In un mondo ideale di distributori di felicità.

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– Sai cosa vorrei io mamma? Distributori ovunque di oggetti elettronici e tecnologia. Dappertutto.

– Ma dai, ma ti sembra il caso? Pensavo a chissà quale sogno io…

-E ma aspetta, è solo l’inizio. Immagina un distributore dove ti prendi gratis le cuffiette per lo stereo, una video camera, un cellulare nuovo.

– Ma scusa nano, ma in ogni caso dovresti andare in un negozio per farti attivare un abbonamento.

– No mamma, cambia tutto. Non ci sono più i soliti TIM, Vodafone, WIND, il cellulare ha tutto integrato e non hai bisogno di tariffe, è tutto gratis capisci? Poi voi della TIM lavorereste in un altro campo: le mense scolastiche! Pensa che bello, cibo buono finalmente, fareste la gioia di tutti noi bambini.

– Ma non riesco bene a seguirti nei tuoi ragionamenti.

– Il problema mamma è che tu sei troppo realistica. Devi sforzarti di immaginare un mondo nuovo, dove lavorano le macchine, tutto è gratis e a disposizione, le persone si dedicano solo alle cose che amano, senza aver bisogno di ricevere uno stipendio, le automobili sono elettriche e non inquinano, l’energia la prendiamo dal sole e quando non c’è, vabbè ci devo ancora pensare.

– Ok, ora ho capito, ci provo, …penso al tuo mondo ideale…ma mi sembra tanto, troppo tecnologico. Credo che vorrei più natura, quello mi manca. Stare all’aperto, sentire i profumi, vedere colori accesi, accorgermi del passaggio delle stagioni.

– C’è tutto mamma, ci sono prati, colline, paesaggi belli e distributori di elettronica ovunque. E le macchine lavorano, fanno i lavori pesanti, capisci? Al nostro posto!!!

– Quindi anche i compiti che ti danno a scuola?

– No no non credere, la scuola rimane ed è anche molto impegnativa. Si usano però i tablet che hai preso al distributore, e hai la cartella leggera.

– Beh mi sembra importante questo aspetto. Però, porta pazienza, io sarò troppo realistica, ma faccio fatica a vedere poesia in questo tuo mondo. Mi sembra che l’elemento principale di attrazione siano questi distributori di ordigni tecnologici, in più mi hai messo a lavorare in mensa…

– Mamma sei anche frettolosa, sono solo all’inizio della creazione. E ho un sacco di cose da fare in questo periodo, sai quel computer che ho disegnato l’altro giorno? ecco ci sono arrivati ben 50 ordini all’Arte e dobbiamo accelerare la produzione.

– Hai ragione, quanti impegni. Tra progettazione di nuovi portatili e la creazione di un nuovo mondo, immagino che tu non abbia molto tempo, ultimamente. E’ normale che nel tuo disegno (e anche un po’ delirio di onnipotenza) manchi qualche dettaglio. O ci sia qualcosa da ultimare, da affinare.

Questo l’esordio della mia giornata. Un amabile, alquanto surreale, dialogo di inizio mattina, mentre camminiamo e ci dirigiamo lentamente a scuola, mano nella mano, tra domande, interrogativi e consigli.

In dieci minuti scarsi ne ricavo qualche mal celato suggerimento, nonché prospettiva per il mio futuro. Prossimo, piuttosto prossimo.

Sogna Margherita, staccati da terra e alza lo sguardo. Liberati dai tuoi stereotipi, da quelle sicurezze che limitano, da quelle certezze che si rivelano illusorie, dagli scenari noti e reiterati. Interessante in effetti, mi sento toccata sul vivo. Gli anni mi hanno progressivamente e saldamente ancorata sul basso, si sono ridotti i pensieri leggeri, svolazzanti, le fantasie irrazionali. Fin qui nulla da dire.

Applicati mamma e credi in te, la tua seconda giovinezza professionale e non solo potrebbe essere nel campo alimentare. Leggi anche: se imparassi a cucinare, saremmo ancora più felici, e fai tesoro del consiglio precedente, emancipati dall’evidenza di proporre ogni sera bistecca e insalata (realismo puro) e pensa in grande (usa la fantasia), sbizzarisciti e cimentati in nuove ricette. Da cosa nasce cosa e chi lo dice  che il salto dalle telecomunicazioni alla cucina non ti procuri grandi soddisfazioni? Qui il passaggio mi sembra decisamente forzato e stento a proiettarmi in questa nuova dimensione di vita.

Infine. Regalami un cellulare. O magari, che ne so, un PC portatile. In attesa che predisponga un mondo, disseminato di distributori automatici di felicità, sii affrettata per una volta, anche superficiale dai, anticipa i tempi e fai sì che abbia a soli 10 anni tutta l’elettronica che mi merito.

Qui si chiude il cerchio, credo di aver compreso dove mi vuoi condurre. Apprezzo il tuo estro e il tuo sforzo creativo, mi sono fatta piccola e fantasiosa per accompagnarti nel tuo girovagare sognante e altresì molto concreto, ma credo che aspetterò con interesse e una certa trepidazione l’avvento del tuo nuovo mondo.

Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per idearlo. E io farò lo stesso, me l’hai saggiamente insegnato tu. Oggi.

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46 thoughts on “In un mondo ideale di distributori di felicità.

    1. Devo dire che mi fa parecchio sorridere E’ naturale per me scrivere questi dialoghi, perché mi sembra un modo per fissarli nella memoria, nonché condividere con voi il sorriso. Ha un po’ di velleità da visionario 😉 paura!!!

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  1. “…anticipa i tempi e fai sì che abbia a soli 10 anni tutta l’elettronica che mi merito.” in questo c’è tutta la genialità bambina… non è vero, non tutta…
    fan ta sti co !!!!

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      1. Ahahah!… Lo so… Sto cercando di convincere me stessa che è pura e semplice genialità piuttosto che paraculite acuta… Convinciamoci e ingeriamo questa pillola! 😀

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      2. Esatto! Fa il paio con ” bella mamma, che cara che sei… Che buono questo minestrone… Posso prendere una caramella?”… Sarà solo un crescendo 😂

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  2. Allora.. Prima finisco di ridere che sono in metropolitana e mi guardano tutti. Io con la tecnologia mmmmmh non è che sia proprio a.mio agio la mia nana invece smanettare come una furia. Siamo troppo ancorate al basso dici? Forse però non ne sono certa. Sulla cucina Ehm..sulla natura prati animali invece siiiiiiiiiiiiii. Abbiamo avuto i nostri sogni che forse solo nella forma sono diversi dai loro ma la sostanza è identica: essere felici. E io credo che quando andiamo a scuola per mano a loro, lo siamo eccome. Mi piace pensare che sia lo stesso per loro

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    1. Si hai ragione, l’obiettivo dei sogni rimane lo stesso! E la felicità di quella passeggiata e di quei dialoghi mattutini è impagabile 😘 un abbraccio Principessa

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  3. Quando ti ho incontrata ho subito pensato a te come ad una Meg Ryan, splendida, sorridente e trasognata. Tuo figlio è un visionario ma credo che tu gli abbia trasmesso molto del tuo entusiasmo contagioso! ❤

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    1. Wow addirittura Meg Ryan, l’ho sempre adorata, ma mi sembri davvero troppo generosa. Mio figlio è un positivo, un po’ sognatore e parecchio paraculo e non so bene da chi abbia preso questa carica 😉 non so se sia stata io, siamo diversamente entusiasti!!! Un bacio Mela cara

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  4. Ti confesso che come (quasi) sempre, anche stavolta… poi resto lì a riflettere.
    È un flash – quindi breve – lo spazio giusto di un post – ma intenso. Un po’ per la tua capacità di riportare [detesto i complimenti vorrei evitarli :-)] Un po’ per gli argomenti trattati.
    I punti, in sintesi, sono quattro, se non di più.
    Da un lato tu (e la figura di mamma con tutto quello che comporta) e dall’altra il bimbo (in questo caso il “suo” bimbo). E poi, ci sono le due visioni: presente e futuro. Considerando che rispetto a qualche anno fa soltanto, la scalata a modi di vivere e di conseguenza di concepire diversi è sempre più furiosa e veloce.
    Vero che all’età del tuo nano, quelli più dotati (e qui chiaramente è la famiglia alle spalle la fertile radice) sono propensi a fantasie azzardate, vero anche che nel fantasticare il bimbo in questione di fondo mira a certe sue larvate conquiste, però resta comunque uno spaccato provocatorio (in senso positivo) che induce a… “tavole rotonde”! Tema: ….. Anzi più tavole rotonde, per il numero di temi, volendo, estraibili.

    Nota: Raymond Carver, il noto narratore minimalista americano asseriva che un racconto funziona (è di livello) se, dopo averlo letto, induce a una pausa di riflessione, fosse di un attimo soltanto.
    Lo consideri un complimento? Hai troppo i piedi saldi a terra per inciamparvi (nel complimento) 🙂

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    1. E con un commento così come vuoi che parta la mia giornata? 😊 😊 😊
      Ma la cosa che apprezzo di più è che hai una capacità analitica che ogni volta mi spiazza! Vedi molte più cose di quelle che consapevolmente volevo comunicare, per questo l’attribuzione di complimenti mi pare alquanto generosa 😊 ma ne sono ugualmente felice!
      Mi hai davvero incuriosita su Carver, che conosco solo di nome…mi consiglieresti la lettura di qualcosa in particolare di suo?
      Buona giornata caro Guido e grazie di cuore!!! Davvero.

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      1. Carver, i primi titoli che mi vengono in mente «La Cattedrale» e «Di cosa parliamo quando parliamo d’amore».
        Carver è morto qualche anno fa di tumore, negli anni 80 si è imposto come “minimalista” e come specialista di racconti. I due titoli sono infatti raccolte diracconti.
        Nel web trovi senz’altro notizie e orientamenti per tue eventuali scelte e possibilità di scaricarli.
        Buon proseguimento di giornata! A presto!

