Uscire allo scoperto.

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Sarà la spossatezza della primavera, questo cambio repentino di tempo che determina umori fluttuanti, sarà l’approssimarsi di un’anticipata crisi di mezza età anche se la mia amica Chiara mi etichetta ancora come una QQ (Quasi Quarantenne), sarà che è troppo tempo che non mi occupo più di comunicazione o public relations, che fanno tanto anni ’90, che dovrei rileggermi De Saussure e la sua arbitraria unione di “significato” e “significante”, ma ultimamente, e forse neanche troppo ultimamente, non so come spiegare un’effettiva, ben riconoscibile, incapacità relazionale. Oggettiva, inequivocabile. Si acutizza particolarmente se il destinatario del messaggio va dai 13 ai 14 anni, di sesso femminile, coinquilina. Figlia.

Le strategie e i toni adottati sono da manuale, letto al contrario.

Tutto quello che non andrebbe detto viene espressamente dichiarato, fuori tempo, fuori luogo con insistenza incalzante, con quella pervicace perseveranza di chi si è infilato in fallaci tunnel comunicazionali ed è deciso ad arrivare fino in fondo e rimanere intrappolato in solitari imbarazzanti monologhi.

Modalità richiedente-oppressante

Sei triste?  … Sei arrabbiata? Si dai, mi è chiaro, non hai voglia di parlare. Ma è successo qualcosa a scuola?  A hip hop tutto bene? Ti ha restituito la verifica di mate, o stai pensando a quando ti restituirà la verifica di mate…Vuoi che ripassiamo insieme grammatica? Se non mi parli, certo è difficile che io possa aiutarti. E’ normale voler vivere in una propria bolla riflessiva, sì credo sia normale.

Guarda se cambi idea o non sai proprio cosa fare, mentre cucino vieni di là, non ci siamo viste tutto il giorno e magari mi racconti cosa hai fatto di bello oggi …eh eh?

Un’esperta in psicologia dell’età evolutiva, rispettosa dell’indubbio desiderio di silenzio assoluto.

Modalità nostalgico-patetica

Come eri carina a tre anni, sempre solare e gioiosa. Guarda in questa foto, Sofi, i tuoi occhi brillavano, avevi la capacità di coinvolgere chiunque. E la tua risata scaldava il cuore, esplosiva, poi chiacchieravi instancabilmente. Che bei ricordi, che momenti indimenticabili. E mi chiamavi mammona, si capiva che ero tutto per te, il tuo universo di riferimento. Appena tornavo a casa mi saltavi al collo, volevi sempre dormire nel lettone, e mi scrivevi biglietti meravigliosi, paragonandomi a una principessa….

Anche oggi è bello, una scoperta sempre nuova. E’ diverso, ecco. Probabilmente mi ero troppo calata nei panni della Bella Addormentata.

Modalità pedagogico-motivazionale

Sofi è naturale che tu non sappia ancora cosa vuoi fare da grande. Ma guarda, vedila come un privilegio, hai un’infinita scelta di possibilità da esplorare. Non puoi sapere ora che cosa desideri intimamente, quali siano i tuoi progetti. Oppure lo puoi intravedere, ma sono giustamente mutevoli. Cerca di scoprire cosa ti piace davvero. Parti da lì, da una voce interiore. Ascoltala, falle spazio, cerca un po’ di silenzio (lo vorrebbe da me questo è chiaro). Ci sono situazioni in cui quella voce ti sussurra qualcosa. Accade, accade, non ho dubbi.

Il coaching per me non ha segreti. Lo pensa anche mia figlia, su questo mi sento abbastanza confidente. Lo sguardo è sbigottito, di chi è rimasta folgorata. 

Modalità incazzuso-disfattista 

La cosa che più mi preoccupa è vedervi sempre stanchi. Ma di cosa poi? Non sapete più reggere i ritmi, lo stress, le richieste crescenti. Dovete continuamente riposarvi, chiedere pause. Siete lì svogliatamente stravaccati, persi tra tablet, cellulare e cuffiette. Che poi  ci fosse mai una volta che rispondi al cellulare. Ti ho telefonato almeno 4 volte oggi, suonava a vuoto, poi scatta quell’ inutile segreteria.

Generazione divano, molluschi, ma che molluschi, siete gamberetti molli, privi di nervo, sostanza. Poi mi dici che il problema è che io non sopporto vedere chi si rilassa. Ma tu lo sai che tuo padre mentre studiava faceva il cameriere e io davo ripetizioni e facevo la baby sitter?

Lo sguardo rassegnato “miccchepppalllle” non riesce a fermarmi. Sono partita nella rievocazione dei bei tempi andati, di come si stava meglio quando si stava peggio. Abbandonatemi lì, affogata nei più generalisti e imbarazzanti luoghi comuni. Sono pessima, ma ormai inarrestabile.

