prenderanno vita, comunicazioni estemporanee di bollettini da pagare, appuntamenti rimandati dal dentista…ognuno dica la sua.

“Come è andata oggi? Ti ha sgridato il tuo capo?”

“No, no tutto a posto”

“Ma senti mamma, ma se sbagli qualcosa lui cosa ti fa? Ti dà dei voti? Tu poi non volevi fare la professoressa?” Riaffiorano sogni e percorsi abbandonati.

Piccola donna, sia mai che non l’avessimo capito, ancora più con gli occhi che con le parole ci comunica “Ah io vorrei fare l’attrice, ma che scuola devo fare?” il fascino del palcoscenico e dell’interpretazione che varia dal melodrammatico all’euforico non ci manca per nulla.

“Io invece devo imparare a nuotare, poi chi lo sa se riuscirò a fare le gare, sono ripartito dalla prima corsia. Ma magari la prossima volta se vado più veloce, mi spostano nella seconda, e poi nell’agonismo” la semplicità di pensiero del nano e un senso di primordiale ottimismo lo aiuteranno di certo.

“Ma a scuola cosa state facendo?” questa è la domanda del pater familias. Direttamente catapultato dal pianeta delle riunioni ad oltranza, e atterrato su questo mondo, chiede, anche con una certa enfasi, illuminazioni sul programma scolastico dell’anno. Per fortuna non lo chiama POF.

E la risposta non può lasciare delusi. E’ pratica ed intrisa di vita reale.

“Oggi ci siamo divisi i mestieri. C’è l’ecologista che spegne la luce, chiude i rubinetti e porta via l’umido. Il postino che porta in giro le circolari alle varie maestre, il bibliotecario, l’ordina giochi. E poi l’igienista, che sarei io.

“TU? Che non ti lavi mai i piedi?”

“Ma cosa c’entra!!! E comunque non me li guardano, adesso ho le calze poi. Io devo controllare che in bagno ci sia ordine, non si corra, ci si lavi i denti…”

Non fa una piega. Ogni ruolo assume connotazioni diverse, dipende da come viene interpretato. Il programma scolastico procede, ma non è argomento di questa serata. Ogni giornata anche la più faticosa può concludersi con una visione semplice. Portare con sé un desiderio e un obiettivo, grande o piccolo che sia.

E se all’inizio del giorno tutto ti è sembrato sovradimensionato, troppo veloce, con richieste di perfomance che non riesci neanche più a capire, intorno a questa tavola si ritrovano dimensioni naturali. E i pezzi si ricompongono in un quadro di umanità.

Advertisements

27 thoughts on “Tutto si ricompone qui

    1. Ma ciao Famiglia Componibile 😊 a me mette tanta allegria ricevere i tuoi commenti e ti seguo sempre con tanto piacere… Dacci tue notizie eh 😉 un abbraccio e buona settimana 😍

      Like

  1. la tavola dovrebbe rappresentare proprio quello che scrivi ma spesso si trasforma per la presenza di cellulari che con i loro sms e whatsapp disturbano quella conversazione familiare…..

    Liked by 1 person

    1. Si è proprio così! Il tavolo deve essere vissuto e ogni segno porta in.sé un ricordo o la traccia di vari momenti, alcuni vividi nella memoria, altri no, ma è un elemento vivo della casa!!!
      Grazie per essere passato di qui! Un saluto caro

      Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s