Sorprese mattutine.

“Mamma, mamma svegliati, ti ho portato la colazione a letto” Non sai bene se stai sognando o è mattina, se si tratta di un giorno qualsiasi della settimana o del tanto atteso week end, con mezz’occhio aperto intravedi un biondo con la forma allungata di un insetto stecco, tanto è longilineo e magro, che si presenta con volto spensierato, un sorriso che fa tutt’uno con la sua faccia, ancora impigiamato, che porta baldanzoso un vassoio munito di caffè macchiato, muffin al cioccolato, fette biscottate con marmellatine varie, il tutto cosparso di scagliette di cioccolato e semi di girasole, perché a … Continue reading Sorprese mattutine.

Rolata per due.

Li ho rivisti ieri da Bruno, il macellaio. Sono clienti abituali. Una coppia anziana, non di mezza età, oserei direi proprio due vecchietti. Belli, distinti, sempre vicini l’uno all’altro. Lui alto, un bel portamento capello bianco, baffi curati, due occhi sornioni che ridono non appena la moglie inizia a prendere parola. Lei piccola, una donna mignon, curata, sempre fresca di coiffeur, qualche gioiello senza esagerare, una gonna lunga e una giacca morbida marrone che ricorda la morbidezza del suo sorriso. L’amore ha le facce più variegate, più li osservo, più mi fanno sorridere. “Dici di prendere le rustichelle?” “Ma no … Continue reading Rolata per due.

Come in una danza d’amore

Lorenzo si definisce sognatore e tecnologico, e di recente ha dichiarato che lui sì andrà a studiare all’estero, vuole creare un nuovo sistema operativo. Progetta e immagina con pennellate di ottimismo il suo futuro e ci fa capire che non dovremo preoccuparci, ci sarà lui a badare a noi, me in versione matura e sua sorella donna in fiore. Sofia si interroga sul suo lavoro e non può pensare di non aver ancora capito cosa voglia esattamente fare, ha occhi grandi, desideri che evaporano e si affacciano come soffiate di geyser ridondanti, un innato e instancabile slancio nell’allargare la sua … Continue reading Come in una danza d’amore

Dov’è Agatha?

Campo lungo. Il locale in penombra, un po’ di luce oltrepassa le persiane socchiuse sulle quali batte una pioggia docilmente insistente. A un tavolo piuttosto defilato sta seduta una donna, su una sedia di legno, una di quelle donne che hanno attraversato il mare e che ne ha vissute di maree dell’esistenza, ne porta qualche segno, ma non si è mai arresa alle correnti. Una sedia. E quella donna. Campo medio. I capelli sono lisci, lunghi e mori, le labbra socchiuse, le mani appoggiate al tavolo e racchiuse come in preghiera. Gli occhi fermi e attenti, obbligati verso un punto … Continue reading Dov’è Agatha?

Cieli d’inverno.

Stanno appesi tra istanti di luce delicatamente acquerellata e lo scuro della sera che si avvicina. Sono i cieli d’inverno che si concedono con parsimonia, che diffondono una luce sospesa. E guarda a pensarci bene, l’umore di inizio gennaio è in perfetta sintonia con questi cieli riservati che si offrono e poi spariscono. Loro stanno. Stanno lì pronti per farsi ammirare al tramonto e poi dissipare la loro bellezza solo più nella mia immaginazione. Gennaio è il mese più lungo dell’anno, dove si stiracchiano i pensieri, dove gli stati d’animo si immobilizzano in stalattiti di emozioni, il tempo si dilata, … Continue reading Cieli d’inverno.

Bagni di verità in pieno inverno.

E oggi arriva come ventata d’aria fresca il tuo compleanno, che mi ricorda gli anni che passano, tu che cresci, io che divento più grande e mi sento sempre una mamma giovane, camuffata da ragazza, in nostalgia perenne per i tempi che sono stati. Cosa attesta la mia maturità? Me lo chiedo e mentre me lo chiedo quella linea impercettibile che afferma lo scorrere del tempo, si sposta sempre un po’ più avanti, si fa fuggevole ed eterea e mi ritrovo a guardarti mentre curi il tuo look, ti lavi i capelli con il balsamo (con il balsamo?), metti la … Continue reading Bagni di verità in pieno inverno.

E’ una bellezza immobile.

Non so davvero se tutto si riduca a quello vedo nei sogni e che a volte fa paura, a quella parte che mi chiede di osare e di non battere sempre in ritirata, a quello sguardo che si ha dentro giudicante e tagliente. Sii più indulgente, ma chiedi di più a te stessa, agli altri, soprattutto a chi ti vuole bene. Oppure molla, lascia andare, lasciati vivere, che nel panta rei puoi scoprirti anche diversa, presuntuosa, egoista e vanesia. E può andare anche bene così. Dov’eri ieri? Non sono riuscita a dire “va bene così”, lo faccio ormai, ho imparato … Continue reading E’ una bellezza immobile.

Trovare il senso.

Capita che quando ti sposti di lato, gli altri prendano un poco il tuo posto e quel vuoto che non sai se classificare come assenza, stanchezza, presa di distanza e un po’ di lass me ste’ venga occupato dalla buona volontà, dall’intraprendenza, dalle parole di chi ti sta vicino. L’albero di Natale suggella l’inizio del clima natalizio. E’ successo anche quest’anno, proprio due week end fa. Il rituale si è ripetuto inalterato e rassicurante. E’ istituzione, dà forma fisica a quella magia sottile che fuoriesce dall’odore di muffa di scatoloni impolverati ben riposti in soffitta, si trasforma in lustrini, palline, … Continue reading Trovare il senso.

Se mi incanto.

– Sai che mi capita la tua stessa cosa? – Quale? – Mi incanto. Mi perdo nelle briciole dei miei pensieri, qualcuno mi parla e io non ascolto. Sono assorta, non ci sono. E’ strano, ma è bello, mi capita. E sorride. – Non so cosa rispondere. Anche io l’ho sempre vissuto come un privilegio. Ben sapendo come questo attributo abbia suscitato innumerevoli volte stizza e disappunto, fastidio e rimostranze da parte di tutti, amici cari schierati in prima linea. E’ come se venissi rapita dalle trame della mia mente, risucchiata in labirinti di riflessioni. Eppure smarrirsi tra granelli di … Continue reading Se mi incanto.

5 ottobre.

Non sono in grado di fare foto, da sempre, è una mia indistinguibile prerogativa. Eppure ci sono immagini come queste, che al di là del risultato oggettivo, sono belle. Racchiudono generazioni di affetti, dimostrano che bastano cinque pizze e una torta a far sentire molto amata una mamma, alimentano ricordi che vado a riporre con religiosa cura e saprò ritrovare. Non amo i numeri, ma questo 78 ha un senso profondo. Lì dentro ci sono anni di addizioni, tante amorevoli cure e qualche sottrazione. Anni di per e diviso. Per sempre, per un amore, per gli alunni, per una buona causa, … Continue reading 5 ottobre.