Trovare il senso.

albero

Capita che quando ti sposti di lato, gli altri prendano un poco il tuo posto e quel vuoto che non sai se classificare come assenza, stanchezza, presa di distanza e un po’ di lass me ste’ venga occupato dalla buona volontà, dall’intraprendenza, dalle parole di chi ti sta vicino.

L’albero di Natale suggella l’inizio del clima natalizio. E’ successo anche quest’anno, proprio due week end fa. Il rituale si è ripetuto inalterato e rassicurante. E’ istituzione, dà forma fisica a quella magia sottile che fuoriesce dall’odore di muffa di scatoloni impolverati ben riposti in soffitta, si trasforma in lustrini, palline, luci e fiocchi colorati, ha il potere di far riemergere nostalgiche recite e canti tra voci tremule e intonate, desideri riposti in letterine spedite o appese al camino, preghiere e sogni custoditi nelle riflessioni serali, guardando le luci accese delle case dei cortili di fronte.

Si reclama magia, se ne ha un gran bisogno. Sì, perché si ha bisogno di trovare il senso, di poter pensare di aspettare svegli Babbo Natale, vederlo mentre si assapora latte e biscotti proprio nel soggiorno di casa nostra, perché è un desiderio sincero quello di un’infanzia vicina che si allontana eppure ti richiama ostinatamente a sé.

Per Sofia l’incantesimo del Natale ha giocato d’anticipo ed è dannatamente materiale “Oddio  mamma non ci posso credere, ho preso 9 di matematica, questa si chiama Salvezza, questa è la magia del Natale”. La concretezza, peraltro del tutto inaspettata, è un po’ disarmante, eppure talmente contagiosa da diffondere bagliori di illuminante buon umore, di effetto durevole, che si propagano da giorni e si traducono nell’impazienza di aggiungere sempre un posto a tavola. Invitiamo qualcuno, non è più bello?

Lorenzo ondeggia tra finzione e impegno attivo, attenzione ai dettagli e cura. A Natale ospiteremo un amico immaginario che arriverà dal lontano paese del Dinail (pare che si trovi in Oriente, zona un po’ vaga e non facilmente identificabile nei suoi vaneggiamenti). Sulla lavagna della cucina sono fissate data e orario del suo arrivo con memo alert di andare a recuperarlo all’aeroporto, per garantirgli un’adeguata accoglienza. Ci faremo insieme il ciuffo rosso per dare un tocco di colore al nostro Natale, vivrà le nostre tradizioni, la vigilia con i panzerotti della nonna Filomena, il pranzo del 25 tra nonne, zie e zii, tombola, arachidi, noci e pistacchi.

Ogni sera prima di spegnere l’albero ci diamo un bacio della buona notte proprio lì accanto, accoccolati per terra, al crepuscolo di quell’atmosfera romantica, con un pensiero rivolto all’amico del Dinail e un abbraccio che rivela confidenze, con uno sguardo che si prolunga e si fa preoccupazione per quella  signora che vediamo ogni sera prepararsi il suo giaciglio tra Via Vassalli Eandi e Via Bagetti. “Starà dormendo mamma? Avrà freddo? Quell’angolo però mi sembra ben riparato. Altro che albero e candele, domani chiediamole se vuole il minestrone o almeno portiamole una piadina della Romana”.

La bellezza per me sta lì, nel vedere queste premure, nel guardare il fermento di fabbricare magia, che è fatta di sostanza e di azioni, manciate di fantasie che si plasmano in opere. Il sentire vero per me sta lì, nel rimestare il fondo dei miei desideri che ho un poco smarrito e ascoltare (cosa per me alquanto difficile) sul divano i racconti dello zio Enrico, che non sente e chiede sempre di alzare la voce, eppure lui parla, parla, parla e ricorda. Ti riporta il senso di quello che è mancato, gli è mancato, ricordi di guerra di quando erano rifugiati ad Altavilla.

“Tua mamma e la zia  si erano trasferite lì nel 42, perché tutti lasciavano Torino. Avevano preso d’assalto i treni a Porta Nuova, erano gremiti, una folla crescente si accalcava e tua mamma è salita dal finestrino. Poi con la zia sono arrivate ad Asti, hanno preso la corriera a Castagnole, poi un’altra corriera ancora per arrivare fino ad Altavilla. Si viveva tutti insieme nella casa di oggi… Il nonno era stato richiamato alle armi, ma non era partito per il fronte perché soffriva di disturbi cardiaci. Mangiava chicchi di caffè per accentuare il soffio al cuore, figurati un po’. Era rimasto a Torino per lavorare, aveva la sartoria in Via Rossini 3. Un giorno mentre era in via Roma e chiacchierava con il cugino Giacomo non avevano fatto il saluto per bene, hai capito eh cosa intendo, e gli avevano dato due schiaffi, gli avevano fatto cadere il cappello… Anche in campagna arrivavano i tedeschi e facevano razzia nelle varie case. Non mi sembra che avessero mai fatto del male a noi. Ci si nascondeva ovunque, nei canneti, nelle baracche, nelle stalle. Per evitare che ci portassero via  pane, salame, anche il fucile da caccia, nascondevamo tutto nella legnaia. E la zia e tua mamma partecipavano, mettendo al sicuro le loro bambole tra le fascine.

