Moderatamente fuori tempo.

fuori tempo

Da piccola passava ore ed ore a giocare al ristorante, da sola e in compagnia e il vento volava. In un soffio ci si ritrovava a sera, spesso sua mamma doveva richiamarla a quel tempo presente e reale. Lei si era persa in una dimensione immaginaria, così adulante e fascinosa. A quella lei oggi vorrei dire che non è stato tempo sprecato, tutt’altro, quell’immersione in uno spazio irreale e sospeso ha certamente contribuito a renderla più allegra e capace di sognare.

Poi ci sono stati gli anni di scuola, arrivata anzitempo. Sembrava mediamente sveglia e volenterosa, fu prospettato quindi di andare a scuola un anno prima. Figurava come un premio, un’ambizione non cercata, un traguardo anticipato. Suonava bene, salvo poi il fatto di sentirsi sempre la più piccola, fuori misura e fuori tempo massimo. Mai un tema o una versione che fosse ricopiata in bella, mai un compito di matematica concluso, anche se in quel caso il problema non era certo di ordine temporale. A sua mamma, la maestra prima e i professori poi ripetevano “Ognuno ha i suoi tempi, signora, non si preoccupi. Non cambierà mai. Sarà sempre così. Ma non vuol dire che non sia in gamba”. E quello che sembrava un presagio, un percorso inevitabile, in parte si rivela tale. E quel risultare brava, nonostante tutto, nonostante i tempi, rovina un po’ la festa.

Moderatamente in ritardo in amore. Il tempo delle mele stenta ad arrivare, i primi baci, anche quelli hanno richiesto i loro tempi. Andavano preparati e accolti, non si poteva giocare d’improvvisazione. Ma un bacio atteso e a lungo sognato, quando arriva è talmente bello da non sembrare vero.

E’ stata poi la volta delle grandi scelte, quelle che determinano cosa vuole fare, essere, anche un po’ diventare. Il liceo prima, l’università dopo. Non c’era tempo di pensare, in un attimo si ritrova acerbamente cresciuta, risoluta nell’affermare i suoi desideri. Sceglie lettere moderne tra dubbi e titubanze del pubblico in ascolto. Non c’è tempo da perdere, se tutti possono laurearsi in lettere, dovrò restare nei tempi, si diceva. Gioca d’anticipo allora nella premura di crescere, laurearsi, innamorarsi sul serio, trovare un lavoro.

Poi arriva a perderla la cognizione del tempo. La prima figlia a trent’anni. Pensa di essere perfettamente nei tempi, quelli giusti. Ma quando un figlio arriva, niente appare più come prima, nulla è più vero in assoluto, certezze e orari vanno tralasciati. A fare la mamma, o meglio a sentirsi tale ce ne vuole di tempo, il tempo di capire e accettare che si può sbagliare molto più di quanto si pensi e ci si conceda. Di lasciarsi andare al fluire delle cose, senza volerle controllare e dominare. Di apprezzare che la giornata si dilati a dismisura tra ritmi serrati, cerimoniali ripetuti e ripetitivi.

Non ho mai avuto un rapporto propriamente sereno e lineare con il tempo. Proprio no, la storia prosegue e perdura. E’ sempre questione di tempo. Quello che impiego a fare le cose, che passo con qualcuno, che invoco, rimpiango, rincorro. Quello buttato al vento, anche quello serve e ha il suo valore. Quello perso e quello speso, quello cercato e ritagliato, quello giusto e quello no. Quello che sono capace di fermare. Il tempo dei tacchi e vestitini, dei jeans e delle Superga, delle spalline e dei ciuffi laccati. Dei capelli corti quando volevo sembrare più grande, poi lunghi per sembrare più donna e nuovamente corti per sembrare più giovane. Mi sono sentita per anni moderatamente fuori tempo, quel tanto che bastava per recuperare e mettersi al passo, quel tanto che serviva per poi accelerare d’improvviso e correre dritti alla meta. Poi arriva non si sa come il momento in cui mi sento finalmente nella mia pelle. E sto. E accetto anche il mio ritardo, qualche rallentamento e indugio, quel tempo in più di cui ho bisogno, quella rincorsa che devo prendere per riconquistare terreno. Quel tempo nuovo, diverso, attraverso il quale guardo e vivo.

Un tempo avrei notato quella ragazza, labbra rosso fuoco, sigaretta in bocca, quell’aria di chi la sa lunga, affamata di vita ed esperienza. L’avrei guardata a lungo, per carpire un po’ della sua femminilità e spregiudicatezza. Oggi invece mi soffermo su quella donna un po’ pensierosa, libri sottobraccio, con il suo incedere lento ed elegante. Un tempo ero affascinata dai colori netti e sgargianti, dalle linee decise e delimitanti, ora sono rapita dai dettagli sgualciti, un po’ sciupati, indefiniti.

