Di ESAMI e FELICITA’, distanze e distanziamenti.

E’ tardi, troppo tardi per mettersi a scrivere, a conclusione di una giornata che suggella la fine di un ciclo, che mi riempie di emozioni e di orgoglio, eppure non è troppo tardi per mettere in fila qualche pensiero imperfetto su una giornata che sembra non voler terminare.Le giornate come queste sono iniziate giorni o meglio mesi fa, forse anni. Ero lì ad aspettarle insieme a frammenti di verità, che nel frattempo sono germogliati, a piccoli inneschi di felicità che si sono fatti strada. E non può essere un esame di terza media il motore di sensazioni e sentimenti che … Continue reading Di ESAMI e FELICITA’, distanze e distanziamenti.

Giorni di fragole e estate.

E anche stasera aspetto la pioggia, è la sua ora. Arriva e lava via la stanchezza di una giornata buona iniziata con un caffè al bar con amici e inframmezzato da un pranzo di chiacchiere e complicità. Domani sarò di nuovo qui ad aspettare l’estate, perché non posso credere che non sia lì, pronta a bussare alla mia porta per scaldarmi. E portare finalmente aria calda e pensieri che evaporano. Cerco un taglio di capelli, che facciano più giovane, più bella o semplicemente nuova. Mangio dolci, ripromettendomi che domani cercherò un nuovo regime alimentare, anche se le ristrettezze non mi … Continue reading Giorni di fragole e estate.

Dietro la ringhiera, fiori.

Come sarà rivedersi dietro una mascherina? Darsi appuntamento in coda al supermercato piuttosto che al bar. Come sarà di nuovo fidarsi, camminare sopra e oltre quello che è stato, capire quando sarà tempo per poter riabbracciarsi, sorridersi a viso scoperto, respirare una primavera avanzata, indossare il primo vestito estivo all’aperto. Mi chiedo se ho più paura di restare ancora a casa tra stanze che ormai non rivelano più nulla di nuovo, sentire vuoto e silenzio e noia o se ho più paura di uscire e scoprire che non siamo ancora pronti, che allora sì che avrò paura vera. Mi sento … Continue reading Dietro la ringhiera, fiori.

Che cosa ci manca.

A mia mamma sicuramente manca non vederci più, prima di tutto non vedere da più di un mese i suoi nipoti. E così incredibilmente si è lanciata nella proposta di una videochiamata, non dal suo telefono che a stento manda e riceve SMS, ma da quello di Liana. Si fissa l’orario ed eccola comparire sullo schermo inquadrata a metà, tipicamente è inquadrata la sua folta chioma di capelli e primo piano della fronte. – Nonna, inquadrati bene, ti vediamo a metà. Uh non così appiccicata allo schermo…ahahaha – No io sono vecchietta, fatevi vedere voi, come state? Fatemi vedere i … Continue reading Che cosa ci manca.

Vicinanza coatta.

In questi giorni di lavoro forzato da casa mi accorgo ancora di più delle loro abitudini, delle loro mille pause, dei tempi che non sono i miei. Il quattordicenne da piccolo super mattiniero ama poltrire perlomeno un’ora nel letto guardando video che spaziano dall’educational al demenziale, la sedicenne predilige invece chat e fuochi di prima mattina per salutare i suoi contatti. Mi reco in cucina, apparecchio per tutti, ma so che tendenzialmente farò la colazione da sola, chiedendo a turno ora all’uno ora all’altro se preferiscono te o caffè. Il fatto è che ognuno ha sempre più voglia e bisogno … Continue reading Vicinanza coatta.

Primavere dell’anima.

Capita perché a volte capita di guardarsi intorno e grattare nelle pieghe del passato tra sollievo e rimpianto. Si va alla ricerca di quel che si è stati, di gesti ripetuti tra gli spazi abitati, di riti che si sono prolungati, consuetudini radicate, la spesa del sabato mattina, la colazione della domenica, i pomeriggi invernali chiusi in casa tra tosse e raffreddore, le feste di compleanno, Natale a scrivere a Babbo Natale, a nascondere regali. Cerco gli occhi di chi attende un incoraggiamento, un cenno di approvazione, cerco le parole giuste per parlare d’amore, di sentimenti che nascono e altri … Continue reading Primavere dell’anima.

Segni particolari.

Ho pensato a fine 2019 che no, non ce l’avrei fatta, che troppe erano le cose da fare, che non sarei stata capace di concluderle, che mi sarei fatta inghiottire dai troppi devo, ma non riesco, che difficilmente sarei sopravvissuta, che solo un nuovo amuleto avrebbe potuto salvarmi. Sì perché se devo riconoscermi una caratteristica distintiva c’è certamente quella di essere spaventosamente scaramantica e propensa a rituali propiziatori. – “Credo che l’anello a forma di cuore abbia perso il suo potere magico, o comunque si è certamente attenuato, ma ne ho visto uno nuovo e ho sentito good vibes…” – … Continue reading Segni particolari.

Colazioni e confessioni.

Li guardo, penso a quante cose abbiano imparato in questi anni scolastici che si sono susseguiti con una velocità inafferrabile. E’ una sorta di tagliando periodico, una sottile battaglia con il tempo che scandisce obiettivi e traguardi. Può essere l’estate il tempo ideale per fermarsi, voltarsi, ripercorrere la strada fatta, ma perché no anche l’inizio ormai ben avviato dell’anno, quando abbiamo fatto ordine nella libreria e riposto in soffitta i libri dell’anno precedente, ritenuti neanche più utili per un repentino ripasso. Mi domando spesso cosa abbiano imparato e non tanto in termini di nozioni, accrescimento in sapere e conoscenza, ma … Continue reading Colazioni e confessioni.

Cinque anni fa.

I. Ho voglia di rivedere Tecla. Tra le cose che amo ci sono quei rapporti che funzionano come meccanismi che non si inceppano mai, resistenti al tempo, che sanno rassicurare per il consolidarsi di gesti antichi. I nostri appuntamenti sono scanditi. Una volta al mese circa. – Aperitivo alle 18? – conosco già la risposta – Ti raggiungo, dammi solo il tempo di arrivare. Art Café? – risponde Tecla, a conferma di quello che mi aspetto – Perfetto – chiudo la telefonata, pregustandomi il nostro incontro. L’Art Café è un luogo informale e accogliente. Un locale come tanti, che richiama una … Continue reading Cinque anni fa.

Settembre.

Settembre ha tutte le carte in regole per farsi amare. Quella brezza gentile, una luce calda di promesse, il profumo di basilico della pasta al sugo della prima cena a casa tutti insieme. Settembre sono gli abbracci del rientro. Il profumo di casa mescolato al profumo d’incenso preso in India. Mia mamma che mi dice “Come ti sei abbronzata” anche se non è vero “Hai una bella doratura” è parzialmente vero “Che voglia avevo di vederti” è la frase di una vita, certamente vera, non si stancherà mai di ripetermela, soprattutto a settembre. E’ il piacere di rivedere gli amici, … Continue reading Settembre.