Sguardi distanti. E messa a fuoco.

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Mi hanno chiesto come sia stare senza di loro. Che sia un periodo breve, di due o tre settimane all’anno non importa. Ho risposto sinceramente, senza vergogna o falsi pudori. Sono stata bene. In questa assenza li ho guardati e pensati da una giusta distanza. La sensazione è ogni volta di non sapere mettere a fuoco nel modo giusto o di guardare un quadro da troppo vicino. Ti fermi su ogni particolare, su quelle pennellate ora vivaci, ora più delicate e sei sempre troppo immersa nei dettagli, futili o importanti che siano. E ti perdi la vista d’insieme, l’armonia di quell’insieme che è fatto di pensieri, azioni, volontà, sentimenti. Per recuperare quell’immagine mi sono messa di lato e li ho lasciati andare. Loro vanno, spensierati, sicuri del loro ritorno.

Piccola donna mi sembra sempre meno piccola vista da lontano. E anche da vicino, al suo rientro. Racconta dell’ultimo giorno al mare in cui si è svegliata presto con la sua amica e sono andate in bicicletta in una quiete sonnacchiosa mattuttina. Di una lettera che ha scritto, perché le parole scritte si possono rileggere e lasciano una traccia. E lei sparpaglia tracce di sé, e raccoglie a piene mani esperienze, risate, canzoni nuove, storie.

“Ho imparato a giocare a carte, finalmente, ed è bellissimo, mi manca Scala 40 e poi sono a posto”. Ogni nuova conquista aggiunge centimetri di gioia e fiducia, tasselli di appartenenza, marchi di crescita. E poi ho letto un libro, mamma, che quando è finito, ecco ho sentito che mi sarebbe mancato qualcosa

– Che libro hai letto?

– E’ un racconto di Stephen King e hanno tratto il film Stand by me. Il libro è un tomazzo…si intitola “Stagioni diverse”

– Ma davvero? E quando lo hai comprato?

– Quel giorno in cui mi hai mandato finalmente in centro da sola (Addirittura, quindi è capitato ? mi domando …)

– E come lo hai scelto?

– A caso. Ho letto qualche pagina e mi è sembrato bello. (Anche il caso fa il suo corso, meglio del previsto, talvolta, ricordatelo…)

Ce lo racconta, a tavola, e siamo lì attenti ad ascoltarla. E’ una storia di tredicenni come lei, lei che parla con gli occhi, si infiamma, interrompe per chiederci se capiamo, se piace anche a noi come è piaciuto a lei.

“Dobbiamo guardarci il film, mamma, assolutamente. Sono partiti quei ragazzi per vivere un’avventura insieme, ognuno con una sua storia difficile alle spalle, sai non tutti avevano dei genitori che si interessavano di loro, ma l’amicizia li ha salvati… (parla di salvezza, sono parole grandi, ma mi sembra che sappia …)”

Io la ascolto, ma soprattutto la guardo, la metto a fuoco. A un certo punto non sento più le sue parole, vedo le sue labbra muoversi, sento che ha vissuto quella storia immergendosi dentro, lasciandosi trasportare, per poi tornare a galla, in una dimensione reale. Ed è solo allora che tutti i particolari tornano al loro posto e ne scopro di nuovi: i colori singoli si mescolano in sfumature e i tratti netti e distinti si fondono in immagine complete, nella sua immagine. Scopro una ragazza che sento sempre meno mia, che cresce, sta rintracciando, forse, una sua strada. Tante probabilmente.

E lì che capisco che farli viaggiare, andare, partire mi piace. E mi fa amare ancora di più il loro ritorno.

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34 thoughts on “Sguardi distanti. E messa a fuoco.

    1. Mamma reporter non poteva non fermare l’attimo di stupore… Tipicamente la cazzio perché attaccata al cellulare 😉 a parte tutto, è stato davvero emozionante il suo racconto, pieno di vita che va spolpata! Ciao Guido!!! Buona giornata 😊😊😊😘

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  1. Mi ricordo quando mio figlio andava al mare con i nonni. Il suo rientro (o quella volta che gli abbiamo fatto una sorpresa e siamo andati a prenderlo noi al mare) è sempre stata una esperienza molto bella, anche un po’ lacrimevole (se si può dire).
    Tua figlia è stata proprio brava se si è messa di propria volontà a leggere S. King, anche perché i suoi libri posso provocare qualche ‘brivido’.
    Buona giornata

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    1. Ma mi ha veramente stupita, ma è un’eccezione, per questo ho voluto lasciarne anche io traccia. Sanno sorprenderci 🙂
      I rientri sono sempre eccitanti ed emozionanti, sono una inguaribile romantica 😉

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  2. E sì, crescono in fretta questi ragazzi, ed è giusto così e, come hai giustamente detto, bisogna iniziarli a guardarli da lontano, per vigilarli ma lasciarli fare i loro passi in questa vita. Buona giornata 🙂

    Date: Mon, 25 Jul 2016 21:24:53 +0000 To: silvia-1959@live.it

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    1. Troppo…non so se sia l’estate che rallenta i pensieri e porta a fare certe considerazioni, però è così, proprio in estate prendo consapevolezza di quanto stiano “andando” da soli…Buona serata Silvia cara, arrivo tardi, ma arrivo!

