Ti finisco così.

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Sofia dichiara senza esitazione che questa è stata l’estate più bella di sempre e nelle sue affermazioni dogmatiche c’è l’energia dei quattordici anni e l’assolutismo dell’adolescenza. Tra qualche giorno inizia il liceo, una nuova era, chissà se avrà tempo per la sua attivissima vita sociale. Si interroga, il dubbio c’è, ma prevale l’eccitazione della scoperta, la curiosità di cosa la aspetta. L’estate sancisce la fine di qualche amore, l’inizio di nuovi legami, qualche classico indigesto da leggere, un po’ di grammatica italiana da ripassare, svariate Instagram stories, colpi di sole, risate e una serata after indimenticabile.

Lorenzo esulta perché a partire da quest’estate abbiamo un sacco di nuovi amici, e non se ne ha mai abbastanza di buona compagnia;  si attiva per concludere quanto prima il suo filmino-reportage delle vacanze a Maiorca, mi scoraggia dal controllare i compiti perché la conquista vera passa per l’indipendenza. Me lo hai insegnato tu mamma, come faccio in effetti a dimenticarlo. Preferisce correre il rischio di non aver fatto bene, se ne assume orgogliosamente tutte le responsabilità piuttosto che rovinarsi gli ultimi bagliori di libertà. Per lui l’estate si chiude con Cattivissimo me 3, un acquisto su Amazon, l’idea di una prima media alle porte, la prospettiva di un’estate 2018 in cui avrà diritto al cellulare ed entrerà ufficialmente nel mondo dei teens.

Dome pianifica programmi di allenamento, corsa, defaticamento, sali, integratori e poi di nuovo corsa. In vista della maratona e, comunque vada, di prossimi sfidanti obiettivi. Ognuno ha il suo personale metodo per eliminare tossine e malumori, il suo avviene sicuramente così. Ha anche tentato di perdermi tra le colline del Monferrato, in una camminata al tramonto, sorride, ride di me così poco incline al movimento, eppure in continuo moto e subbuglio interiore.

Anche io torno. Ti finisco così, estate. Tra il ricordo delle onde lunghe e spumeggianti di Cala Mesquida e il roteare incessante della lavatrice di ieri sera. Arriva sempre questo momento, la sera prima della ripresa, la ricerca del badge, la password nascosta tra i meandri della mente, che se per caso te la ricordi, come minimo è scaduta, i pensieri prima di addormentarsi, i rotolamenti da una parte all’altra del letto, luce accesa, poi spenta, sveglia puntata, poi spostata di mezz’ora, la preparazione dell’abito del primo giorno di lavoro, sì sembra perfetto quel vestito da damigella, rosa confetto, a segnare un restart come si deve.

Ti ho iniziata in un camerino di fine giugno tra inestetismi della pelle, ben illuminati da un impietoso e freddo neon, le smorfie di una commessa tutt’altro che simpatica e ti concludo con una doratura sulla pelle che mi illude che sole, mare e sale se le siano portate via quelle bucce d’arancia che si ripresenteranno immutate, se non peggiorate l’estate prossima.

Sarà illusione, eppure paiono non esserci più insieme alle scorie di tutto un anno cenerino, perché a fine estate tutto sembra ancora lieve, anche i contorni delle cose che si dovranno fare risultano sfumati e delicati. E va bene così. Non c’è molto altro da dire: speravo, avevo immaginato, sognato e alla fine mi gusto anche questi ultimi giorni scricchiolanti, ripensando a quel verde blu di Cala Esmeralda e al fruitman che grida “Melona e ananasso” e ha un umorismo demenziale al quale non so resistere.

Anche la malinconia ruvida degli ultimi giorni fa parte di un agosto luminoso, che ho sentito scivolare troppo velocemente e nel contempo infilarmisi addosso a pennello. Torno, come sempre, con un carico di buoni propositi che tra una settimana saranno ingialliti e lontani, con un carico di ansia spropositata per un settembre che ogni anno si gonfia di richieste, di impegni che mi fanno l’occhiolino, per sembrare più allettanti. Torno con un carico di nostalgia per tutta la famiglia, molte foto scattate e condivise dagli amici, un mare cristallino negli occhi che ora assomiglia a quello di Es trenc, ora a quello di Cala Mondragò, una cena sulla spiaggia che odora di pesce alla griglia, risuona di voci, balli scomposti e occhi di disapprovazione di figli che scuotono la testa ed etichettano i proprio genitori come decisamente imbarazzanti. 

Torno con un carico di parole non dette, tenute gelosamente per me, pensieri che lì tra mente e cuore assumono forme migliori, si infrangono sulle pieghe dell’anima, per ora li conservo insieme alle ore di luce e caldo, saranno un balsamo buono che scioglierà i nodi di giorni freddi e bui.

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21 thoughts on “Ti finisco così.

  1. Che malinconia … me lo ricordi tu che l’estate se ne sta andando, guardo dalla finestra e già è l’imbrunire, non me ne ero quasi resa conto, finora, di quanto si siano accorciati i giorni. Come scrivi bene, Marghe, sai trasmettere sentimenti ed emozioni con una delicatezza incomparabile. Buona serata, mia cara. 🙂

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    1. Grazie Mela cara, è passato qualche giorno, eppure questi ricordi e sensazioni appaiono sempre più sfumati, che fatica lasciar andare via così velocemente la pienezza dell’estate…sono appena passata a trovarti 😉 e ho letto un post toccante e potente! un abbraccio

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  2. L’estate è bella perché la associamo alle ferie ed alle vacanze, ovvio che i ragazzi siano contenti di star lontano dai banchi scolastici, eprcò è stata una estate davvero troppo calda e a me, personalmente, non mancherà neppure un po’.

    Per Sofia: ripassare matematica, geometria e poi ancora matematica e geometria.

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    1. Ciao Andrea!!! L’estate, a distanza di qualche giorno da questo post, mi appare sempre più lontana,,,spero sia stata bella per te e ora tocca ricominciare! Sofia ha preso dalla mamma e il suo rapporto con la matematica è alquanto conflittuale…:-)

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      1. Però è proprio sui punti “deboli” che bisogna impegnarsi maggiormente.
        Io dico sempre a mio figlio: se un portiere è bravissimo a tuffarsi a sinistra, significa che deve allenarsi maggiormente nel tuffarsi a destra.
        Ciao Margherita

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  3. Un bel quadro del passaggio tra ciò che lasciamo ma (forse) solo in apparenza perché il vissuto davvero si deposita e diventa la nostra scorta, e ciò che ci aspetta.
    E che buon settembre sia, cara Marghe. 🙂

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    1. Grazie cara Primula, scusa il ritardo nella mia riposta, ma settembre è un mese che viaggia a singhiozzo 😉 C’è sempre qualcosa che lasciamo a fine estate, la luce in primis e quella sensazione di essere tornati un po’ diversi. Voglio pensare però che un po’ diversi lo siamo, con una buona scorta di energie e di voglia di ripartire! ti abbraccio.

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