Il bello e il difficile

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Il più delle volte il bello e il difficile sembrano distanti. E’ bello aspettare la primavera, più difficile assaporarla e vederla risucchiata da un autunno impertinente. E’ bello scoprire una nuova amicizia, difficile ripararla dai logorii del tempo. E’ seducente acquistare da giovani la propria indipendenza, arduo riconoscere, da grandi, di aver bisogno di aiuto e lasciarsi prendere per mano. E’ bello vestire di colori e suoni i ricordi, faticoso pensare che possano essere solo più memoria della mente e del cuore.

Il più delle volte il difficile risulta essere il contrario di semplice, eppure entrambi richiedono fatica e impegno, capacità e pratica. Il semplice sta nell’eliminare il superfluo, tutto ciò che è accessorio aggiunto, il difficile sta nel togliere la parte più indelebile del superfluo, quegli strati calcarei del nostro io, accumulati negli anni. Erodere un po’ di sé, incunearsi sul fondo, farsi da parte, staccarsi dalle infrastrutture, proprio quelle sulle quale abbiamo faticosamente messo radici.

A ben pensarci in realtà il bello e il difficile vanno spesso insieme. Così come il semplice e il difficile. E si arriva a loro, a quell’essenza profonda di spazi vuoti, di parole ancora inespresse, facendo spazio alle cose che accadono, alle persone che arrivano, agli eventi che capitano.

Che bello sarebbe se riuscissimo a superare il nostro punto di osservazione preferito. Oltre quelle visuali note, troveremmo di nuovo noi. Aprire una finestra e trovarci affacciati nel palazzo di fronte a guardare il mondo. Guardarlo dall’alto, osservare da fuori il fluire della vita e lì in mezzo trovare anche noi.

Domani sarà una giornata difficile, ma bella. Proverò ad affacciarmi dalla finestra di fronte e starò a guardare. Vedrò un bambino che si impegna, un ragazzo che crede nel suo lavoro, una famiglia che cerca nuove simmetrie e sposta di lato il suo punto di osservazione. Vedrò un mondo di abilità complete e imperfette che procede e cammina.

E sentirò le spalle leggere e la mente libera, come non succede da tanto. Proverò a dimenticarmi di essere lì e lascerò fare. Mi lascerò vivere. Domani probabilmente riuscirò a farlo, il difficile sarà continuare.

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45 thoughts on “Il bello e il difficile

  1. Una riflessione delicata e affascinante. Mutare il proprio punto di vista sulle cose. Riuscire a farlo. E’ una piccola rivoluzione. Nessuna è indolore. Viverne una ogni giorno, fare ogni giorno una rivoluzione. Questo è difficile. Ma bello. Quella finestra sul cortile è spesso più vicina di quanto si creda, basta un piccolo scarto. Un’illuminazione, un lasciarsi e lasciare andare. E tutto diventa più leggero. A cominciare dal tuo sguardo.
    Credo di aver inteso le tue sensazioni. E mi ha fatto bene.

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    1. Hai inteso molto bene Paolo. Rimango sempre stupita e ammirata da come arrivi a cogliere nel profondo ogni scritto. Il bello e il difficile sta nel spostare lo sguardo, scostarsi, affacciarsi dall’altra parte e lasciarsi un po’ vivere. Credo sia una piccola rivoluzione, come dici tu e mi farà bene. Sono felice che abbia fatto bene anche a te leggerla. Grazie di cuore per le tue parole.

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  2. Rovesciare la prospettiva, cambiare punto di osservazione e magari prendere le distanze, per osservare con distacco le cose che stanno più a cuore, a volte è l’unico modo per andare avanti, soprattutto quando ciò che era certo è diventato mobile, quando anche le scelte più banali acquistano più spazio del dovuto. Ci vuole equilibrismo emotivo e molto amore, ma si fa.
    Un bacio, cara.

