Questione di fegato.

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Si esce alla solita ora, un po’ trafelati, un po’ assonnati. Appiccicato addosso quel senso di gravità da lunedì mattina, dove ogni cosa assume dimensioni alterate, ben sapendo che ogni avvio reca con sé un pezzetto di fatica.

Mano nella mano, camminiamo. Mi godo quella morbidezza della tua mano, che mi cerca e si infila alla ricerca di un calore sicuro. Quel gesto spazza via un po’ di peso, la vorrei ritrovare più piccola quella mano.

“Sai mamma, tu mi piaci.” Gli inizi di questo tipo non vanno mai interrotti.

“Mi piaci perché sei bella” e fin qui nulla di nuovo. Il tipico maschio un po’ innamorato della sua mamma, mamma che sapientemente dissimula l’effetto benefico ed energizzante che fanno ogni volta quelle parole.

“E poi perché hai fegato…” a questo punto non riesco a non interrompere.

“In che senso? Cosa vuoi dire?”

“Hai fegato perché sei esigente e fai bene ad esserlo, perché pretendi ed è giusto così. – Pausa – Secondo te andrà bene oggi il dettato?”

E’ rassicurante non solo la tua mano, cresciuta, ma anche il tuo pensiero acrobatico, alla ricerca di un consenso, preceduto da gratuiti e generosi complimenti. Perché intravedo dove tu ti stia dirigendo e conosco quel modo avvolgente e sinuoso di raggirarmi. Arriviamo fino in fondo dai, l’esordio è promettente.

Non rispondo, volutamente non rispondo, ma tu non ti arrendi di certo. Sai bene dove vuoi arrivare.

“Perché sai il dettato per me è difficile, ma mi impegnerò tanto, come piace a te. Ma comunque anche se dovessi sbagliare (nella remota possibilità), la maestra è contenta. Ci dice sempre che dagli errori si impara. Quindi meglio farne qualcuno…” In effetti perché mai un dettato dovrebbe essere tutto corretto? Sarebbe un esercizio inutile.

C’era forse bisogno di una mia risposta?

A domanda è seguita una risposta. La risposta. A mamma piacendo ti impegnerai, l’hai detto, e comunque andrà bene, perché dagli errori non si può che trarre insegnamento.

Bambini che amabilmente raggirano le mamme. Mamme con attributi che affrontano l’inizio della settimana. Errori che vanno ridimensionati e accettati serenamente. 

Una cosa è certa, tu hai molto più fegato di me. E non ho ancora capito se la cosa mi disturba o mi diverte. Propendo per la seconda.

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38 thoughts on “Questione di fegato.

  1. ” mamma, ti amo come non ho mai amato nessuna!”… e ti sciogli restando composta… perchè sei che sta arrivando il “mmmm… posso prendere un pezzetto di cioccolato?”… e cheffai te?… fai di tutto per leggere le due frasi totalmente scollegate, ci credi e la soddisfazione non sai se sia più sua o tua 😉

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    1. Tati è proprio così, fingi di non vederne il nesso e sai bene dove andranno a parare, ma seguirli nelle loro acrobazie è troppo bello…e poi chi mi dice più che sono bella con quell’enfasi??? Un bacio Tatina, va meglio con WordPress? 🙂

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      1. ahah!… proprio quello: perché dovrei mettere in dubbio così tanto amore gratuito? non sia mai!
        Con il signoruorpress va meglio… fa ancora dei pasticci ma va bene… tutto serve…

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      1. Sai che se me lo dici tu, io ci credo eh ;-)?
        Poi prometto che prima o poi la smetterò di tediarvi con i miei dialoghi mattutini o serali … ma in questo momento della mia vita, è inevitabile!

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  2. mi hai fatto venire in mente la conversazione di un’amica col figlio quindicenne, che le ha mostrato un brutto 4 solo dopo averlo rimediato con un 8. Quando lei gli ha chiesto spiegazioni riguardo al votaccio, lui le ha risposto: “Ma mamma non sei tu che mi hai insegnato che nella vita bisogna sempre partire dal basso?” 🙂

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    1. Guarda quella frase nella sua semplicità e nel suo obiettivo di fare captatio benevolentiae mi ha proprio fatto soffermare sul valore dell’errore. E c’è proprio un valore nello sbagliare e dovremmo insegnare a viverlo con serenotà!

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  3. Meraviglia… tuo figlio ti conosce bene! Ed è un adorabile… raggirante 😁 Ma no scherzo. Secondo me fegato ce l’hai davvero…anche se chiaramente non ti conosco per poterlo dire. Quanto alla bellezza beh su questo almeno a giudicare dalle foto posso dire che torto non ha il tuo stellino! 😘

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  4. I figli sono sempre un prodotto dei genitori. Il fegato che tu (giustamente) gli riconosci deriva in gran parte dalla sicurezza che tu gli hai trasmesso. E un po’ di “paraculite” aiuta sempre nella vita, specialmente se è portata avanti in modo così garbato 🙂

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    1. Ciao Max!!! Si condivido in pieno, un po’ di paraculite ci vuole assolutamente, l’importante è che resti garbata 😉 però quando li vedi ancora così nanetti ti lasciano sorpresa, non immagini che possano avere già sviluppato certe astuzie…e siamo solo all’inizio….

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  5. E a proposito di figli “paraculi”, ti lascio questa lettera di una bambina romana…ar papà

    “Caro papà, me dispiace molto dovette dì che me ne so’ annata cor mi’ ragazzo novo. Ho trovato er vero amore… dovresti védello, è così carino co’ tutti i tatuaggi, er pirsing e… quella sua moto grossa e così veloce.
    Ma nun è tutto papà : finarmente só ‘ncinta!!. Abdul dice che staremo benissimo ne la rulotte sua ‘n mezzo a li boschi. Lui vorebbe avè tanti fiji, e questo è anche er sogno mio; e dato c’ho scoperto che ‘a marijuana nun fa male, ‘a coltiveremo pure pell’amici nostri, pe’ quando n’c’avranno più ‘a cocaina e l’ecstasy de cui c’hanno tanto bisogno. Ner frattempo, spero che ‘a scienza trovi ‘na cura pell’AIDS, così Abdul potrà sta’ ‘n po’ mejo: è così bono e so ‘o merita. Papà nun te preoccupa’, c’ho già 15 anni, so bada’ a me stessa. Inoltre Abdul, forte dei 44 anni sui, me segue e me consija ar mejo ne ‘e scerte, come quello de convertimme all’islam. Spero de venitte a trovà presto, così potrai conosce li nipotini tui”

    ‘a tua adorata bambina

    PS: !!
    è ‘no scherzo papà!!! Sto’ da nonna. Volevo solo ditte che nella vita ce so’ cose peggiori da ‘a paggella che t’ho lasciato sur commodino!!
    Ciao!!

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