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      2. Oh ma grazie!!! Secondo me saresti stato anche un ottimo professore, mai pensato? Sicuramente bravissimo a correggere i temi 🙂
        Buon proseguimento di giornata anche a te!

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      3. Troppo irrequieto e anche poco paziente, specie all’età prescritta per accedere all’insegnamento. Sopratutto umorale, non avrei sopportato (succede anche ora!) chi – magari a torto – giudico gratuito o banale.

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  5. ciao 🙂

    non credo che il tuo figliolo sia più visionario del giusto;
    lo siamo stati anche noi (tanto tempo fa 😉 ),
    magari qualcuno un po’ di più, qualcuno un po’ di meno
    ma tutti abbiamo costruito capanne, combattuto guerre, sognato
    un futuro diverso dal presente del momento …
    non sono cambiati i bambini,
    è cambiato il mondo …

    una volta giocavamo con le figurine dei giocatori
    oggi, con i video giochi, giocano delle partite virtuali …

    non sono quindi i loro sogni il problema …
    ma la realtà che noi adulti lasceremo loro in eredità,
    il mondo che lasceremo loro ….

    🙂

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    1. Lo siamo stati tutti, il punto è che ce ne siamo dimenticati, forse, per questo ci sorprendiamo maggiormente quando tentiamo di immergerci in scenari onirici 😉
      Anche io nutro una certa preoccupazione per la realtà che lasceremo, per questo mi appellavo alla natura, eppure questo è il contesto e occorre inserirsi senza farsi inghiottire, preservando un tocco di poesia.
      Buona giornata Claudio, belli i tuoi commenti fotografici, ma molto graditi anche quelli testuali 🙂

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      1. ti ringrazio … 🙂
        in effetti il vero dramma, di cui pare nessuno si preoccupi, è che gli abitanti di questo mondo stiano vivendo come se fossero gli ultimi, pronti a sfruttare lo sfruttabile fino in fondo, incuranti di lasciare alla Natura il tempo di rigenerare quanto viene consumato (per egoismo e cupidigia).
        C’è un aforisma bellissimo che ci ricorda invece che “non abbiamo ereditato la Terra dai nostri Padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli…” (saggezza dei nativi nordamericani) ma nessuno se lo fila …
        nessuno si preoccupa di che futuro sta “costruendo” per i propri figli e nipoti …
        Non ci resta che sperare in un cambiamento di rotta (che io mi auguro ma che non prevedo)

        ciao e buona giornata 🙂

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  6. Un “paraculo” troppo simpatico … goditelo tutto, non perderti nulla, neanche la più piccola cosa … ha del “genio” il tuo nano, vuoi mettere che grande cosa questa capacità di imbastire un lungo discorso per arrivare ad uno scopo? Grande imbonitore … io dico sempre che sarà anche pur merito di qualcuno se i figli crescono in questo modo! Prenditelo tutto il merito e siine orgogliosa, paraculite a parte, è la capacità di sognare che è meravigliosa! Qualcuno gliel’avrà trasmessa, no? Goditi a pieno i tuoi figli, sono una benedizione! 🙂

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  7. I ragazzi d’oggi (il mio ha 13 anni) stravedono per gli oggetti elettronici, intendo smartphone e tablet. Ormai (purtroppo) ce li hanno tutti, e per spirito di imitazione o per curiosità questi oggetti per loro diventano un desiderio da realizzare in ogni modo.
    Riguardola loro gratuità, ciò è ovviamente impossibile.
    Ma consideriamo che uno smartphone che costa 200 Euro ha costi di produzione infinitamente più bassi: se ci fosse equità costerebbero un decimo.
    Ciao e buona giornata

    K!

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    1. Eh guarda tutto il tema smartphone l’abbiamo già affrontato con la sorella…dici bene, diventano proprio degli oggetti del desiderio agognati…ma c’è ancora un po’ di tempo, io opto per parlarne solo al momento! E mi godo la fantasie vaneggianti 😉 buona giornata!!!

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  8. ECCO… A PARTE CHE QUANDO HO PENSATO AD UN MONDO COSì TECNOLOGICO MI è PRESO UN COLPO…. IO NON SOPRAVVIVEREI…! 😀
    …PERò, MA CHE BELLA TESTOLINA HA IL NANETTO SA! SI è ADDIRITTURA PROGETTATO UN PC! SARANNO PURE RICHIESTE VELATE, MA CHE BEL MODO DI FARLE! E GRAZIE A LORO STIMAO IMPARANDO DI NUOVO A VOLOARE CON LA FANTASIA E AD ABBANDONARE LE SCARPE PESANTI COI SASSETTI!
    HAI RAGIONE PERO A LASCIARGLI ANCORA UN PO’ DI BEATA SINGLETUDINE DA TROPPA TECNIOLOGIA PER VOLARE COME HA FATTO STAVOLTA!

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    1. Si si anche a me è preso un colpo. Mi sentivo invasa da questi distributori di diavolerie elettroniche…si la testolina è caruccia e sempre in movimento… Assolutamente per il momento non se ne parla di cellulari, poi se anticipassi i tempi rispetto alla sorella ne scatterebbe un affare di stato!!! Baci Alessia bella 😘

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