Perché affiorano proprio a Natale, certe immagini…che senso ha?

E il senso sta proprio nell’ascoltarlo con attenzione. Fermarsi e fare tesoro di memorie antiche, sbocconcellando un panettone e cogliendo quell’attimo di luci del passato che si proiettano nelle luci natalizie. E quella meraviglia forse perduta a poco a poco si ricompone. In quell’istante ci si sente pieni e felici, non si accorge di esserlo nel momento presente, il Natale ci coglie sempre impreparati, tanto che conosciamo e apprezziamo più facilmente la nostalgia della felicità di quelli passati.

E se non ha senso, domani arriverà, come canta il mitico Vasco. Non si smette mai di aspettare qualcosa e, così facendo, si costruisce magia anche per questo Natale alle porte.

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30 thoughts on “Trovare il senso.

    1. Ciao caro Guido! in realtà mi sembravano pensieri un po’ sconnessi, qualcuno con più, qualcuno con meno senso…;-) Ti auguro un Buon Natale con tutto il cuore, ti mando una scintilla di magia, io la voglio trovare a tutti i costi, si capisce?

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  1. ahahahah! Mi fai sorridere (è simpatia e stima!) sul “un po’ sconnessi”. Il tuo autocontrollo e indefettibile presa di coscienza. Non è di tutti. In realtà, è vero. Però il quadro l’hai ugualmente espresso. E questa sede, non è un corriere letterario nè una prova di esame. Senza contare che sono giorni turbolenti per cui è già molto il tuo trovare il tempo da dedicare agli amici digitali. La tua scintilla è un contributo a riscaldarci il Natale.

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  2. Ciao Margherita. Il nostro Natale sta iniziando col piede sbagliato. Dopo anni in cui il figlio è sempre stato tra i primi della classe, quest’anno ci troviamo con parecchi voti negativi ed un pessimo umore. Il trovarsi con i “soliti” mille parenti non facilita la situazione, io stesso ho davvero poca voglia di tutto, anche di panettone.

    Riguardo il Dinail non credo sia immaginario: è un bello stato che confina con il Cipango.

    Buona Feste

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    1. Buone Feste Andrea, non farti risucchiare dal cattivo umore…il Natale si sa si passa sempre con qualcuno di più gradevole e qualcuno di più indigesto e quanto ai voti siamo solo al primo trimestre … quanto al Dinail non sapevo proprio…adesso vado a cercare 😉 Buone Feste di cuore a te!!! un abbraccio

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  3. Sa di casa e coccole, di biscotti caldi e luci soffuse, questo tuo scritto.
    Bisogna cercarla la magia, non basta sperare che arrivi da sole e per quello che ho potuto vedere tra le mura delle vostre case c’è magia a piene mani 😉

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    1. Un sapore buono allora, che bella cosa hai scritto. Grazie Tati, è stata una gioia passare un po’ di tempo insieme nella naturalezza più assoluta 🙂 ….uhhh quando hai tempo e ti capita mi mandi qualche bella foto della presentazione di RO, anche quella in cui avevo la mia dolce metà “molto assorta” al mio fianco? 😉 😉 grazie!!! baci belli

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  4. Sei tu il perno di dolcezza e magia a cui tutto gira intorno. La tenerezza e l’ amore che si respirano tra le tue righe sono le note del Canto di Natale che le voci del “coro” intonano insieme ogni anno. Il tuo coro, la tua bellissima famiglia. Buon Natale, Margherita, che queste Feste siano colme di serenità, gioia e armonia, che il Nuovo Anno sia la continuazione e l’approfondimento della più grande forza che fa muovere ogni cosa e che lega tutti voi, l’amore. Auguri, cara, un abbraccio grande! ❤

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    1. Auguri Marianna, arrivo in ritardo. Buon Santo Stefano!!! Spero che possano essere per te giorni di serenità e di riposo, di raccolta di ciò che più desideri…Un abbraccio grande a te, e auguri di cuore!

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