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    1. Credo si acquisti davvero un gusto nuovo nel cambiare prospettiva e si possa ritrovare un io perduto. E’ un difficile equilibrismo emotivo, ma vale la pena provarci! un abbraccio a te Mela cara! E’ un po’ che non passo a trovarti, non mancherò 🙂

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  3. A metà post mi sono ingarbugliato, poi di colpo si è aperto il cielo: «Che bello sarebbe se riuscissimo a superare il nostro punto di osservazione preferito. Oltre quelle visuali note, troveremmo di nuovo noi. Aprire una finestra e trovarci affacciati nel palazzo di fronte a guardare il mondo. Guardarlo dall’alto, osservare da fuori il fluire della vita e lì in mezzo trovare anche noi.»
    Riporto le tue parole perchè concetto e forma filano da dio. Interessante questo che è anche, se vogliamo, un aspetto del tuo carattere. Un buon carattere. Perchè questa alla fine (mi sembra) è la vera verità. 🙂
    NOTA: Mi piace da matti quel finale: Il difficile sarà continuare!!!! Sogni con i piedi saldi a terra, brava-brava!!!!

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    1. Mi sono ingarbugliata anche io scrivendolo 😃 probabilmente sono partita da troppo lontano, ma volevo arrivare proprio lì dove ti sei illuminato…quindi in parte ce l’ho fatta a trasferire un contorto messaggio. E spostando lo sguardo finalmente l’ho rivisto anch’io il cielo! Ah sogno di continuo, ma i piedi sono sempre piuttosto saldi, purtroppo o per fortuna. Grazie Guido, per le tue parole e per l’attestazione di buon carattere….questo è l’effetto a distanza 😉!!!

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      1. Però, vero che esiste un effetto-distanza… tu di base l’hai un carattere, preciso il buono, nel senso di equilibrato, i piedi appunto a terra, con la giusta dose di sogni ma anche di sapere concretamnte – concretamente – trovare i lati positivi, e superare.
        Notte notte, si va a nanna 🙂

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  4. L’importante non credo che sia l’altezza ma tenere il punto di osservazione al centro di tutto quello che ci gira attorno, avere la giusta distanza per ammirare il bello senza difficoltà ed esprimere un giudizio critico.
    Ciao

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    1. Ciao Silvano, eccomi che arrivo lemme lemme…quel punto di osservazione è sempre troppo egocentrico, parlo naturalmente della mia esperienza personale e le volte in cui riesco a spostarlo scopro con sorpresa solo visuali nuove e belle…l’impresa però è piuttosto difficile! 🙂 un saluto caro

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  5. dire “bello e difficile”, è come dire “sentimento e ragione”…. modalità percettive mutuamente esclusive; il “difficile” è un concetto razionale, il semplicemente fare, senza giudizio, è bello 🙂

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    1. io non credo sai, credo che sia davvero due concetti vicini o meglio che si richiamano e attraggono …non c’è cosa più bella poi di riuscire in un’impresa difficile…ma sono naturalmente punti di vista e visioni parziali 🙂

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    1. Ti ringrazio tanto, ma non ti nascondo che ho faticato parecchio a scriverlo 😉 avevo chiaro in testa cose volevo dire, eppure la penna si è ingarbugliata parecchio… ne è uscito questo, passibile di diverse interpretazioni 🙂 (cosa che si è soliti dire, quando il significato non è così chiaro e limpido!)

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  6. Il differente punto di visto sto cercando di adottarlo, spesso non riuscendoci, per capire meglio i disagi di crescita di mio figlio, che si manifestano con scontrosità e comportamenti poco educati.
    Perché si comporta in questo modo?
    A scuola è bravissimo, con gli amici “un angelo”. A casa cambia radicalmente.
    Affrontarlo a muso duro non sta servendo a molto, cercare di cambiare la prospettiva (come suggerisci giustamente tu) è un buon modo per capire il ‘perché’ dei suoi atteggiamenti, dato che l’età (14 anni) apre a mille interpretazioni.
    Ciao

    K!

