Cresciamo verso il basso.

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Natale, oltre a un’inevitabile malinconia che segna le assenze, mi porta a ricordare i Natali del passato, a quando non dovevo concentrarmi per sentire la magia, a quando ero solo figlia e potevo semplicemente sedermi a tavola, a quando alla messa di Mezzanotte non dovevo applicarmi per ringraziare, commuovermi e rivolgere qualche preghiera al cielo.

Ricordare quel Natale mi fa toccare le mie radici, ritrovare la spontaneità di scelte e gesti.

Sofia sta per scegliere la sua scuola superiore, frastornata tra le proposte di accattivanti Open Day che lasciano intravedere l’impostazione e il credo di ogni scuola. E’ la prima scelta importante della mia vita, si ripete e riveste di una certa solennità un passaggio che certamente ha la sua importanza. Crescere è conquistarsi spazi d’indipendenza, scegliere cosa fare e non. E’ andare a scuola da soli, uscire con gli amici, leggere il giornale, aprirsi a dimensioni più grandi che siano quelle del proprio armadio, scoprire un talento, saper parlare in pubblico a voce alta, imparare a nuotare dentro e fuori dall’acqua. In ogni mare.

E allora ripenso a come ho fatto a scegliere cosa volevo fare e chi volevo essere.

Credo che in qualche modo la mia vita abbia preso il suo corso, portata da fatti, circostanze e coincidenze. Ho sempre pensato con ottimistica ed ingenua fiducia nei fatti che mi sarebbe andata bene, che avrei avuto le intuizioni giuste, che sarei stata fortunata. Non poteva succedermi nulla di così doloroso e brutto. Lo sentivo e bastava quello a farmi sentire al riparo, forte e inattaccabile. Poi arrivavano le prime inevitabili delusioni, e mi ripetevo che era solo sofferenza passeggera, perché avevo una faccia e un cuore che richiamava solo cose belle e doveva per forza andare così. E ancora quando la vita mi ha riservato sorprese inaspettate, più o meno difficili, che non sai neanche catalogare perché appartengono alla sfera dell’imponderabile, ho voluto rimanere attaccata a un ottimismo forse semplicistico, incomprensibile, rassicurante.

Oggi, anche se a fatica, alla Messa di mezzanotte tra il sonno e il cuore intorpidito, lascio sgorgare un senso di gratitudine indolenzito. Ha il sapore di un Natale antico, ancora intatto, incontaminato. Insegno instancabilmente ai miei figli a ringraziare e ho perso io la buona abitudine di farlo. Che sia stata fortuna, o piuttosto un misto di tenacia, fatica, impegno, vale la pena fermarsi un attimo. E forse quella che chiamo fortuna comincia dalle radici, dal basso, da ciò che non si vede.

La crescita vera per me sta lì, nel rimestare il fondo dei desideri, rimanere fedeli a quello che si ama fare, sentimenti e azioni, a ricordarmi chi ero. Con un misto di preoccupazione e attesa, mi capita ancora di misurare me e Sofia, con l’orgoglio vano della mamma, che si confronta con l’altezza dei propri figli, che si fa testimone di un allungamento in centimetri, che sogna le prospettive d’aria. Eppure so che ho smesso di crescere in altezza da molto e potevo fare ben di meglio, eppure quel mio senso di malsano ottimismo che fino ad oggi mi ha salvato arriva dal basso, da radici che sono state bagnate con cura e sono cresciute nel profondo. E di questo sono grata, molto.

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19 thoughts on “Cresciamo verso il basso.

  1. Ottimo prodotto natalizio, gentile Signora Fagiolo, avrai avuto le tue disillusioni ed ora sarai anche assillata da dubbi, ma hai riferimento e l’ancora nelle tue “radici” (parola tua), e tutto lo sai raccontare molto bene, a giudizio mio che giudice non sono nè non vorrei esserlo, anche se posso sembrare tale.
    Buona Natale!
    [C’era la rima pronta e l’ho usata 🙂 ]

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    1. Caro Guido, giudice mai e poi mai appari e mi sorprendi sempre con commenti lusinghieri. Gran piacere mi fan le tue parole, e il tuo attento e acuto sguardo ti fa gran onore! (ci ho provato 😉😁😁😁)

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  2. Sei una Mamma. Reale, come poche sanno essere. E sono sicuro che riesci a trasmettere questi sentimenti anche se magari pensi di scriverli solo qui. il primo pensiero mi ha toccato molto.
    La scelta del liceo penso sia la metafora dell’ansia genuina di tutte le scelte della tua gioia.
    Un abbraccio Mrs! Sei tra i migliori blog da leggere

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    1. Uh caro scri, mi hai lasciato davvero senza parole! Non so davvero se sono come tu descrivi e non lo dico per falsa modestia, ma leggere che tu possa pensare questo mi ha rallegrato il cuore. E tanto!! Grazie davvero 😍

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    1. MAH caro Rom! Non so che dire, sono combattuta non sai quante volte tra l’impegnarmi con più energia o mollare tutto…però quando scrivo sicuramente sono io, questo sì, senza tanti fronzoli 😉 ma allora quando sei sabaudo?

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