Cieli d’inverno.

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Stanno appesi tra istanti di luce delicatamente acquerellata e lo scuro della sera che si avvicina. Sono i cieli d’inverno che si concedono con parsimonia, che diffondono una luce sospesa. E guarda a pensarci bene, l’umore di inizio gennaio è in perfetta sintonia con questi cieli riservati che si offrono e poi spariscono. Loro stanno. Stanno lì pronti per farsi ammirare al tramonto e poi dissipare la loro bellezza solo più nella mia immaginazione.

Gennaio è il mese più lungo dell’anno, dove si stiracchiano i pensieri, dove gli stati d’animo si immobilizzano in stalattiti di emozioni, il tempo si dilata, ondeggio tra il desiderio di ripartire a marce sostenute e si indugia nell’indolenza di soffermarsi su quell’attimo di luce.

Gennaio è il mese in cui scrivo poco, penso tanto, rileggo e prendo appunti, mi predispongo per il nuovo anno, programmo la dieta e poi ci ripenso, mi ripeto che devo fare più movimento mentre sono instancabilmente seduta alla mia scrivania, mi chiedo se è buona cosa temporeggiare, programmare o piuttosto agire, anche d’impulso. E cercare. E ascoltare, osservare e poi raccontare.

La testa si riempie e si annebbia di proponimenti e qualche sparuto sogno, ma non può essere lasciata andare. La testa si prepara. Va accudita, nutrita, stimolata. Se trascurata, si imbruttisce, se lasciata a se stessa si incupisce, se lasciata sola si riempie di manie narcisistiche. E allora vorrei riempirla di buoni libri e film, di mostre e cinema, di chiacchierate belle e intense con le amiche, di serate allegre, di cene improvvisate e non, di cioccolata e pistacchi, di cura della pelle secca e della ritenzione, di salvaguardia della voglia di ridere e scherzare. Voglio avere la forza di immagazzinare quella luce che si concede per poco, prendere distanza dal quieto vivere, cercare buone avventure e storie da raccontare. Vorrei sentirmi sicura di quello che faccio, libera quando decido di non fare, leggera e al contempo resistente, sicura, eppure lieve. Vorrei chiedere scusa quando è strettamente necessario, essere consapevole che molti sono migliori di me, ma non necessariamente tutti. Capace di rinunciare e di accogliere. Felice di esserci e partecipare, ma ugualmente serena nel soprassedere e lasciar andare.

Ma soprattutto sopra ogni cosa, vorrei avere occhi vigili per vedere e scrutare, per vedere storie di vita, per immaginarne e creane di nuovi, per accorgermi di gesti antichi, per scoprire veli di malinconia, per ammirare bellezze nascoste. Occhi che oltrepassano corpi e persone, che imboccano nuovi percorsi, che si lasciano incantare dai cieli d’inverno, catturandone le morbidi e veloci nubi e quella luce preziosa e timida, capace di generare affreschi inattesi.

 

 

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11 thoughts on “Cieli d’inverno.

  1. Cieli d’inverno
    Bagni di verità – in pieno inverno –
    E’ una bellezza immobile
    Trovare il senso
    Se mi incanto

    A leggerla d’un fiato è una poesia molto bella e l’hai scritta tu mia cara.
    Sono i tuoi ultimi post e anche solo nei titoli è racchiusa quella poesia che si dipana e prende vita nel tuo scrivere, tra pensieri delicati e intime incertezze.

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    1. Cara Mela, grazie per le tue parole che hanno un valore prezioso, e tu lo sai…aspetto di rileggerti presto! E nel frattempo spero che sia stato un buon inizio d’anno, un abbraccio forte

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  2. Gennaio per me è un mese di programmazione.
    In questi giorni sto pianificando i lavori da fare in casa nella prossima primavera, e sto anche meditando sulle prossime vacanze.
    Nel frattempo ci si ammala anche, come spesso accade proprio a gennaio.

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    1. Sono in ritardo (tanto per cambiare nel rispondere ai commenti, e intanto gennaio non è ancora finito…ma ci siamo quasi…spero che intanto tu non ti sia ammalato e sia stato pensato qualcosa di bello in merito alle prossime vacanze. Buona serata Andrea e buon inizio di settimana…

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      1. No, io non mi sono ammalato. MDM (Mia Dolce Metà) sì e ha qualche problemino di pressione e di respirazione, e questo ci fa al momento soprassedere ad altri pensieri.

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  3. bè, qui i tuoi occhi hanno guardato, hanno saputo vedere il cielo a sera, hanno saputo dire quanto è bello anche se si concede con parsimonia (!)
    a volte la testa, la mia, almeno, è una lumaca che va vezzeggiata a foglie di lattuga 🙂
    ml

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    1. Grazie di cuore Massimo, i miei occhi cerco davvero di allenarli, talvolta sono un po’ pigrotti come la nostra testa del resto 😉 Tra il fascino di questi mesi invernali per me ci sono senza subbio questi cieli che sanno riservare sorprese! Buona serata

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    1. Grazie cara, ma non sai quante volte rimango incantata da questi cieli invernali…è proprio vero che concedersi con parsimonia rende più preziosi 😉 ho voglia di vederti, dai combiniamo presto! Un abbraccio

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