Punti fermi.

Mi aspetta. So già di trovarla con la sua collana di perle e il foulard amaranto, il borsino a tracolla, concentrata in un ultimo giro ispettivo della casa. A mettere in ordine non si sa bene che cosa. Suono, le chiedo se è pronta perché possa rispondermi di sì, perché possa sentirsi puntuale, perché possa avvertire quel senso di approvazione che era solita dare lei, che ha fatto dell’insegnamento la bussola della sua vita. “Dici che andrà bene?” “Ma certo, non ho dubbi.” Sono io ora la parte rassicurante, la sponda d’appoggio. Ho imparato in questi anni a credere senza … Continue reading Punti fermi.

Dialoghi ininterrotti.

Mi guardi e vedo che indaghi nei miei occhi. Mi chiedi “cosa c’è oggi?” e in quella domanda c’è una carezza per qualche fatica che trapela. Mi parli e mi chiedi se mi tratti bene, abbastanza, e una domanda come questa supera di gran lunga una qualunque dichiarazione d’amore. Mi chiedi se sono felice. Se do aria ai pensieri, se le tue parole mi stancano, se le tue attenzioni mi scaldano. Renditi felice se puoi. Me lo sussurri. Me lo ricordi sempre. Fai bene a prenderti cura di me, instancabilmente, anche adesso. Aprile è il nostro mese, sono trenta giorni … Continue reading Dialoghi ininterrotti.

Uscire allo scoperto.

Sarà la spossatezza della primavera, questo cambio repentino di tempo che determina umori fluttuanti, sarà l’approssimarsi di un’anticipata crisi di mezza età anche se la mia amica Chiara mi etichetta ancora come una QQ (Quasi Quarantenne), sarà che è troppo tempo che non mi occupo più di comunicazione o public relations, che fanno tanto anni ’90, che dovrei rileggermi De Saussure e la sua arbitraria unione di “significato” e “significante”, ma ultimamente, e forse neanche troppo ultimamente, non so come spiegare un’effettiva, ben riconoscibile, incapacità relazionale. Oggettiva, inequivocabile. Si acutizza particolarmente se il destinatario del messaggio va dai 13 ai … Continue reading Uscire allo scoperto.