Un tempo sarei rimasta incantata da quel ragazzo carismatico, capobranco, dall’ironia un po’ pungente, timido, ma a tratti sfacciatamente sicuro, rapido di testa e di scelte. Oggi noto l’ironia delicata, la tenerezza accudente di chi si volta indietro, la dolcezza di chi sbaglia e chiede scusa, di chi si ferma e lascia passare.

Si cambia. Passa il tempo e si cambiano lo sguardo, la percezione del mondo, la scelta dei dettagli da conservare e da buttare via. Cambiano le cose che si decide di raccontare. Cambiano le nostre teste, le reazioni di pancia, le nostre parole.

 

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58 thoughts on “Moderatamente fuori tempo.

      1. Hai ragione in effetti! E vista da questa prospettiva tutto appare meno pressante…lasciamo al tempo il suo corso, tra accelerazioni e rallentamenti 😉

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  1. E che stavolta tu sia in anticipo sul tempo? Che già ti viene da fare dei bilanci?
    No, ritiro. Probabilmente è una revisione di tappa, ecco, per… prendere il tempo e proseguire 🙂
    Sei sempre molto precisa e sincera, calibrata. Precisa: le parole son quelle non altre.
    Piacere di conoscerla, signora 🙂

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    1. Ahahah dici? Bella l’idea della revisione di tappa per prendere tempo e giocare d’anticipo 😉 non so perché sono in vena di riflessioni sul tempo…Me ne accorgo soprattutto per strada, da cosa desta il mio interesse… E capisco che sono proprio ormai inesorabilmente signora, giovane signora 🙂

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      1. Ti capisco, sono le quattro stagioni, che tu prenda coscienza d’essere in estate (diciamo all’inizio, vista la tua puntualizzazione con quel “giovane”)… eh sì, è saggio sapere di essere dove si è, per evitare di apparire grotteschi se non altro, con la minigonna a settant’anni 🙂

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  2. Io trovo, comunque, che sia un piacevole “cambiare” quello che avviene col passare degli anni, si acquisisce più consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si vuole, più maturità nelle scelte, nell’affrontare le problematiche, più determinate nel selezionare i propri interessi e nel perseguirli, insomma sostanzialmente un maggiore equilibrio nel vivere e … sì, sei inesorabilmente una giovane signora, ma soprattutto, per quello che ho percepito io di te … una vera Signora! 🙂

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    1. Assolutamente sì, è un cambiare piacevole e naturale…e c’è una consapevolezza rassicurante anche 😉 ti ringrazio di cuore per il complimento…non so in realtà se sono una vera signora, ma dare l’impressione di esserlo è già bello!!! 😊

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      1. Lo sei, traspare chiaramente da ciò che scrivi … e scrivi anche molto bene, è davvero un piacere leggerti. La classe non è di tutti e non si può costruire, tu ce l’hai, io le cose le sento a pelle … 😉

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  3. Bello leggere queste righe.
    Quante volte mi sono sentito anch’io fuori tempo e magari anche fuori luogo, e come cambiano le percezioni di sé e degli altri mano a mano che si cresce.
    Volendo fare un piccoli inciso, anch’io mi sono trovato a scuola con bambini più vecchi di me di un anno e devo dire che, se potessi tornare indietro, sarebbe una scelta da NON ripetere, almeno nel mio caso.
    Ciao

    K!

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    1. Sai all’epoca non l’avevo vissuta male, sinceramente, la situazione di essere la più piccola, oggi però con uno sguardo diverso credo che sia evitabile! Detto questo il tempo è un compagno fedele e anche severo talvolta, ma aiuta e concede di guardare fatti ed esperienze attraverso lenti mutanti…non è cosa da poco! ciao K, un saluto caro

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  4. Si dice che il serpente che non cambia pelle, muore. Non so se è il tempo a cambiarci, forse sono le nostre esperienze a farlo, scandite per comodità dal calendario. Mi ci ritrovo in molto in ciò che hai scritto soprattutto il passo della maternità..

