Risvegli.

Dormono ancora tutti. Il buio dei cieli d’inverno di prima mattina mi fa desiderare che sia ancora notte profonda, che ci sia distanza tra il giorno concluso ed uno alle porte, tempo per raccogliere i pensieri, per trasformare le incertezze in stimoli. Perché di nuovo c’è poco in questi giorni e la testa ormai tende a registrarli tutti uguali, talmente rassicuranti da apparire noiosi, talmente ritmati da aspettare, trepidanti, una sinfonia di rottura. Dormono e mi chiedo ancora come dormano, mi vorrei infilare sotto le coperte per sentire il ritmo del loro respiro, per sentire se siano smarriti, disorientati, stanchi, … Continue reading Risvegli.

Riprese.

Non so se sia l’effetto indulgente della fase ricordo, non so se siano ancora le luci dell’albero di Natale accese, eppure sento diversi motivi per osteggiarlo un po’ meno questo 2020 e salvarne frammenti buoni. E’ passato tra momenti dilatati e lampi veloci. E’ sembrato lunghissimo e un’istantanea fulminea uguale a se stessa. Ho trovato persone che non stavo cercando, ho perso cose senza rendermene conto. Ho scoperto che le radici possono essere gabbie soffocanti e l’incertezza può generare risorse feconde, che la sicurezza è illusione e l’imprevisto non è invincibile. A febbraio, incredula, ho iniziato a lavorare 5 giorni … Continue reading Riprese.

Piccoli fuochi.

Mi piacerebbe avere poteri speciali per farti passare la stanchezza solo stringendoti. Mi piacerebbe farti ridere con uno sguardo o una mia goffa battuta, appassionarti con l’idea di comprare un pouf a sacco colorato e rilassarti con il profumo delle candele che odorano di cotone al mattino e di cannella la sera. Mi piacerebbe vederti felice, leggera, ascoltare il suono della tua risata fragorosa, i tuoi sogni per il viaggio dei diciott’anni, immaginare la tua prima uscita in macchina da sola. Vorrei crescere in altezza anche un solo giorno per abbracciarti dall’alto e proteggerti da nervosismi e irritazione, lasciarmi travolgere … Continue reading Piccoli fuochi.

Antidoti per fare scorte di ossigeno.

Un fine settimana con mia mamma, sole, io e lei, come non accadeva da tempo. Un tempo di chiacchiere e silenzi pieni. Mangiare il primo panettone Galup, esprimere un desiderio, quello che anima il sentimento comune di questo momento. Leggere nel soggiorno di casa sua che un tempo era anche mia, ad ognuna il suo libro, ad ognuna la sua storia, addormentarsi vicine, poi svegliarsi di prima mattina, sentirmi guardare e chiedere se ho dormito bene, con i piedi abbastanza al caldo. La scusa di un giro al mercato che poi diventa un caffè di due ore, per stare con … Continue reading Antidoti per fare scorte di ossigeno.

Ricominciamo. E riconciliamoci.

Tutti a casa, di nuovo. Dopo una scorta di cieli blu di montagna, di quella luce bionda del sole del Sud che pennella ogni spazio di pelle, dopo un pieno di risate, orecchiette, mattine limpide e passeggiate, foto selezionate negli occhi, mi sento carica. Motivata, in equilibrio, fiduciosa, nonostante il momento di incertezza, il quadro sfocato della ripresa e il sentimento di paura con il quale stiamo facendo i conti, a vario titolo, da mesi. Mi dico che il bello di riprendere il Lavoro Agile, soprattutto a settembre, mese richiedente per definizione, è che posso ottimizzare i momenti. Iniziare, lavorare, … Continue reading Ricominciamo. E riconciliamoci.

Salvarsi.

Sono molte le iniziative apprezzabili, sorte in tempo di Covid, per raccogliere storie e racconti. Evidentemente le parole sono state e continuano ad essere un modo per tenere traccia, tramandare, mantenere vive suggestioni e ispirazioni. Tra queste segnalo e ringrazio “Racconti dalla quarantena” un blog creato dal sistema Bibliotecario Valli dei Mulini, sul quale è stato accolto e pubblicato un mio racconto, come frammento di questo tempo. 1. – M’asmija propi n’esagerasiun sta storia della pandemia. Faccio un po’ come voglio, non possono mica vietarmi di uscire – la connessione è instabile, va e viene, sento la voce, poi finalmente la … Continue reading Salvarsi.

Sarti di mare.

Lunghe antenne in bilico sul mare, reti generose, simmetrie di cavi e funi. Se c’è una cosa che ricorderò di questa vacanza sono i Trabucchi, che alla luce del tramonto richiamano sguardi, accendono immaginazioni. Potrebbero essere la carcassa di un animale, lo scheletro di una nave antica, l’opera incompiuta di architetti che si misurano con la forza del mare. Gianni ci racconta delle tradizioni lontane dei mastri trabuccolanti, quegli uomini che di mestiere sapevano costruire, mantenere e farlo pescare questo trabucco di Cala Molinella. Peppino è lì accanto a lui, sorridente, orgoglioso, a testimonianza di un’eredità passata che fa respirare … Continue reading Sarti di mare.

Di ESAMI e FELICITA’, distanze e distanziamenti.

E’ tardi, troppo tardi per mettersi a scrivere, a conclusione di una giornata che suggella la fine di un ciclo, che mi riempie di emozioni e di orgoglio, eppure non è troppo tardi per mettere in fila qualche pensiero imperfetto su una giornata che sembra non voler terminare.Le giornate come queste sono iniziate giorni o meglio mesi fa, forse anni. Ero lì ad aspettarle insieme a frammenti di verità, che nel frattempo sono germogliati, a piccoli inneschi di felicità che si sono fatti strada. E non può essere un esame di terza media il motore di sensazioni e sentimenti che … Continue reading Di ESAMI e FELICITA’, distanze e distanziamenti.

Giorni di fragole e estate.

E anche stasera aspetto la pioggia, è la sua ora. Arriva e lava via la stanchezza di una giornata buona iniziata con un caffè al bar con amici e inframmezzato da un pranzo di chiacchiere e complicità. Domani sarò di nuovo qui ad aspettare l’estate, perché non posso credere che non sia lì, pronta a bussare alla mia porta per scaldarmi. E portare finalmente aria calda e pensieri che evaporano. Cerco un taglio di capelli, che facciano più giovane, più bella o semplicemente nuova. Mangio dolci, ripromettendomi che domani cercherò un nuovo regime alimentare, anche se le ristrettezze non mi … Continue reading Giorni di fragole e estate.

Dietro la ringhiera, fiori.

Come sarà rivedersi dietro una mascherina? Darsi appuntamento in coda al supermercato piuttosto che al bar. Come sarà di nuovo fidarsi, camminare sopra e oltre quello che è stato, capire quando sarà tempo per poter riabbracciarsi, sorridersi a viso scoperto, respirare una primavera avanzata, indossare il primo vestito estivo all’aperto. Mi chiedo se ho più paura di restare ancora a casa tra stanze che ormai non rivelano più nulla di nuovo, sentire vuoto e silenzio e noia o se ho più paura di uscire e scoprire che non siamo ancora pronti, che allora sì che avrò paura vera. Mi sento … Continue reading Dietro la ringhiera, fiori.