Questione di tempi.

  Non so se ci sia un tempo giusto, preciso, per essere felici. So però che ci interroghiamo spesso su come esserlo, e ripensiamo a tratti a quando lo siamo stati. Oscilliamo tra la nostalgia della felicità passata, nota e riconosciuta tale, e la sua perenne attesa, tanto più dolce quanto più ambita. Lorenzo ha 10 anni. Sogna di andare in America e lavorare alla Apple, magari come programmatore, ma anche come commesso. E invece di sollazzarsi nella spensieratezza di questo tempo, scalpita perché di anni vorrebbe già averne almeno 20. Sofia invece è preoccupata di non sapere ancora che … Continue reading Questione di tempi.

Il tecnologico.

Ci sono quelli che giocano 24 h a pallone, quelli che vivono attaccati ai videogiochi, quelli che si dividono tra piscina e campetto da basket. Ci sono quelli che esiste solo l’agonismo, che sia sport o strumento musicale o circo acrobatico. Ci sono quelli che si danno ai tornei di scacchi, al pilates, al bungee jumping, all’arrampicata su roccia o palestra. Ci sono quelli che giocano con l’amico immaginario, che si pestano dal mattino alla sera con i fratelli, che vogliono semplicemente stare da soli. Ci sono quelli che vogliono ancora scendere in cortile, che non sanno cos’è il cortile, … Continue reading Il tecnologico.

…smamma…che vergogna.

A volte mi dimentico di quando ho provato quella sensazione palpabile e tagliente di vergogna per i miei genitori. Eppure c’è stato quel tempo e richiamarlo alla memoria è un attimo. Oggi poi è ancora più facile riviverlo attraverso gli occhi impietosi di un’adolescente che ti vive e ti osserva e con lo sguardo sa dirti tante cose, tutte molto precise e puntuali. Sguardo tra il rassegnato e il deluso “No mamma ti prego, non chiamarla Elena, si chiama Camilla e te l’ho ripetuto 100 volte”, Sguardo allarmato “Ti prego mami, non ti mettere a ballare appena senti una canzone, … Continue reading …smamma…che vergogna.

Far prendere aria ai sogni

C’è qualcosa che ho imparato fino a qui, ma c’è ancora molto da fare. So che non divido più il mondo in bianco e nero, ma mi godo l’infinita varietà dei toni di grigio che stanno in mezzo. Che mi trovo sempre in mezzo a una mamma e a una figlia e difficilmente riesco ad immaginare livelli di amore più sublime. Che incomincio a scrutare le rughe e le tengo d’occhio, ma cerco anche le tracce delle risate passate. Mi sveglio di notte, anche se i miei figli non mi chiamano più e passo ugualmente nella loro stanza a coprirli … Continue reading Far prendere aria ai sogni