Roba da grandi.

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Mi ero immaginata che diventare grandi fosse più facile e accadesse in modo netto. Chiaro, inequivocabile, ma soprattutto pensavo fosse un processo irreversibile.

Mi sbagliavo. Ogni giorno quel traguardo si sposta sempre un po’ più avanti. Oggi ripenso a quando credevo che sarei diventata grande e sorrido.

Soffro ancora di mal di mamma, mi agito quando devo fare una presentazione in pubblico, mi preoccupo per i compiti di matematica dei miei figli.

Ho capito che non diventerò mai grande. O meglio per me diventare grande è sentirmi migliore e in pace con me stessa. E anche questa non è impresa da poco.

Mi sono sentita grande quando ho avuto le chiavi di casa, quando ho guidato per la prima volta, quando ho fatto la mia prima vacanza all’estero. Quando ho scelto da sola come vestirmi, quando ho ricevuto il primo stipendio, quando ho scelto di fare lettere, anche se tutti mi dicevano che non avrei trovato lavoro.

Mi sono sentita grande quando ho finito di studiare, quando ho cucinato per i miei amici, quando cercavo casa e ho pagato il primo affitto. Quando ho finalmente litigato dicendo tutto quello che pensavo, quando mi è partito uno schiaffone di troppo per manifestare tutta la mia rabbia, quando ho smesso di vergognarmi di piangere.

Crescere è conquistarsi spazi d’indipendenza, scegliere cosa fare e non. E’ andare a scuola da soli, uscire con gli amici, leggere il giornale, aprirsi a dimensioni più grandi che siano quelle del proprio armadio, scoprire un talento e farne tesoro, trovare la strada per uscire dal tunnel, imparare a nuotare dentro e fuori dall’acqua. 

Oggi ho la patente da una vita, 2 figli, lavoro da circa 17 anni, so mediamente cucinare una pasta, consolare mia mamma e i miei figli, ho perso mio papà e non ho ancora smesso di piangere, ma ho saputo stargli vicino e affrontare quella chiacchierata con il medico, che ancora me la sogno. Eppure non credo di essere guarita dal mal di mamma, dal senso di sentirmi piccola e non solo perché guardo le cose dal basso e mi prendo gli abbracci dall’alto.

Nano mi dice che lui piuttosto che andare alle medie vorrebbe tornare alla materna, per ora di crescere non ha alcuna intenzione. Come non capirlo. Piccola donna invece borbotta perché non la lascio ancora andare da sola in centro con le amiche e ho questa mentalità. A voi lascio l’aggettivo più appropriato per descrivere la mia di mentalità.

La linea della crescita, l’attestato di maturità sembra svanire ad ogni conquista, ad ogni anno che passa. E’ un traguardo immaginario che si sposta in avanti. E forse diventare grandi consiste proprio nell’accettare e capire che non lo saremo mai o perlomeno non completamente. La voglia di crescere quella è un’altra cosa, quella davvero facciamo in modo che rimanga viva. La speranza di prendere qualche centimetro, e non solo grazie ai tacchi che ho avuto il coraggio di comprarmi, ma grazie soprattutto a un bisogno connaturato di camminare con il naso all’in su, alla ricerca di qualche inaspettata sorpresa.

E quando qualcuno mi dice “Lo farò quando sarò grande”, non posso che tacere sorridendo, mordendomi il labbro tra imbarazzo e tenerezza,  immaginando se mai arriverà per lui quel solenne momento. Io lo sto ancora inseguendo.

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45 thoughts on “Roba da grandi.

      1. c’è un ricordo agrodolce, di quelli belli e amari allo stesso tempo, che porto con me; mia nonna, a 93 anni, appena prima di morire chiamava la sua mamma, a riprova che non passa proprio mai 🙂

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      2. che tenerezza! mi sa che è proprio così…certe volte a me capita quasi di volermi preparare al momento in cui non ci sarà più mia mamma, per sentirmi più grande, poi per fortuna smetto subito e penso che per fortuna posso ancora correre da lei e cercare un riparo!

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  1. La curiosità è femmina!:-) Mai modo di dire fu così vero!
    Bene, il nome lì sul comodino è Jules Barnes e adesso tu ti sentirai defraudata e ridimensioni il complimento perchè mi dirai, arricciando il naso (si arriccia sempre il naso in questi casi): Jules Barnes, quello scribacchino? 🙂

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  2. Strabiliante. Ammutolisce questa tua ricerca interiore… come la hai descritta superbamente. Non diventerai mai grande perché tu sei già una GRANDE. Ammirazione a gogo per la splendida persona che emerge prepotentemente da queste parole.

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  3. Ecco perche tu sei marghe…
    Perche dici queste cose!
    Perche io pure le sento mie!
    Perche la mammitudine é una cosa bellissima da vivere. Pire io ho bisogno di abbracciarla, sentirla, e che mi fa le.coccole. e non mi vergogno affatto. Ancje se ora oltre che figlia sono mamma! E mi sento pou figlia a 36 anni che mai! E dire che a volte come spesso dico mi metto a guardare a testa in giù…
    sai che c’é.speriamo che non smetteremo mai di crescere e di guardare col naso all’insù! BaciNi tanti tanti cara bean!

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    1. Ma ciao cara Alessia. Oh sì sì ha sempre bisogno di quel tipo di coccole…e di guardare con il naso all’in su con curiosità e coraggio per crescere sempre!!! Ti abbraccio forteeee

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  4. io ho incominciato a sentirmi un po ‘grande un paio d’anni fa.
    Oggi ne ho 62 ed ancora aspetto. La realta’ e’ che cresce il corpo ma i sentimenti e le emozioni rimangono sempre fanciulle. Per fortuna.

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  5. Che belli questi pensieri, a volte è difficile esternarli e ancora di più metterli nero su bianco, forse perchè essere adulti con i pensieri da “nano” ci fanno vergognare, sembriamo affetti da bambinite; invece è il modo migliore per sentirci vivi con emozioni vere, le nostre!
    Io tutte le mattine faccio la doccia cantando e sono pure stonato, lo faccio da sempre, e quando cucino? I piatti silenziosi mi dicono che sono i migliori 😉
    Con mio figlio sto ancora crescendo…alla mia veneranda età.
    Penso che non ci sia un limite alla crescita…non basta una vita quindi, andiamo avanti così.
    I genitori sono sempre con me.
    Hai fatto un bel post e si sente, ciao.

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    1. Pensieri che avevano bisogno di venire fuori…con i figli credo sia impossibile non continuare a crescere e credo sia davvero un privilegio 🙂 i genitori rimarranno sempre con noi, verissimo.
      Grazie, era un post che avevo dentro da un po’…un abbraccio e buone feste!!

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  6. Mi sono distratta. Come dico sempre di me stessa, distrattamente attratta da particolari apparentemente poco importanti, come ad esempio i sandali nella foto. Quei sandaletti che ogni bambina degli anni Settanta che si rispetti, ha avuto. Meno male che “da grandi” abbiamo imparato a scegliere le scarpe da sole…

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  7. Credo di essere diventata grande da piccola, perché era necessario…darsi da fare, così mi hanno insegnato i “grandi”
    Oggi sono veramente grande come età intendo eppure ogni tanto cerco la bambina/adolescente che non ricordo e sento la nostalgia come di un periodo mancato…
    In sintesi voglio essere grande con un animo bambino..
    Buon Anno Mrsbean 🙂

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