Sì, però poco.

fashion-girl-makeup-paint-largePosso truccarmi un po’?

Si, però poco.

A 13 anni si chiede ancora, ma sempre meno. Si prova a fare da soli, a non dire, a non parlare. A vedere cosa succede se si fa di testa propria. Ci si allontana, e poi ci si riavvicina veloci per succhiare un po’ di quell’amore primordiale e incondizionato. A 13 anni si prova il lusso di poter scegliere continuamente, di avere un ventaglio spropositato di occasioni e strade da percorrere. Si piange e si ride con la stessa intensità, ci si trucca un poco per sembrare più grandi. Si guardano i grandi come troppo adulti per capirci e troppo poco vecchi per accettarci così come siamo. A 13 anni non si pensa ancora, e per fortuna, a cosa si vuol fare da grandi, anche se ci si sente già tali. A 13 anni ho passato tra le più belle estati della mia vita, il giorno durava il tempo di innamorarsi e poi cambiare idea, la notte era fatta di sogni passeggeri, agosto sembrava durare un anno intero.

Il fatto è che tua figlia ha già tredici anni e tu vorresti ne avesse dieci di meno. Eppure quando ne aveva tre sognavi di sentirti libera e lei grande, di guardarla negli occhi e parlarle quasi alla stessa altezza, di andare insieme a comprare magliette e shorts e di raccontarle come era i primi giorni della sua vita.

Il fatto è che corriamo sempre con la testa e i pensieri e ignoriamo che si possa solo andare avanti, semmai possiamo girarci un attimo indietro, fugacemente, per poi ritrovarci ad assistere ogni giorno ed ogni ora a una serie di rappresentazioni che non prevedono repliche.

Il fatto è che quando avevi trent’anni eri tremendamente impaziente e desiderosa di essere mamma, non sapevi come si facesse e pensavi che accelerando i tempi avresti imparato più in fretta e ti saresti sentita meglio, più brava e più capace. Invece mentre lei imparava la vita, tu imparavi ad essere mamma, la tua seconda vita. E smettevi di essere per cominciare ad esserci, cogliere la meraviglia di quel sorriso interamente dedicato a te anche quando eri stanca, o la morbidezza di quelle mani che ti accarezzavano senza sosta, quasi a volerti consumare.

E ora sei qui. A spiarla a debita distanza quella ragazza. Immaginando come possa diventare, scrutando indizi del tuo temperamento, cercando segni del suo carattere. Scorgendo tratti del viso e del cuore che sono solo suoi. Aspetti che ti si avvicini, ti racconti qualcosa di sé, ti faccia capire qualcosa di te. Lo vedi che ti guarda, ti osserva, ti respira, eppure si allontana moderatamente. Cerchi di ricordarti chi eri, come eri tu a quell’età, per capire di più. Ma non te lo ricordi, non abbastanza, e non servirebbe neppure. Pensi che sei stata troppo poco adolescente per ricordarti come ci si sentisse, e guardi con nostalgia e rammarico quell’acerbità durata troppo poco. E’ un privilegio averli accanto questi 13 anni.

 

 

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31 thoughts on “Sì, però poco.

  1. Si cresce insieme e insieme si cambia. Tra risa e liti. Sempre avanti. A volte lontane ma vicine e a volte vicine ma lontane, oppure a distanze indefinibili. Cerchi di colmare e cerchi di evitare loro i tuoi sbagli. Vita. Un abbraccio

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  2. Devi perdonare se non vado oltre ad un: Come sempre scritto molto bene.
    Non sono mai stato mamma. E, per esempio, non mi è mai capitato l’irripetibile e gioiosa esperienza di condividere con mia figlia l’acquisto e la scelta di un rossetto.

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  3. Che bei pensieri espressi con un tale trasporto … Ho avuto i brividi nel leggerti.. Adoro la canzone di Adriano Celentano “Il tempo se ne va”… La conosci?
    Io ho due ragazzi fra poco dodicenni e parlando con le amiche che hanno delle ragazze mi rendo proprio conto di quanto sia più facile con i maschi😉 almeno fin ora 😜

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    1. Ciao Sara!!! No, non ce l’ho presente la canzone, andrò a cercarla 😊 non so se con i maschi sia più facile, sicuramente è diverso, credo sia in ogni caso emozionante! Un abbraccio caro

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  4. Stai parlando delle mie nipoti, visto che non sono padre. Peccato che oggi la società li vuol far crescere così in fretta questi bambini. Forse noi abbiamo avuto una marcia in più per alcune cose. Tu che dici? E comunque il peggio arriverà … 😀 ma sarà solo una fase …. come quelle che abbiamo passato tutti

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    1. Ciao caro Rom! Eccomi in ritardo, ti chiedo scusa! Sì condivido, c’è quasi una rincorsa nel crescere in fretta, nell’essere grandi, quando poi spesso si crescono figli poco sicuri e indipendenti…è proprio un mestiere arduo…ma al di là di questo vederli cambiare è un dono grande che mi sorprende e mi riempie di meraviglia, accompagnata da qualche inevitabile timore 😉 quando torni a scrivere, le tue storie mancano! Anche io sono stata molto latitante, ma le pause fanno anche bene! Abbraccio grande 😘 marg

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      1. Pur non essenso padre ho le ansie da zio e concordo in pieno. Ho avuto un’estate pesantissima e strana per certi aspetti, meno male che mi sono preso un a pausa, non ho avuto tempo di fare nulla. I miei amici mi stanno inondando di messaggi per il blog. Devo dire che come ho detto a Ivano (blog pure lui) ritornare a leggere alcuni di voi è stato un po’ come ritornare a casa. Abbraccio grande anche a te. 😘 😘 😘 😘 Rom

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      2. Che bello quello che provi e dici, in effetti si creano nella blogosfera delle affinità elettive e certe persone belle fanno sentire a casa, sensazione rara e preziosa! 😘😘😘

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