Non si ritorna.

 

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Come è possibile ritrovare il senso, pezzetti di sé autentici e immutati? Come si fa a recuperare la vista libera, lo sguardo curioso, il respiro ampio? Come si fa a convivere lì tutte insieme in una sola? A sentire le voci di ognuna e farle risuonare di un desiderio solo?

Come si fa a ritornare? No, non si ritorna. E si assapora un nuovo vuoto, fatto di momenti cercati e altri inattesi.

Di tre giorni a Roma, successi un po’ per caso, un po’ per il sogno di chi ama incondizionatamente gli U2, un po’ per quella voglia di vivere le cose così come vengono, finalmente. Di un viaggio, dove ci si incontra e ricongiunge a Reggio Emilia e si aspetta quel bacio sul treno, come una brezza leggera arrivata a sollevare un’afa stanca di un anno intero. Di un B&B da studenti che raggiungi dopo quattro piani di scale a piedi e ti affacci lì, su quell’appartamento che odora di ricordi lontani, croissant e cappuccio delle 6 di mattina.

Di una signora che fa la fettuccine nell’osteria di Campo dei Fiori e da 30 anni la sua famiglia cura e tiene quel locale come se fosse il suo universo tutto, di un ragazzo di strada che suona, vicino a Piazza Navona, e chiude gli occhi e si perde e mi fa perdere in quella musica che è la sua vita, la sua casa, il suo sogno da quando aveva 7 anni.

Di un taxista che non mi fa solo ridere, come tutti i meravigliosi taxisti romani, ma mi fa sorridere perché parla con una tenerezza indicibile di sua moglie, che si aspetta ogni estate di andare a cena a Trastevere e di ballare la salsa (che quella ti fa perdere almeno una taglia).

Di mamma e figlia che sono lì sotto il sole cocente e chiacchierano fitto fitto; di due fidanzati umbri che si accompagnano a turno ai concerti dei loro cantanti preferiti e si commuovono quando partono le note di Sunday bloody sunday. Di una passeggiata nel cuore della notte romana, dove il Lungo Tevere luccica del chiarore notturno e vicoli e strade diventano piccoli e familiari.

Di un sole del giorno dopo, appeso in alto, che scalda senza sosta e ti fa sentire la pelle viva e massaggiata, della scalinata di Trinità dei Monti, dove ritrovi la bellezza del salire e guardare il cielo dal basso, di una granita panna e caffè da Sant’Eustachio, in perfetto equilibrio tra dolce e amaro, tra passato e presente.

Di un amico conosciuto tra le righe, che sono felice di rivedere e ogni volta che sto con lui sento che è già di casa, perché mi fa ridere e intenerire, e nei suoi pensieri spesso si specchiano i miei stessi; dei miei figli che non ci sono, ma li sento cresciuti e capaci di fare, dei miei figli che riescono sempre a sentirmi, anche quando sono lontana. 

Si può riempire un vuoto di foto così belle e patinate, che sanno di vecchie cartoline, comprate dal tabaccaio all’angolo, e invece siamo noi lì abbracciati e sorridenti in Piazza di Spagna, un poco increduli di questo spettacolo, felici di quello che siamo.

No tornare non si può, semmai talvolta voltarsi, dopo una lunga camminata per la città, accanto a tanti pezzetti di sé, delle nostre vite.

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24 thoughts on “Non si ritorna.

    1. Ciao tesoro, hai proprio ragione, è stato bello perdersi in quella città magica, un po’ alla ricerca di quello che eravamo, ma soprattutto felici dei pezzetti di cui siamo fatti oggi 🙂 Ho pure presentato il marito a Ro 😉 ci siamo divertiti!!!

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    1. Ma siii, ti ricordi che ti avevo detto che avevo bisogno di tornarci? Devo dire che ben mi ricordo il tuo post, che aveva risvegliato il mio desiderio 🙂 E’ una città unica, e stavolta oltre ai luoghi ho proprio assaporato le persone e le atmosfere…

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  1. Sento tanta emozione in queste righe e molta consapevolezza, una miscela che mi piace davvero molto.
    Hai ragione, non si “rivive” allo stesso modo e a mio avviso sarebbe anche sbagliato tentare di farlo. È bello assaporare gli stessi luoghi, che sono poi momenti e pezzi di noi, con l’occhio e il cuore di chi siamo oggi. Una sovrapposizione che in fondo costituisce la ricchezza della vita.
    Un abbraccio Margherita. 😘

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    1. Cara Primula, mi fa piacere che tu abbia avvertito dell’emozione in queste righe, in effetti l’ho proprio provata in questi giorni, mi sono a tratti quasi guardata dall’esterno e ho assaporato tutto 🙂 a volte accade, è la ricchezza della vita! Buona giornata cara, un abbraccio a te!

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    1. Oh ma come mi fai felice Dora, che bella questa tua osservazione, davvero! Non so se stia diventando abile a raccontare la vita, forse sono più attenta ad osservarla, questo sì e in questi giorni sentivo i sensi bene all’erta per registrare tutto. Un abbraccio grande e grazie!

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      1. Stai cominciando a porti domande diverse con un’attenzione diversa… sicuramente, ma la bravura conta e nel tuo caso è presente. Sei sempre stata brava, ma credo tu stia cominciando a crederci, lasciandoti andare…

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    1. Grazie Massimo!!! L’oggi è una bella novità è vero, anche se talvolta sono affetta da nostalgia acuta, ma in questo periodo no 🙂 grazie di essere passato, è sempre un piacere trovare i tuoi commenti!

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      1. Fidati… una pantofola di quelle a forma di gatto o leone ;D
        Appena ti fermi da questo tour estivo… magari vengo su.. eh?

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  2. Avete fatto bene a prendervi alcuni giorni solo per voi.
    Io ed MDM (Mia Dolce Metà) non riusciamo a convincere nostro figlio ad andare in montagna con la parrocchia… e non potendolo ancora lasciare a casa da solo per alcuni giorni non riusciamo a starncene da soli per un po’.
    Poco male, tra qualche anno quando lui magari non sarà mai a casa, rimpiangeremo questi momenti.

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    1. Ciao Andrea, si ogni tanto ci vuole uno stacco dalla routine e anche dai ragazzi (per quanto mi manchino a palla!) Se tuo figlio non vuole andare in montagna, poco male, in questo credo si debbano davvero rispettare i loro tempi e non ho dubbi che più avanti si rimpiangeranno questi momenti tutti insieme 🙂

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  3. Bellissimo post sole cuore amore… perchè in fondo anche se il B&B aveva il bagno in comune, anche se gli autobus erano strapieni da poter essere presi, anche se non tutto è sempre perfetto, è perfetto quel senso di vita che assaporiamo. Grazie per avermi pensato, per avere fatto quella chiamata all’ultima momento, per la pizza, per le risate, per quella leggerezza che ci accomuna, grazie perchè è bello essere andati “oltre le righe e il web”. ❤

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    1. Ma infatti se tutto fosse stato perfetto, pensa che noia 🙂 grazie a te di averci accompagnato in girula, è stato bello e divertente e soprattutto utile 😉 finalmente ho il tuo libro e più nessuna scusa!!! Mi vien da ridere se penso alla facilità d’acquisto, che vergognaaaa! Ti aspettiamo a Torino a braccia aperte al rientro dalla tua big holiday! Buon viaggio e buona estate di cuore caro RO!

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