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    1. E allora meglio cambiarla sta pelle, va! Sicuramente sono l’esperienze a cambiarci, ma maternità credo che rimanga al primo posto in termini di rivoluzioni…eppure con il secondo figlio, almeno così mi è successo, torna un equilibrio…grazie Principessa per il tuo saluto e i tuoi commenti!!!! buona giornata

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      1. Rivoluzione davvero! 🙂
        a tal proposito ho riletto di recente, causa trasloco, alcuni capitoli del libro ” dall’alcova al nido” di Carolyne Cowan Pape, Philip A. Cowan che mi comprai appena nata mia figlia. Sai che mi sembrava di leggere un altro libro rispetto a 11 anni fa?

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      1. sono talmente un danno e sconnessa… che anche il tempo ha gettato la spugna… ogni tanto si ferma… ogni tanto torna indietro… altre corre avanti… non mi considera più di tanto ( temo farà il botto verso il fondo!) 😀

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    1. 🙂 gioisco di questa similitudine…mi chiedo ora, ma perché? Perché dover precorrere i tempi e partire in anticipo? per questo forse al mio fanciullo ho regalato mezzo anno in più di spensieratezza….alla faccia di primine e anticipatari 😉

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      1. Quello è vero, coccole da tutti, ma io ero perennemente in ritardo…anche se quello è rimasto un problema atavico… allora mi faceva comodo imputarlo alla tenera età!

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  5. Bellissimo 🙂
    Di chi è il “tempo”? Io dico che deve essere necessariamente il nostro “tempo”, i nostri”tempi”. Senza rincorrere in affannose accelerate, senza perdersi troppo ma il giusto. Adottata!

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    1. Wow ma che bellezza, doppia sorpresa…il tuo commento (che noi sappiamo quanto siano preziosi e desiderati) e l’adozione! Il tempo è difficile da gestire, sfruttare, assaporare e trovare quel “passo a due” con lui è un’impresa…ma in effetti se pensiamo ai nostri tempi la musica cambia 🙂 grazie ancora di cuore!

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  6. Wow, che ondata di emozioni!!!! 💖💖
    P.s. Ogni volta che ti leggo ritrovo qlc pensiero che stimola i miei ricordi, mi ha fatto dolcemente sorridere oggi ” Il tempo dei tacchi e vestitini, dei jeans e delle Superga, delle spalline e dei ciuffi laccati.” 😄
    È si, come si cambia …. non c’è dubbio e forse è meglio così!
    😘😘

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    1. Ehhh bello quel tempo, le Superga le varei volute di tutti i colori 😉 … il fatto di suscitare emozioni è la cosa che mi rende più felice, ecco, grazie di cuore! il fatto poi che sia in fondo meglio ambiare, lo credo anch’io, specie se viviamo in uno stato di costante crescita ed evoluzione! un abbraccio Bea 🙂

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  7. Il tempo, quel mistero verso cui non si ha mai un rapporto lineare, pacifico. Io a volte penso che tutti i travagli arrivino da lì, dal rapporto con lui. Che interessante leggere la tua riflessione. Bella.

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    1. Condivido in pieno, il tempo per me è da sempre fonte e principio di pensieri irrisolti, è anche il suo fascino, credo! Felice che ti sia piaciuto Vale, grazie e un abbraccio!

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  8. Avere la sincronia con la vita non è affatto semplice. Io credo che sentirsi ‘giusti nella propria pelle’ come dici tu sia già una forma di felicità. E’ che quando corri, la vita trattiene. E quando riposi ti tira le vesti. Però, cavoli, è sublime riuscire ad andarci a passo (non che io ci riesca, si sarà intuito…).

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    1. Sinceramente non credo sia davvero possibile avere una sincronia perfetta, probabilmente a momenti…che bella espressione la tua…E’ che quando corri, la vita trattiene. E quando riposi ti tira le vesti….poetica anche nei commenti! 🙂 grazie!

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    1. Ma grazie, che gran complimento, almeno per me. 😊 il tempo è una variabile straordinaria con cui possiamo giocare e misurarci…non ti lasciar ingannare, ne spreco di tempo, va là 😉 grazie!!! Un saluto caro

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    1. Grazie per il tuo commento e per essere passata di qua 😉 Anche io propendo per gli adagi, ce lo insegnano bambini e anziani…ma anche l’andante grazioso ha il suo fascino!
      Buona giornata Spersa 🙂

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  9. posso solo dire che io ti adoro! la foto è trooooppo bella e simpatica! rappresenta benissimo il tuo scrivere di questo post che mi sono gustata come quando mangio un cioccolatino! e sto tempo che si piega sotto gli occhi nostri oh…. uff! belle che siamo (ce lo diciamo da sole stavolta!) quando prendiam consapevolezza di qualcosa.
    solo che quando qualcuno mi chiama signora a me prende un colpo… e che caspita, siamo ancora giovincelle! 😀

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