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    1. Andrea, capisco bene! Non sono ancora ai 14 anni, ma spesso vivo disorientamenti da mamma di neoadolescente…e cambiare prospettiva e guardare da fuori credo davvero possa servire. L’impresa di assumere un punto di osservazione differente con i figli non è solo difficile, ma è proprio eroica!!! Eppure ho presente tante situazioni in cui anche per casualità o distrazione sono stata più distaccata da fatti e sentimenti e sono quelle in cui sono riuscita ad essere più lucida ed obiettiva. Ci si prova, ci si impegna, si riflette su strategie e ci si apre a sguardi sempre differenti. Credo che richieda grandi energie, ma regali anche inaspettate sorprese. una buona serata 🙂

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      1. Ciao Margherita.
        E’ davvero difficile in questa età (pre)adolescenzale porsi nei loro panni.
        Mio figlio sembra contro tutto e tutti, vuole affermare il proprio “io” senza avere ancora un bagaglio sufficiente per poterselo permettere.
        Passerà anche questa…

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    1. Principessa, ma che filosofa, ma figuratiiii, però sono contenta tanto che ti sia piaciuto….e che dire, una sorpresa annunciata mette sempre l’allegria, non vedo l’ora!!! 🙂

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  7. Il bello e il difficile. Una visione struggente delle sfumature della vita che condivido… Credo davvero che Il bello, quello vero, acquisisce e/o assume un significato solo e attraverso il difficile, non c’è gusto, vedi anche soddisfazione, (almeno per me) ad ambire o/e conquistare il bello senza un po’ di sano pathos e una dose di difficoltà.
    Buona visione della vita 🙂

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    1. Grazie Nadine, mi sembra una visione della vita , sì e condivido quello che dici. Che gusto, che soddisfazione nel mirare in alto o anche semplicemente nel cambiare prospettiva e visuale 🙂 però non sempre ci sono cariche ed energie giuste, ma le cerchiamo 😉 un abbraccio

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  8. Toccante pezzo, cara Margherita. Mi hai fatto molto riflettere.
    Aggiungo, se posso, che il bello è tale proprio perchè è difficile. La difficoltà lo rende ancora più bello e più di valore. E quando sposti la prospettiva poi ti rendi conto che il difficile può anche trasformarsi in semplice, mano a mano che ti ci abitui e affronti la montagna e ci scavi dentro, uscendone dalla parte opposta, magari un pò spettinata e dolorante, ma viva. Spero che un giorno potrai dire a te stessa “è stato difficile, ma, cavoli, se ne è valsa la pena!”. Un abbraccio. Carmen

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    1. Cara Carmen, è proprio così…credo che ognuno porti con sé un vissuto difficile che poi può anche rivelarsi semplice e addirittura bello. E’ un post che è uscito a fatica, eppure è un pensiero su cui spesso mi arrovello…grazie per le tue parole, mi hanno fatto bene 🙂 un abbraccio

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    1. Questo senza dubbio Dora, quando non c’è possibilità di intervento, e subiamo le situazioni lì si vive davvero il difficile…sul resto possiamo sempre lavorare, verissimo!

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      1. Caro Guido, l’hai detto bene tante volte, anche tu, sono io che faccio finta di non cogliere 😉 e introduco l’effetto distanza!
        E sai bene quanto valgono per me i tuoi commenti e i tuoi apprezzamenti. Oggi queste parole tue e di Dora sono per me un dolce regalo, grazie!!!

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      2. Mi sono letteralmente commossa, ma proprio per davvero. Sarà che questo post ha un significato particolare di spartiacque tra quello che è stato e un giorno importante di scelte, di cambiamento. Sarà che queste belle parole arrivano proprio da te! Non potrei scrivere di altro, credo, se non di ciò che vivo e mi fa gioire, di ciò che mi appassiona, mi preoccupa e mi fa pensare, di ciò che mi fa anche soffrire….grazie di cuore Dora, ti abbraccio!

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  9. marghe marghe! finalmente ho il pc!
    e ma io ti adoro sempre piu….. quando ti leggo, o mi rispecchio e mi fai venire la pelle d’oca, o vedo delle cose che magari mi erano sfuggite…. cambiare la prospettiva…. ecco…. dovrei provarci per alcune cose per le quali ancora non sono riuscita…. per altre vado facile invece…. magari si inizia…. bello affacciarsi dalla finestra di fronte…. e belle queste sintonie, sincronie che sentiamo anche se siamo lontane! mi stupiscono e mi piacciono molto! un abbraccio stretto stretto!

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