Di cuori e Matrioske.

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Margherita ha due cuori e una figlia fatta a Matrioska, che ora la tiene stretta a sé e ora la allontana.

Da fuori pare una sola, ma avvicinandosi e guardandola con attenzione ne trova tante. Lì dentro a quel corpo che cambia e ha ormai fattezze da donna, ci sono una varietà di facce e pezzi di formato variabile.

C’è una ragazza che ha fretta di crescere, una donna che vuole tornare bambina, una bellezza che pulsa per sbocciare, una timidezza velata, infranta da qualche indomito slancio di coraggio, una curiosità vivace, una mollezza demoralizzante, un’intelligenza luminosa, una stupidità disarmante, un sublime spettacolo di metamorfosi continua e inarrestabile. E tenere insieme in un corpo solo tutte quelle persone, quelle anime in subbuglio, non è impresa da poco. Ma soprattutto amare tutti quei respiri e quei riflessi di vita richiede energie grandi e un cuore infinitamente accogliente.

Margherita ha due cuori, uno in piena luce, uno che si nasconde tra ombre e zone buie. E ne prova vergogna. Uno grande, generoso e capiente, pronto a raccogliere malumori e brontolii, che si barcamena tra abbracci e ritrosie, fra carezze e graffi sulla pelle. Il cuore che dà in gratuità piena, il tuffatore che si lancia e para ogni colpo.

Poi c’è l’altro, il cuore povero, umano, contenuto nello spazio e nelle emozioni, quello che batte in ritirata di fronte a rifiuti e incomprensioni. La paura e il suo contrario. E’ il cuore della stanchezza, delle notti insonni, della fatica di non capire, delle delusioni, della paura di sbagliare.

Eppure quel corpo multiforme di ragazza fatta a Matrioska nasconde fessure e spiragli di accesso. Forse il segreto sta proprio lì, nell’inserirsi tra quelle pieghe per poi sapersi sfilare velocemente.

Arriva, si siede sul letto, la guarda e le dice “Mamma, dimmi come devo fare, stavolta dimmelo tu”.

Eccolo quel momento tanto atteso e delicato, in cui una parola giusta può aprire varchi, un gesto sbagliato può erigere barriere. Eccola quella leggera smagliatura dell’anima che si apre inerme, abbandona la difensiva, e ricerca momenti di dialogo e di intimità vicina.

Margherita non è abituata a sentirselo dire e si infila rapida tra quelle pieghe aperte, carica di una responsabilità grande. E quella resa, quella richiesta inaspettata di consigli e di aiuto le fa capire che il cuore è uno, si è ricomposto, ora è lì interamente dedicato, aperto ad offrire ospitalità e un riparo sicuro. E sorride.

 

 

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23 thoughts on “Di cuori e Matrioske.

    1. Oh ma come sono felice quando dici così 🙂 addirittura ti ho tenuto in ansia? 😉 Comunque, posso confermare il lieto fine c’è 🙂 buona domenica caro Guido, a Torino c’è da sciogliersiiiiii

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  1. Questo è l’Amore di cui il mondo ha bisogno e non è solo materno ma è quello di respiro infinito, lanciato a comprendere a saper restare fermi o a muoversi in punta di piedi… siete bellissime, SEI Bellissima!

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      1. E’ difficile da mancare il fiato, perché quell’amore lì a volte richiede una fermezza che ovviamente non viene accolta come amore. Ma si fa e tu sei splendida caralamiaMargheMeringa! :-* ❤

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    1. Ciao cara!!! Eh si, devo ammettere che è proprio un territorio dove le sicurezze svaniscono e dubbi e incertezze sono all’ordine del giorno. Il bello forse è proprio quello di misurarsi anche con le proprie debolezze, un abbraccio a te che hai sempre parole delicate!

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    1. Oh lo spero Silvia, perché in effetti accogliere quando ti viene apertamente richiesto è più facile! Un saluto caro, un abbraccio di una domenica super afosa!!!

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    1. Ciao Dora cara, ebbene sì, magari non sta bene, ma è così come ho detto. Non sempre ci si scopre generosi e completamente amorevoli, c’è anche una parte più in ombra…talvolta, per fortuna!

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    1. No guarda Alessandra, è incredibile, a seconda dei momenti sembra di avere a che fare con personcina diverse, tutte caratterizzate da una spiccata personalità 🙂

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