Sette giorni in Nepal.

Sette giorni in Nepal.  Qui gli uomini vivono principalmente di agricoltura, lavorano la terra, vivono delle sue risorse.  Qui uomini e donne sono mani e braccia, preghiera, gesti, offerte. E’ un alternarsi di fisicità e anima, di paesaggi desolanti di povertà e miseria e di templi dove riti e cerimonie in onore del Dio Shiva e della dea Kali ci elevano oltre la condizione terrena. Qui il sacrificio non vale solo in senso astratto, non è solo sacrificio di tempo, energie, risorse mentali e affettive. È quanto mai reale, a tratti crudo e irrazionale, è sacrificio di animali, è sangue … Continue reading Sette giorni in Nepal.

Una finestra nuova.

Sto facendo pace con le distanze. Spanna più, spanna meno vorrei finalmente capire quali sono quelle giuste. Essere equidistanti, mi sa, che deriva dalla capacità di mettersi nel giusto punto d’osservazione, affacciarsi da un’altra finestra così da avere una vista d’insieme, non perdersi nell’eccesso di particolari, saper distinguere i primi piani, le figure intere, fino a individuarne il colore degli occhi. E anche dell’anima. Non è così distante quel tempo in cui mi facevano sentire indispensabile a tratti invincibile, eppure a pensarci bene sembra lontanissimo, fa parte di ricordi sfocati, di estati infuocate come questa, di momenti in cui la … Continue reading Una finestra nuova.

Attraversare, insieme, la notte.

C’è una felicità inattesa e sorprendente. E’ quella di Addie e Louis. Una felicità che richiede coraggio, che travalica il timore di essere rifiutati, che ignora le convenzioni sociali, che commuove. In questi giorni di luce dorata, di caldo soffocante, dove i sensi sono rallentati e difficilmente si mette a fuoco qualcosa, Le nostre anime di notte getta una luce sull’urgenza della felicità, sulla necessità di attraversare la solitudine con qualcuno che renda più facile guardare quella zona d’ombra che è la notte. La notte che amplifica i vuoti e le parti rotte, che fa galleggiare e sospirare il dolore … Continue reading Attraversare, insieme, la notte.

E arriva quel tempo

E poi arriva quel tempo in cui sono loro a domandarti come stai, come va sul lavoro, se stai scrivendo, se racconti ancora di loro. Come ti senti. Se ti riconosci in quell’immagine di te, sbiadita, di anni passati. E arriva quel tempo in cui sentono che sei povera di parole, che sei raccolta nella tua vita, e ti vengono a cercare, a guardare negli occhi. E pezzetto dopo pezzetto incominci a guardare quell’insieme che si fa più adulto, autonomo, capace di fare da sé. Non sempre occorre dare un senso alle cose, rappresentandole e descrivendole. Oggi più di ieri … Continue reading E arriva quel tempo

Di metamorfosi in atto e tardive.

Alla soglia dei 16 anni ha la stessa risata rotonda di quando ne aveva tre e al rientro in macchina, da una domenica di maggio al mare, dichiarò solennemente, a gran voce, “Sono felice”. La felicità allora non richiedeva impegno. Era istinto, un richiamo interiore cristallino. Non c’era bisogno di filtri, né di parafrasi per esprimere quello stato di benessere. Si poteva urlare, dirla nel più banale dei modi, liberarsi di quelle farfalle nello stomaco, sentirla nella sua nuda essenza. L’altra sera ho ripensato a quell’episodio mentre la sentivo sghignazzare con le sue amiche in soggiorno, era mezzanotte circa, avrei … Continue reading Di metamorfosi in atto e tardive.

Aggiornamenti Android. Questioni di bellezza e genuina bontà.

– Lo sai che questa settimana hanno risolto un catastrofico bug di Android? L’esordio non ha nulla di promettente, preannuncia un monologo senza possibilità di replica e di discutibile interesse. La colazione del sabato mattina si delinea parzialmente compromessa, ma richiamo velocemente a me i principi di un mondo ideale, alcuni altisonanti motti della family: condividere e lasciare spazio alle passioni personali, favorirne la “coltura”, nei limiti del praticabile partecipare con sincero entusiasmo. – Ma tu l’hai notata la BELLEZZA dell’ultimo aggiornamento Android? Silenzio. – Sto parlando di qualcosa che non ti interessa? – Ma figurati, ti pare, l’hi-tech è … Continue reading Aggiornamenti Android. Questioni di bellezza e genuina bontà.

In coda.

Arrivai in ritardo in rosticceria. Arrivavo da un periodo di preoccupazioni, attese, silenzi, poi di nuovo attese. Un inverno di buio presto, pensieri brutti, uscite occasionali, quasi nulle. Telefonai a mia moglie. – Qui c’è una coda inaspettata, ci saranno dieci persone davanti a me, sembra che tutti abbiano avuto la nostra stessa idea – abbozzai una risatina di circostanza – …. Speriamo di trovare ancora qualcosa … la Coca c’è, magari vai a prendere un dolce… se sei più tranquilla, passa al supermercato… La commessa si affacciò sulla porta e chiese quanti volessero pollo – stavano finendo – quanti … Continue reading In coda.

C’è chi sa prendersi cura delle persone, raccontando storie.

Amo le storie che raccontano di madri e figlie. Le storie capaci di entrare in quella relazione misteriosa e imperscrutabile. E per questa ragione, almeno lo credevo, ho amato “Mi chiamo Lucy Barton” di Elisabeth Strout. Ne ho probabilmente colto solo la superficie. La bellezza di un romanzo che svela un rapporto fatto di ombre e luci, la bravura di una scrittrice che riesce a partire da una situazione contingente, precisa, da un unico luogo, una stanza d’ospedale, e da lì fa muovere il lettore tra passato e presente attraverso un flusso di parole. Cinque giorni e cinque notti di parole, … Continue reading C’è chi sa prendersi cura delle persone, raccontando storie.

I giorni del niente.

Li senti che bisbigliano nella loro stanza –  Mamma oggi è un puma –  Ma cosa è successo? Qualcosa al lavoro? –  Niente, non mi ha detto niente. Ah no, la lavastoviglie non ha lavato bene e quindi mi ha fatto stendere –  E cosa c’entra? Niente! Li senti e inorridisci. Come spieghi loro che ci sono i giorni del niente, quei giorni in cui i pensieri sabotano le azioni, dove non è successo niente eppure hai bisogno di memorie buone, richiami concreti, sponde alte entro le quali stare. Figli miei portate pazienza, ci sono quei giorni così, di pensieri … Continue reading I giorni del niente.

Legend-ary!

“Facciamo la lista degli invitati, ti aiuto io” “E’ troppo presto Sofi, non ti preoccupare, ti ringrazio, ma la faccio io” “Dai proviamoci, sicuramente inviterai XX, XY, ZY…però dai inserisci qualche nome nuovo, allarga la cerchia, siete pochi!!!” “Grazie Sofi, sei gentile, ma vorrei pensarci io. E possibilmente lo farò più tardi, magari settimana prossima…” “Certo che hai un entusiasmo, fai passare la voglia” “Tu stai serena, non è il tuo compleanno, non è la tua festa, ma la mia. Io sono easy, mi piacciono le cose tranquille” “E però un po’ di vita, dai, sembra che ti sia morto … Continue reading Legend-ary!