Ti finisco così.

Sofia dichiara senza esitazione che questa è stata l’estate più bella di sempre e nelle sue affermazioni dogmatiche c’è l’energia dei quattordici anni e l’assolutismo dell’adolescenza. Tra qualche giorno inizia il liceo, una nuova era, chissà se avrà tempo per la sua attivissima vita sociale. Si interroga, il dubbio c’è, ma prevale l’eccitazione della scoperta, la curiosità di cosa la aspetta. L’estate sancisce la fine di qualche amore, l’inizio di nuovi legami, qualche classico indigesto da leggere, un po’ di grammatica italiana da ripassare, svariate Instagram stories, colpi di sole, risate e una serata after indimenticabile. Lorenzo esulta perché a … Continue reading Ti finisco così.

Geometrie scalene.

Giovanni stava seduto al tavolino verde, di spalle, con il viso rivolto alla finestra, in quello stanzone spoglio e un poco sporco che sapeva di candeggina, nel caldo torrido di una Torino assetata di inizio agosto. Teneva accanto al letto alcuni generi di conforto: biscotti, caramelle, una radiolina, cannucce, svariate bottigliette d’acqua. Conosceva ormai perfettamente orari e abitudini di ogni suo compagno di stanza, aveva instaurato con ognuno un’amabile complicità, quella che si crea tra compagni di viaggio di sola andata. Aveva le spalle sempre più magre, spuntavano spigolose dalla canottiera bianca a righe sottili, le gambe ossute sparivano ingoiate … Continue reading Geometrie scalene.

Il teatro dell’assurdo.

“Mamma cosa dici lo facciamo un giro alle Gru, poi passiamo alla Apple e anche da Media World che il 28 luglio è uscita la nuova Nintendo DS. Non è che la desideri adesso, no eh, magari a Natale. Ma ne parliamo più avanti…” – il tono è fintamente democratico, il plurale maiestatis usato adeguatamente, le intenzioni molto chiare e ferme. “Sai che non so se ho abbastanza magliette tra montagna e mare, magari che dici mamma lo facciamo un giro shopping insieme?” – il suo guardaroba langue, se ne rende conto solo per una questione pratica, nel passaggio da … Continue reading Il teatro dell’assurdo.