Il maestro dei toni di grigio.

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La tentazione dei bilanci arriva con la primavera, la fine della scuola, con un tempo di passaggio. E’ vero che il tempo è una invenzione e un’entità fluida, eppure, la fine di un anno porta a voltarsi indietro e chiedersi: “E quindi?”.

Se ripenso a me, vedo una persona ripiegata su doveri, incastrata tra impegni obblighi e costrizioni fittizie. Con un senso molto rigido di traguardi raggiunti oppure no, valgono solo il nero e il bianco, nonostante l’età, il fatto o il non fatto, senza mezze misure e sconti plausibili.

Eppure ho in casa un maestro di bilanci in attivo, di visioni sorridenti al di là di tutto, di toni di grigio rassicuranti.

Io non so se sia semplice questione di carattere o piuttosto di geni o ancora di un corso tutto suo intrapreso dalla natura. Io non so se sia che chi è stato abituato a ricevere tutto e non avere limiti costituzionali, rimane vanamente esigente e richiedente per sempre. So che Lori da sempre è abituato a confrontarsi con i propri limiti e ne escono bilanci decisamente più ottimisti ed incoraggianti.

Perché se non puoi tirarci con la vista fino a là e verificare che il panorama sia tutto come ti aspettavi, proprio come ti eri prefigurato, impari ad avere fiducia e a credere che a un certo punto le cose si fanno nitide e dalla nebbia si passi alla messa a fuoco. E quello che vedrai andrà bene comunque. E quel tempo di attesa lo riempirai con pensieri tutti tuoi e lo impegnerai nell’imparare qualcosa di nuovo.

E se non sai esattamente chi ti saluta per strada, nel dubbio saluti chiunque e fantastichi su chi possa essere e impari a prestare attenzione alla voce e alle parole, perché ogni particolare è degno di attenzione.

E se fai i conti con il chiedere aiuto, non ti pesa dividere i tuoi successi con tua sorella o con il tuo amico. L’unione fa la forza non è una massima astratta, ma lo provi ogni giorno a unire i tuoi sforzi con qualcosa o qualcuno e a puntare sempre più in su.

E se anzitempo ti dicono che qualcosa forse non è alla tua portata, cimentarsi darà soddisfazioni maggiori e le sorprese avranno un sapore più dolce. Poi scopri per davvero che c’è qualcosa che non si può fare e capisci fin da piccolo che a una rinuncia corrisponderà sempre una più vasta gamma di possibilità da esplorare. A poco vale soffermarsi su quello che si è perso.

E se per verità e onestà devi dichiarare che non riesci e non puoi, non vuol dire che sia per sempre. E’ una dichiarazione temporanea di limiti che oggi sono tali, ma non è detto che non possano cambiare.

Maneggiare i propri limiti con la leggerezza di chi li possiede e ci convive è una grande fortuna. Non credevo di arrivare a dirlo e invece è esattamente così. Ti fa sentire comunque in gara e ti ricorda che non siamo quello che facciamo. Siamo molto più di quello che vediamo o facciamo vedere di essere. In questa consapevolezza credo che Lori sia più grande di me che misuro tutto attraverso risultati e non attraverso sforzi profusi.

E quello che vivi può srotolarsi promettente e maestoso come un tappeto rosso, se le parole d’ordine sono leggerezza e fiducia. E’ la leggerezza che ti permette di affrontare tutto provandoci, perché le valutazioni fatte a priori sono riduttive e spesso fuorvianti. E’ la fiducia che ti consente di abbandonarti anche se sarebbe più facile ritirarsi in partenza. Oggi un amico caro scriveva che sono troppe le variabili sconosciute che s’incrociano. L’ho imparato con Lorenzo, ho imparato a non avere più paura di queste variabili e ad accettare le risposte meno prevedibili.

 “Lori perché ti pettini sempre prima di andare a dormire?”

“Perché devo essere bello anche nei sogni, non si sa mai cosa possa capitare…”

Non si sa mai in effetti cosa possa capitare, e vale la pena accoglierlo con leggerezza e fiducia. Chi è maestro dei toni di grigio lo sa bene.

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19 thoughts on “Il maestro dei toni di grigio.

  1. Mio figlio è molto più ‘sognatore’ di me, io sono sempre stato molto più concreto e pragmatico.
    A lui il mondo scivola addosso, non percepisce alcun tipo di responsabilità, nemmeno quella scolastica, dove ha la fortuna di andare abbastanza bene. E se anche va meno bene in qualche materia… ma che problema è?

    Io non sopporto questo modo di fare, al limite del menefreghista, e lo sgrido parecchio. Ma a lui scivolano addosso anche le sgridate…

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    1. Ciao Andrea, scusa per il ritardo nella mia risposta, ma causa figlia più grande la settimana passata si è rivelata molto impegnativa 😉
      Anche io recrimino una certa superficialità e leggerezza, ma nello stesso tempo li guardo ammirata per la capacità di saper ridimensionare e forse godersi più di me il lato bello delle cose. Cerco di vederla da questo punto di vista, e provo ad imparare da loro, su questo hanno qualcosa da insegnarci (credo…)
      Buona settimana, la ripresa è sempre un po’ difficile 🙂

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  2. “Perché devo essere bello anche nei sogni, non si sa mai cosa possa capitare…”
    con questa è ufficialmente diventato il mio piccolo grande mito!!! ❤ ❤
    Che Bellezza, Meringhetta, quanto sei brava!

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    1. Io sono decisamente di parte per il mio piccolo ometto, ma in effetti l’idea che uno pensi di farsi trovare bello anche nei sogni mi piace assai. L’ho fatta mia, per cui ora tutti a spazzolarsi prima di sdraiarsi 🙂
      Un bacio Tati bella e buona settimana!

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    1. Lori ama fare il lascivetto 😉 Oh sto scoprendo che siete in molti a pettinarvi prima della nanna, ma chi l’avrebbe mai detto? Un sorriso a te dolce Mela, che l’inizio di settimana è sempre un poco duro!

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  3. Sì, è molto bello e molto vero quello che dici, sembra un paradosso, ma non è così. Confrontarsi con i propri limiti, maneggiarli con leggerezza, saper chiedere aiuto, sapersi cimentare sapendo che se non si riesce, ci saranno altre possibilità e che se non si riesce oggi, non è detto che domani… Ho combattuto una vita con il perfezionismo, ma più mi confronto con i miei limiti, più quello che faccio mi piace, anche se non è perfetto. Dirò di più, proprio “perché” non è perfetto.
    Lori ha tutta la mia ammirazione, dev’essere in gambissima.

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    1. Scusa Alexandra se rispondo solo ora, ma sono stata un poco assente dal blog, risucchiata da questa fine anno…spesso mi ritrovo nei tuoi commenti, avverto un sentire comune e quando dici che hai combattuto una vita con il perfezionismo, credo sia accaduto anche a me. Poi con il tempo sto imparando a gioire anche delle cose che non sono perfettamente torotonde e riuscite e questo dà grande soddisfazione, complice anche Lori che su questo punto è un gran maestro. Ti auguro una felice giornata, un abbraccio caro

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    1. Si in effetti è così, si tratta di sapere cogliere variate gradazioni e credo sia davvero una gran virtù! Buon inizio di settimana Alessandra e scusa per il ritardo nella risposta 🙂

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