Dignitoso silenzio.

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Io me le ricordo quelle mamme lì, esperte e sapienti, che mi dicevano al parco “Bambini piccoli, problemi piccoli”, “Oh cosa vuoi che siano adesso, goditeli”, “Credi a me (che è un’espressione eccessivamente perentoria e già per questo mi procura un pruriginoso fastidio) non hai ancora visto niente”. Io assistevo a quelle conversazioni ai giardinetti, un po’ incredula, piuttosto spossata, senza osar controbattere nulla.

Rispettosa, attenta, sornionamente distaccata, le ascoltavo in silenzio. Mi hanno insegnato che di fronte a chi ha più anni e maggiore esperienza, è suggeribile immagazzinare, poi elaborare e rifletterci su, possibilmente tacere sul momento. Così feci.

Stamattina le ho ripensate quelle mamme, con una più benevola e solidale complicità. Perché se allora mi erano parse volutamente intimorenti, decisamente ridondanti, gratuitamente scoraggianti oggi con qualche anno e una spolverata di consapevolezza in più mi sento di ricordarle con maggiore vicinanza, attribuendo loro una certa sincerità, un’oggettiva presa di coscienza e un non ingannevole e democristiano buonismo. Questo devo riconoscere loro.

Ma la cosa, la cosa di cui non mi capacito non è ammettere che non c’era poi così tanta enfasi d’avanzo nelle loro parole, ma ritrovarmi di nuovo, incredula e silenziosa, scettica e un po’ infastidita, incapace di rispondere prontamente a chi anni ne ha ben di meno, per non parlare dell’esperienza.

Ecco alcune situazioni tipo, in cui il mio stato si riassume in un laconico “Senza parole”. Ieri come oggi, io rimango a tratti, troppo spesso, priva di prontezza rispondente.

 

– Mami, dai facciamoci un selfie.

– Uh dai sì, che è tanto che non abbiamo una bella foto insieme.

– Aspetta metto un filtro, così anche tu vieni bene!

 

– Che bello! Oggi inizi latino, sei contenta?
– Si si normale… (manco per niente…)
– Ma mamma se la prof. mi chiede il mio nome in latino, sai quelle cose solite What’s   your name? My name is..eh eh dimmi come si dice in latino, così lo so…
– Ma no tesoro, ma non è una lingua che imparerai per fare conversazione…
– Ah no? E per fare cosa quindi?

 

– Oggi è venuto a scuola un supplente nuovo di arte.

– Ma dai, e vi è piaciuto? E’ simpatico, in gamba…è giovane?

– Noooo, avrà un po’ meno della tua età. E’ forte però!

 

– Non mettermi per favore mi piace a tutte le foto che posto…

– Scusa perché? se mi piacciono le foto tue e delle tue amiche?

– E’ come se mi autolikassi, tu sei mia mamma, dai, è autopromozione!

 

– Sei andata al lavoro vestita così?

– Si perché?

– No niente (eppure lo sguardo dice tutto…)

 

– Quanti seguaci hai?

– Eh?

– Quanti ti seguono su Instagram?

– Ma non so, pochi.

– Mamma, mai più seguiti che seguaci, questa è la strategia…

 

– Che bello, quando sei nata avevo 30 anni. Rifarei tutto uguale! Ogni cosa…(aria sognante, prossima al tonfo…)

– Quindi noi abbiamo 30 anni di differenza…è facile fare i calcoli. Pensa mamma quando avrai 50 anni, io ne avrò 20 e ti potrò portare in macchina con me, che magari poi non te la senti più. Qualche anno dopo sarai nonna.

Tu pensa…non desideravo altro che avere una pianificazione partecipata della mia vita, un invecchiamento così precoce da non guidare più, ma l’opportunità di fare la nonna prematura, leggendo amabili storie con apposito paio di occhiali e preparando torte di mele.

Sì lo ribadisco, in più di un’occasione ho bisogno di ritirarmi in un dignitoso silenzio.

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42 thoughts on “Dignitoso silenzio.

      1. mado! senti senti….. non ci si può già relegare cosi… anche perchè non so te, ma io non son capace….
        però il discorso che hai scritto si puo dire che mi ha scompisciato??? o ti arrabbi??? 😀
        beh, ieri quel salutino è stato bello!
        bacini

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  1. Ti sono solidale al massimo.
    Mio figlio ha quasi 11 anni ed io sono diventata di colpo: pesante, ripetitiva e non posso parlare, oltretutto mi ignora.
    Praticamente con Alzheimer ed arteriosclerata.
    Ufff.
    Passerà.
    Ciao!

