Colazioni e confessioni.

Li guardo, penso a quante cose abbiano imparato in questi anni scolastici che si sono susseguiti con una velocità inafferrabile. E’ una sorta di tagliando periodico, una sottile battaglia con il tempo che scandisce obiettivi e traguardi. Può essere l’estate il tempo ideale per fermarsi, voltarsi, ripercorrere la strada fatta, ma perché no anche l’inizio ormai ben avviato dell’anno, quando abbiamo fatto ordine nella libreria e riposto in soffitta i libri dell’anno precedente, ritenuti neanche più utili per un repentino ripasso. Mi domando spesso cosa abbiano imparato e non tanto in termini di nozioni, accrescimento in sapere e conoscenza, ma … Continue reading Colazioni e confessioni.

Cinque anni fa.

I. Ho voglia di rivedere Tecla. Tra le cose che amo ci sono quei rapporti che funzionano come meccanismi che non si inceppano mai, resistenti al tempo, che sanno rassicurare per il consolidarsi di gesti antichi. I nostri appuntamenti sono scanditi. Una volta al mese circa. – Aperitivo alle 18? – conosco già la risposta – Ti raggiungo, dammi solo il tempo di arrivare. Art Café? – risponde Tecla, a conferma di quello che mi aspetto – Perfetto – chiudo la telefonata, pregustandomi il nostro incontro. L’Art Café è un luogo informale e accogliente. Un locale come tanti, che richiama una … Continue reading Cinque anni fa.

Settembre.

Settembre ha tutte le carte in regole per farsi amare. Quella brezza gentile, una luce calda di promesse, il profumo di basilico della pasta al sugo della prima cena a casa tutti insieme. Settembre sono gli abbracci del rientro. Il profumo di casa mescolato al profumo d’incenso preso in India. Mia mamma che mi dice “Come ti sei abbronzata” anche se non è vero “Hai una bella doratura” è parzialmente vero “Che voglia avevo di vederti” è la frase di una vita, certamente vera, non si stancherà mai di ripetermela, soprattutto a settembre. E’ il piacere di rivedere gli amici, … Continue reading Settembre.

Sette giorni in Nepal.

Sette giorni in Nepal.  Qui gli uomini vivono principalmente di agricoltura, lavorano la terra, vivono delle sue risorse.  Qui uomini e donne sono mani e braccia, preghiera, gesti, offerte. E’ un alternarsi di fisicità e anima, di paesaggi desolanti di povertà e miseria e di templi dove riti e cerimonie in onore del Dio Shiva e della dea Kali ci elevano oltre la condizione terrena. Qui il sacrificio non vale solo in senso astratto, non è solo sacrificio di tempo, energie, risorse mentali e affettive. È quanto mai reale, a tratti crudo e irrazionale, è sacrificio di animali, è sangue … Continue reading Sette giorni in Nepal.

Una finestra nuova.

Sto facendo pace con le distanze. Spanna più, spanna meno vorrei finalmente capire quali sono quelle giuste. Essere equidistanti, mi sa, che deriva dalla capacità di mettersi nel giusto punto d’osservazione, affacciarsi da un’altra finestra così da avere una vista d’insieme, non perdersi nell’eccesso di particolari, saper distinguere i primi piani, le figure intere, fino a individuarne il colore degli occhi. E anche dell’anima. Non è così distante quel tempo in cui mi facevano sentire indispensabile a tratti invincibile, eppure a pensarci bene sembra lontanissimo, fa parte di ricordi sfocati, di estati infuocate come questa, di momenti in cui la … Continue reading Una finestra nuova.

Attraversare, insieme, la notte.

C’è una felicità inattesa e sorprendente. E’ quella di Addie e Louis. Una felicità che richiede coraggio, che travalica il timore di essere rifiutati, che ignora le convenzioni sociali, che commuove. In questi giorni di luce dorata, di caldo soffocante, dove i sensi sono rallentati e difficilmente si mette a fuoco qualcosa, Le nostre anime di notte getta una luce sull’urgenza della felicità, sulla necessità di attraversare la solitudine con qualcuno che renda più facile guardare quella zona d’ombra che è la notte. La notte che amplifica i vuoti e le parti rotte, che fa galleggiare e sospirare il dolore … Continue reading Attraversare, insieme, la notte.

E arriva quel tempo

E poi arriva quel tempo in cui sono loro a domandarti come stai, come va sul lavoro, se stai scrivendo, se racconti ancora di loro. Come ti senti. Se ti riconosci in quell’immagine di te, sbiadita, di anni passati. E arriva quel tempo in cui sentono che sei povera di parole, che sei raccolta nella tua vita, e ti vengono a cercare, a guardare negli occhi. E pezzetto dopo pezzetto incominci a guardare quell’insieme che si fa più adulto, autonomo, capace di fare da sé. Non sempre occorre dare un senso alle cose, rappresentandole e descrivendole. Oggi più di ieri … Continue reading E arriva quel tempo

Di metamorfosi in atto e tardive.

Alla soglia dei 16 anni ha la stessa risata rotonda di quando ne aveva tre e al rientro in macchina, da una domenica di maggio al mare, dichiarò solennemente, a gran voce, “Sono felice”. La felicità allora non richiedeva impegno. Era istinto, un richiamo interiore cristallino. Non c’era bisogno di filtri, né di parafrasi per esprimere quello stato di benessere. Si poteva urlare, dirla nel più banale dei modi, liberarsi di quelle farfalle nello stomaco, sentirla nella sua nuda essenza. L’altra sera ho ripensato a quell’episodio mentre la sentivo sghignazzare con le sue amiche in soggiorno, era mezzanotte circa, avrei … Continue reading Di metamorfosi in atto e tardive.

Aggiornamenti Android. Questioni di bellezza e genuina bontà.

– Lo sai che questa settimana hanno risolto un catastrofico bug di Android? L’esordio non ha nulla di promettente, preannuncia un monologo senza possibilità di replica e di discutibile interesse. La colazione del sabato mattina si delinea parzialmente compromessa, ma richiamo velocemente a me i principi di un mondo ideale, alcuni altisonanti motti della family: condividere e lasciare spazio alle passioni personali, favorirne la “coltura”, nei limiti del praticabile partecipare con sincero entusiasmo. – Ma tu l’hai notata la BELLEZZA dell’ultimo aggiornamento Android? Silenzio. – Sto parlando di qualcosa che non ti interessa? – Ma figurati, ti pare, l’hi-tech è … Continue reading Aggiornamenti Android. Questioni di bellezza e genuina bontà.

In coda.

Arrivai in ritardo in rosticceria. Arrivavo da un periodo di preoccupazioni, attese, silenzi, poi di nuovo attese. Un inverno di buio presto, pensieri brutti, uscite occasionali, quasi nulle. Telefonai a mia moglie. – Qui c’è una coda inaspettata, ci saranno dieci persone davanti a me, sembra che tutti abbiano avuto la nostra stessa idea – abbozzai una risatina di circostanza – …. Speriamo di trovare ancora qualcosa … la Coca c’è, magari vai a prendere un dolce… se sei più tranquilla, passa al supermercato… La commessa si affacciò sulla porta e chiese quanti volessero pollo – stavano finendo – quanti … Continue reading In coda.