Mamma bipolare, in evidente difficoltà affronta con fragilità non preventivata, con paura e strumenti difettosi i cambiamenti delle geometrie affettive. Sapeva che sarebbe stato un periodo impegnativo, ma sarà la primavera, sarà che si sente più traballante dell’adolescente di casa, sarà che è soggetta a crisi di stupidera alternata a improvvisi e inarrestabili rilasci di lacrime, sarà che non era pronta, non lo si è mai, e l’economia delle cose cambia ad una velocità inaspettata, ed è uscita allo scoperto. Senza veli.

Il punto è che l’amore non richiede solo capacità istintive, non lo è mai stato, e anche in questo caso esco allo scoperto. E quando tua figlia assume sempre di più le sembianze di una donna per amarla ci vogliono virtù grandi. Pazienza, comprensione, forza d’animo, autorevolezza, dolcezza, esemplarità, generosità. Paiono troppe a chi nel frattempo continua a vivere, o forse tocca solo lucidarle, che col tempo si sono ossidate. E farsene una ragione quando non ve n’è traccia. Perché succede!

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15 thoughts on “Uscire allo scoperto.

  1. Io sono in aperta crisi con il figlio quasi-15-enne. Fa sempre il contrario di quel che gli diciamo, è sempre in ritardo su qualsiasi cosa, sembra non prestare attenzione a nulla.
    La mattina lo porto a scuola “a patto” di partire entro le 7:30, altrimenti io arrivo in ritardo in ufficio. Nessun problema per lui, ha anche l’autobus, ma in macchina con me è più comodo. Poiché per lui gli orari non hanno valore, e ultimamente partiamo sempre in ritardo, ho iniziato a partire senza di lui con la massima puntualità, e lui ovviamente si arrabbia peché ‘costretto’ a prendere l’autobus… basterebbe si sbrigasse di qualche minuto.

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    1. Ciao Andrea, scusa il ritardo della mia risposta…io non credo di essere in perenne contrasto, ma in perenne dubbio, quello sì. Mi sembra di rivivere, per ragioni diverse, le insicurezza dei primi anni di vita…e scriverne è come liberarmene in senso positivo, sdrammatizzare e sentire la vostra opinione! È importante 😃 Buona serata!!!

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      1. Allora sto peggio io, in questo periodo. Non c’è verso, mio figlio sembra faccia apposta a fare il contrario di quello che noi genitori diciamo. Purtroppo poi ci arrabbiamo, ma poi le conseguenze le subisce lui (niente tablet, niente bici, etc…). Ciao

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  2. Per come scrivi: leggo consapevolezza, anche nell’arrendersi un po’, vedo un sorriso e un po’ di malinconia ma quella dolce come la crosticina sul limone candito.
    Per cosa scrivi: ho una paura fottuta per un Mini che fa di testa sua già da ora e per il fatto di essere da sola a reggere il suo animo da pesce rosso e acchiappatore di farfalle, il suo fare il palo in cemento di fronte a richieste non nelle sue corde e il suo animo da assicuratore che tenta la “presa per sfinimento”… nel caso fosse per me troppo… mi adotti?
    ( giuro che ti direi ogni cosa che mi passa per la testa) 😀

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    1. Trovi sempre le metafore giuste…e unita a un po’ di consapevolezza c’è parecchia paura…si capisce? 😉😉😉 un abbraccio forte…ci vediamo il 19?

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  3. Quella di genitore è un mestiere in cui qualunque decisione prendi è sempre sbagliata. Eviterei fra le modalità classificate solo quella “Incazzuso-disfattista” che è sicuramente deleteria, le altre alternate a piccoli dosi, possono essere alternate fra loro 🙂

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    1. Si la modalità disfattista è tra le più odiose, eppure parte anche quella, ma la terrò a bada!!! Grazie rodixidor, buon inizio di settimana che il lunedì porta con sé un po’ di fatica 😃

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  4. Io sono stata un’adolescente orrenda ma adesso sono (quasi) una brava figlia: spero che questa storia-vera-di-vita-vissuta ti metta un po’ nel mood speranza/ottimista/mondo rosa. In alternativa, posso consigliarti la lettura di Smamma, di Valentina Diana, con cui almeno puoi sentirti compresa e farti due risate 🙂

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    1. Ciao Beatrice!!! Sai che volevo comprarlo quel libro? Oltre al fatto che ho sempre da te la raccolta di racconti della Varvello 🙂 E cmq Sofi ha apprezzato un sacco il libro che mi avevi consigliato! Io scribacchio di adolescenza per sdrammatizzare e riderci su…ti garantisco che sono io a sentirmi drammaticamente comica in molte situazioni
      Fatico a immaginarti un’adolescente orrenda…;-) un abbraccio!

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      1. Se vuoi ti faccio fare quattro chiacchiere con mia mamma 😜 passa quando vuoi a prendere i racconti, sai che vederti mi fa sempre piacere! E porta anche Sofia così parliamo di libri!

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  5. Qualunque modalità adotti, è esclusivamente il tuo modo da QQ 😉 di approcciare ciò che per lei è solo il pensiero dello spilungone magro… 😉😉😉

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