E arriva quel tempo

E poi arriva quel tempo in cui sono loro a domandarti come stai, come va sul lavoro, se stai scrivendo, se racconti ancora di loro. Come ti senti. Se ti riconosci in quell’immagine di te, sbiadita, di anni passati. E arriva quel tempo in cui sentono che sei povera di parole, che sei raccolta nella tua vita, e ti vengono a cercare, a guardare negli occhi. E pezzetto dopo pezzetto incominci a guardare quell’insieme che si fa più adulto, autonomo, capace di fare da sé. Non sempre occorre dare un senso alle cose, rappresentandole e descrivendole. Oggi più di ieri … Continue reading E arriva quel tempo

Di metamorfosi in atto e tardive.

Alla soglia dei 16 anni ha la stessa risata rotonda di quando ne aveva tre e al rientro in macchina, da una domenica di maggio al mare, dichiarò solennemente, a gran voce, “Sono felice”. La felicità allora non richiedeva impegno. Era istinto, un richiamo interiore cristallino. Non c’era bisogno di filtri, né di parafrasi per esprimere quello stato di benessere. Si poteva urlare, dirla nel più banale dei modi, liberarsi di quelle farfalle nello stomaco, sentirla nella sua nuda essenza. L’altra sera ho ripensato a quell’episodio mentre la sentivo sghignazzare con le sue amiche in soggiorno, era mezzanotte circa, avrei … Continue reading Di metamorfosi in atto e tardive.

Aggiornamenti Android. Questioni di bellezza e genuina bontà.

– Lo sai che questa settimana hanno risolto un catastrofico bug di Android? L’esordio non ha nulla di promettente, preannuncia un monologo senza possibilità di replica e di discutibile interesse. La colazione del sabato mattina si delinea parzialmente compromessa, ma richiamo velocemente a me i principi di un mondo ideale, alcuni altisonanti motti della family: condividere e lasciare spazio alle passioni personali, favorirne la “coltura”, nei limiti del praticabile partecipare con sincero entusiasmo. – Ma tu l’hai notata la BELLEZZA dell’ultimo aggiornamento Android? Silenzio. – Sto parlando di qualcosa che non ti interessa? – Ma figurati, ti pare, l’hi-tech è … Continue reading Aggiornamenti Android. Questioni di bellezza e genuina bontà.

In coda.

Arrivai in ritardo in rosticceria. Arrivavo da un periodo di preoccupazioni, attese, silenzi, poi di nuovo attese. Un inverno di buio presto, pensieri brutti, uscite occasionali, quasi nulle. Telefonai a mia moglie. – Qui c’è una coda inaspettata, ci saranno dieci persone davanti a me, sembra che tutti abbiano avuto la nostra stessa idea – abbozzai una risatina di circostanza – …. Speriamo di trovare ancora qualcosa … la Coca c’è, magari vai a prendere un dolce… se sei più tranquilla, passa al supermercato… La commessa si affacciò sulla porta e chiese quanti volessero pollo – stavano finendo – quanti … Continue reading In coda.

C’è chi sa prendersi cura delle persone, raccontando storie.

Amo le storie che raccontano di madri e figlie. Le storie capaci di entrare in quella relazione misteriosa e imperscrutabile. E per questa ragione, almeno lo credevo, ho amato “Mi chiamo Lucy Barton” di Elisabeth Strout. Ne ho probabilmente colto solo la superficie. La bellezza di un romanzo che svela un rapporto fatto di ombre e luci, la bravura di una scrittrice che riesce a partire da una situazione contingente, precisa, da un unico luogo, una stanza d’ospedale, e da lì fa muovere il lettore tra passato e presente attraverso un flusso di parole. Cinque giorni e cinque notti di parole, … Continue reading C’è chi sa prendersi cura delle persone, raccontando storie.

I giorni del niente.

Li senti che bisbigliano nella loro stanza –  Mamma oggi è un puma –  Ma cosa è successo? Qualcosa al lavoro? –  Niente, non mi ha detto niente. Ah no, la lavastoviglie non ha lavato bene e quindi mi ha fatto stendere –  E cosa c’entra? Niente! Li senti e inorridisci. Come spieghi loro che ci sono i giorni del niente, quei giorni in cui i pensieri sabotano le azioni, dove non è successo niente eppure hai bisogno di memorie buone, richiami concreti, sponde alte entro le quali stare. Figli miei portate pazienza, ci sono quei giorni così, di pensieri … Continue reading I giorni del niente.

Legend-ary!

“Facciamo la lista degli invitati, ti aiuto io” “E’ troppo presto Sofi, non ti preoccupare, ti ringrazio, ma la faccio io” “Dai proviamoci, sicuramente inviterai XX, XY, ZY…però dai inserisci qualche nome nuovo, allarga la cerchia, siete pochi!!!” “Grazie Sofi, sei gentile, ma vorrei pensarci io. E possibilmente lo farò più tardi, magari settimana prossima…” “Certo che hai un entusiasmo, fai passare la voglia” “Tu stai serena, non è il tuo compleanno, non è la tua festa, ma la mia. Io sono easy, mi piacciono le cose tranquille” “E però un po’ di vita, dai, sembra che ti sia morto … Continue reading Legend-ary!

Liberi di prendere acqua e sole.

Finire è sempre più facile di ricominciare. Ho già nostalgia di tutto. Di un anno concluso che a guardarlo all’indietro appare tondo e completo. Si riparte come prima, in una geometria a tre che ci vede vicini, stretti in un cerchio propizio che a volte accarezza, a volte comprime cuore e stomaco. In attesa perenne di tornare quattro, perché dividere per quattro pene, gioie, pensieri e percorsi pare più facile, trattandosi di un numero pari. Sofia mi guarda e mi fa da specchio. Ha gli occhi di chi osserva ed elabora teoremi. Mi dice “Tu sei diversa. A differenza delle … Continue reading Liberi di prendere acqua e sole.

Accade.

Non so se sia un’ordinaria tecnica di sopravvivenza, o se si tratti piuttosto di una deriva terapeutica di difesa. So solo che accade, si ripete. Succede ancora. Mi contraggo, mi restringo, mi faccio ancora più piccola, sintesi legnosa della me stessa peggiore. Succede quando mi sento sopraffatta da un’inarrestabile sequenza di impegni lavorativi, familiari, sociali, quando non riesco a tenere tutti i pezzi insieme, entro in un circuito di liste da assolvere. Il mio antifurto interiore si attiva. Mi avvisa che è tempo di fare pulizia, di tacere piuttosto che dire male, di fermarmi anziché procedere a strattoni, di sorridere … Continue reading Accade.

Il rumore della felicità.

La giornata non è iniziata nel migliore dei modi, trafelata e zoppicante, tra ritardi, dimenticanze, organizzazioni sommarie, nonostante le buone intenzioni. Nonostante un tiepido e rincuorante sole invernale. Non è mancata la consueta telefonata mattutina. Non è mancata la massima del giorno “Chi non ha testa metta gambe”, seguita da una domanda vagamente retorica “Non starai mettendo troppa carne al fuoco?” Poi inaspettatamente è arrivato il colpo finale.  Ho letto di recente questa citazione e me la sono scritta, sai che ormai devo scrivermi tutto.  Te la voglio leggere: “Ho riconosciuto la felicità dal rumore che ha fatto andandosene” Silenzio.  … Continue reading Il rumore della felicità.