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    1. Francesco, è difficile davvero. Si pensa di essere fondamentali e insostituibili, eppure si nota in certi passaggi di quanta parte facciano da soli, ed è bello scoprirlo e guardarlo…E’ giusto, questo sì. Talvolta più semplice e naturale, altre volte occorre costringersi a mettersi di lato. Grazie per le tue di parole 🙂

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  3. Bel post e mi ci sono sentita molto “dentro”, ora che tutti e due i miei figli sono in fase di distacco, ognuno a suo modo, ognuno con i suoi emozionanti ritorni, ognuno con le cose che ensi di sapere di loro e con le sorprese che a volte sanno regalarti. 🙂

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    1. La cosa più incredibile sono le sorprese infatti. Pensi di sapere tutto, di conoscerli, di seguirli passo a passo, e poi scopri con gioia che stanno già facendo parecchia strada da soli e poi tornano a raccontartela con orgoglio e soddisfazione! E’ stata un’emozione grande guardarla e sentirla l’altra sera…mi sono estraniata per fissare nella memoria e nel cuore quel momento! Buona serata cara Alexandra

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  4. Lasciar libero qualcuno é la forma più alta e più difficile d’amore e i genitori per forza di cose sono chiamati a farla, a volte anche prima del previsto…bello leggere dalle tue parole quanto questa scelta possa ripagare! É sempre emozionante leggerti!

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  5. Che fonte di meraviglia è leggerti Marghe, ogni volta!
    Amore, saggezza, orgoglio per i tuoi piccoli non più piccoli, un pizzico di malinconia, sorpresa. C’è tutto questo nelle tue parole insieme alla grande dolcezza che ti contraddistingue. Un bacio amica cara e dì a piccola donna che ha fatto un’ottima scelta, quel libro è anche uno dei miei preferiti 😘❤

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    1. Ma ciao tesoro! Adesso fonte di meraviglia è alquanto generoso…mi ha proprio emozionata l’altra sera la mia ragazza…credo che prenderò in prestito il libro, seguendo i vostri suggerimenti 😉 notte cara Mela 😘😘😘

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  6. Lasciarli andare non deve essere semplice, ma è necessario, per gradi. Belle le tue considerazioni, quel mettersi da parte per osservarli in modo diverso e poi farsi incantare dai loro passi di crescita e di incanto.
    Ciao,
    Marirò

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  7. La giusta distanza e la corretta vicinanza…si impara e si cresce con loro. A volte riesce bene, a volte un po’ meno, l’importante è mettercela tutta. Il risultato finale sarà il frutto di quello che avremo seminato. Bella Marghe!

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    1. Caro Romolo, so bene che tu mi puoi capire…peraltro mi ricordo un tuo bellissimo post su un tema simile…questione di equilibri in cui cerchiamo di mettercela tutta 🙂 un abbraccio

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    1. Ma grazie Tiziana! Serve un po’ in tutto e io non nascondo che faccio una certa fatica, ma quando ci riesco ne vedo i frutti….volevo fissare un momento piuttosto raro….solitamente la cazzio perché attaccata a WA 😉 un abbraccio

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      1. Bisogna cogliere l’attimo. Il mio secondo (17) anni è più sfuggente di un anguilla.. Quel raro momento di attenzione devo sfruttarlo per carpire poi informazioni possibili.
        Non è per niente facile esser genitori..

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  8. ma sai che leggendo il tuo racconto ho pensato stessi parlando degli occhiali da vista? forse sono un po’fuori, ma quando tolgo lenti o occhiali e tutto e’sfuocato, vedo le cose come le hai descritte tu

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    1. 🙂 io non porto gli occhiali, eppure spesso vedo sfocato o troppo a fuoco, trovare le lenti giuste è un vero casino!!! Mi sto attrezzando 😉 e qualche – rara – volta ci riesco!

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  9. Mi hai commosso mia Marge! I figli in fondo bisogna lasciarli andare per la loro strada! Ci vuole coraggio e maore nel farlo, soprattutto per cme è fatto questo mondo. E libro di Stagioni diverse a me è piaciuto, pur non amando particolarmente King, ma il film l’ho amato molto. Sono finito in un amarcord con il tuo post. Ti abbraccio Rom

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  10. Mi sono emozionata! L’ho letto un po dall’altra parte quando eravam noi a partire…. Ho letto tutti i post che mi ero persa! Leggendoti io mi coccolo!
    Ah che bell’occhietto!

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