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  2. Al di là delle tue constatazioni (non che io non le consideri, tutt’altro) mi hanno divertito (e scusami se mi permetto) gli stralci di dialogo. Sono dei capolavori. Brava tu a renderli ma brava anche la nana ad essere perfida, così, con non-chalance, quella non-chalance che rende le conclusioni ancora più feroci. Roba da raffinati in cui non riuscirei neanche a pagamento. Ricordi quel post (uno degli ultimi: “come essere cordialmente antipatici”) in cui mi suggerivi di sviluppare e andare oltre… oltre?
    Di fronte alla nana, confesso, abbozzo: mi arrendo!!! 🙂

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    1. In effetti caro Guido ho davvero molto materiale tra le mani e non devo neanche impegnarmi per mettere in scena simili dialoghi…sono semplicemente reali 😊… Giusto lievemente romanzati! E come giustamente sottolinei è la naturalezza con cui vengono pronunciati a lasciare un po’ sgomenta, ma anche divertita…

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  3. 52 e mia figlia di 23 non mi lascia guidare, dice che non son brava. Grazie a dio sta a 6000 km e posso guidare male. Mentre aspetto di diventare nonna per invaderle la vita. No stress… siamo sassolini che rotolano… felicemente ed inesorabilmente. Arriverà il turno delle mamme e sarà “vendetta”… 😘

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      1. Contraccambio il tuo abbraccio e che la positività dilaghi sempre più… Magari è solo illusione, ma ci fa vivere con un sorriso in più, e i sorrisi fanno sempre bene ☺️

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  4. Stupendo… Senza parole, ti capisco… Ma alla fine sono quei senza parole che fan sorridere..
    Un abbraccio a sciarpa
    ( stasera l’aperitivo è stato fatto… ) 😉

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  5. “depression day” vedo …eheheheheheh
    ma la ruota gira
    diventeranno grandi
    e qualcuno li ripagherà con la stessa simpatica moneta …
    è una situazione che tocca proprio a tutti, chi + chi – … ma non si sfugge
    basta prenderla con un sorriso … in fondo non ci mettono cattiveria …
    (almeno lo speriamo 😉 )

    ciao 🙂

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    1. Eccomi cara Gisella, ho seguito il tuo consiglio e ho fatto due giorni di astinenza da social e smartphone e ogni tanto ci vuole proprio!!! Io non mi ricordo grandi cattiverie dette a mia mamma, ma sguardi glaciali, oh sì, che paura quegli sguardi 😉 un saluto caro

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  6. Io non ho mai troppo apprezzato gli “insegnamenti” di chi – avendo un figlio di qualche anno maggiore del tuo – vuole insegnarti la vita e cosa ti dovrai aspettare dal futuro.
    E’ pur vero che ogni età dei figli porta con sé dei problemi differenti: il mio ha quasi 14 anni, ed ovviamente devo relazionarmi con lui in modo diverso.
    Ma ogni figlio – così come ogni persona – è diversa nel carattere, nelle predisposizioni, nell’atteggiamento, e le regole non possono valere in modo universale come qualcuno vorrebbe farti credere.

    A meno che i vividi consigli non arrivino dalla suocera nel qual caso… avrebbe comunque ragione lei

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  7. Il punto è: ci sentiamo vecchie? Ci vediamo vecchie?
    A te l’ardua sentenza!
    Io non mi ci sento e se lei già ci prova, la incalzo ricordandole qual’è la visione di me stessa!
    Gli adolescenti son più difficili da ‘confondere rectius convincere’ ma, occorre solo riflettere nei loro occhi ciò che noi vediamo…..
    Il punto è, cosa vediamo noi… di noi stesse???
    😉😁💖😘 baciotti tesoro

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    1. Ciao dolcezza!!! Ma diciamo che ci rendiamo conto del tempo che passa? questo lo ammetto mi capita sempre più spesso, mi soffermo su certi pensieri, in qualche modo stimolata dalla mia adorabile adolescente 😉 che in realtà mi fa un sacco ridere!
      Oltre alle mamme sapienti, mi ricordo anche le amiche esperte che mi dicevano “vedrai dopo i 40…” e oggi ancora di più “Per non parlare dei 50, ti aspettiamo al varco….” e la storia così si ripete. Ti abbraccio forte!

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  8. Essere madri di adolescenti ha degli innegabili risvolti comici, se li si sanno riconoscere, come fai tu. Mi hai fatto sorridere, perché mi sono ritrovata nelle scene descritte, e io sono mamma di maschi, perciò immaginati! 😉

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    1. 🙂 ma sì credo che il bello sia proprio sorriderci su, anche se non godo sempre di questo spirito positivo….anche io ho un ragazzotto, ma siamo ancora nell’età bambina, vedrò cosa mi tirerà fuori dal cilindro! un saluto caro

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