Disinnescare. Brillare a intermittenza. Volare ad alta e bassa quota.

Mi è capitato in questi giorni di rileggere un dialogo tratto da Perfetti Sconosciuti, che ruota intorno alla capacità di disinnescare, non fare altro che sapere togliere l’innesco, la mina, far cessare la scarica elettrica, in altre parole abbassare la tensione. Saper disinnescare diceva Rocco ad Eva come una delle cose più importanti che aveva imparato e lei non capiva esattamente cosa intendesse. – Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere, anzi, è pure saggio. Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non … Continue reading Disinnescare. Brillare a intermittenza. Volare ad alta e bassa quota.

Quel rito di passaggio che è settembre. Quel cambiamento che non avrei mai voluto ascoltare.

E’ avvenuto tutto in questo fine settimana. Vuoi che sia la fine repentina dell’estate, il passaggio dal prendisole al cappottino, la pioggia per quanto salvifica e attesa, meno che mai desiderata, la mancanza che cresce, il vuoto di una figlia piccola che sa occupare un posto grande, la casa sempre più silenziosa, l’autunno alle porte, l’arrivo delle elezioni. E infine l’esito. Mi sono sentita caricata di un peso grande. Inseguita da una malinconia che morde. Da una rabbia e da un nervosismo che mai ho provato per un risultato elettorale, da uno smarrimento che non riguarda il ristretto recinto del … Continue reading Quel rito di passaggio che è settembre. Quel cambiamento che non avrei mai voluto ascoltare.

Ci sto lavorando. Ancora.

Cinque anni fa, considerati il carico di ansia e partecipazione, è come se avessi rifrequentato la quarta ginnasio. La quinta si è rivelata meno impegnativa (sempre per me). I tre anni a seguire il momento del riscatto, salvo qualche scivolone. Con la maturità di Sofia ho siglato un patto: non avrei smesso di dormire e mangiare al suo posto, non avrei scandagliato le possibili tracce di tema da fine anni 90 ad oggi, non sarei caduta nella rete di folli riti scaramantici, che solitamente propongo con spudorata naturalezza. –  Vuoi che ti rilavi la maglietta del secondo scritto? Ha portato … Continue reading Ci sto lavorando. Ancora.

Esercizi di solitudine.

Sofia proclama con una certa solennità che nei prossimi anni dovrà imparare a stare da sola, e ha soli 18 anni. Poi guarda suo fratello “Tu Lori ne sei già capace, non hai bisogno di sforzarti. Probabilmente sei nato così, capace di autosostenerti” La ascolto. Penso che alle soglie dei 50 anni non ho ancora imparato a stare da sola o meglio gioisco per piccoli traguardi di autonomia ed esercizi di solitudine. Mi domando poi se sia così necessario il traguardo della piena indipendenza. Eppure ho ben presente quando mia mamma con una certa enfasi mi diceva “Margherita, ricordati, nella … Continue reading Esercizi di solitudine.

Domani torno in ufficio.

Dopo due anni, domani, torno in ufficio. E scriverne e scriverlo mi sembra il modo più naturale per celebrare un ritorno ad una normalità, ad una vita sociale, di comunità, che è quella che più mi appartiene. Non entro nel merito delle modalità di rientro, più o meno flessibili, più o meno condivisibili, semplicemente mi soffermo sul mio sentire, così come ascolto e comprendo chi nel lavorare da casa ha trovato finalmente il suo equilibrio. Domani torno in ufficio. A pensarci bene ne sono un po’ disorientata, ma felice. Perché sento di riappropriarmi di una dimensione che riguarda solo me … Continue reading Domani torno in ufficio.

Vento di fine Gennaio.

Gennaio sei così lungo che mi offri il tempo di srotolare tutta la malinconia di un anno intero, per proclamare la promessa che nei mesi a venire lascerò solo spazio a pensieri buoni. Sei così lungo che picchietti di noia e indolenza ogni giorno, a tal punto da farmi rimpiangere quelle giornate di affanni e corse, di quando mi svegliavo al mattino col buio e rincasavo con lo stesso buio, forse ancora più nero. Sei così lungo da spingermi in un letargo di tisane, piumone, divano e ancora tisane. Sei così coriaceo e uguale a te stesso, da farmi desiderare … Continue reading Vento di fine Gennaio.

One Art.

Sono così i giorni di prefesta, giorni che si assottigliano e si comprimono tra ultime faccende da chiudere e qualche bilancio di fine anno. Giorni di preparativi serrati, di saluti come se ci si dovesse ricontrare chissà quando, di auguri di bene e di speranza, perché abbiamo bisogno di guardare un po’ più lontano con fiducia. Sono giorni in cui il senso di perdita si fa voce presente e non potrebbe raccontarlo meglio Elizabeth Bitshop. Sono giorni in cui leggo e rileggo One Art e penso che da due anni circa siamo tutti esposti al timore della scomparsa, nostra, degli … Continue reading One Art.

Quando sta per concludersi un progetto.

Oggi la sensazione è quella di sentirsi completamente vuoti, orfani di quell’energia e spinta vitale che mi hanno sostenuto nella fase di immaginazione, progettazione e poi creazione vera e propria. Sono stati mesi impegnativi, di euforia e focalizzazione, di disciplina e creatività, di inventiva e concretezza. Ho sperimentato che anche le imprese che ci prefiguriamo impossibili si possono realizzare, che affidarsi è molto più difficile che controllare, eppure decisamente più giusto e sano. E restituisce risultati. Ho scoperto che nel consegnare fiducia si possono conoscere non solo professionisti competenti, ma persone che trattano con cura e dedizione i nostri sogni, … Continue reading Quando sta per concludersi un progetto.

Torneranno quelle prime volte.

E’ passato un mese circa dalla fatidica data del 10 giugno e quell’effetto di gioia elettrica e dopante che ha su di me la fine della scuola non si è ancora esaurito. Perché se sono i miei figli a beneficiare di 3 mesi di vacanza, in realtà mi sento di godere indirettamente dei benefici della “3 mesi” di relax, complice la luce obliqua di quest’estate monsonica, corresponsabili un’adolescente diciottenne in visita a Roma che mi contagia con l’entusiasmo vibrante delle sue prime volte e un biondo quindicenne che mi suggerisce di andare a lavorare da Starbucks, che è un locale … Continue reading Torneranno quelle prime volte.

18.

Ehi tu, Sofi, meravigliosa creatura. Occhi verdi, ciglia lunghe e setose, sopracciglio alzato, capelli al vento, sorriso dolce. Tu che mi leggi dentro. Mi penetri con gli occhi, mi sai scaldare e annientare con le tue parole. Tu che avverti le vibrazioni, hai un’empatia magica in cui riusciamo a specchiarci e una sensibilità rara che ti permette di arrivare al centro delle cose.Tu che sei solida e grande, ma nascondi crepe e timori, che stai imparando a conoscerti e coltivando passioni nuove. E sogni. E ti proietti in un futuro in cui guiderai la 500, studierai chissà dove, abiterai da … Continue reading 18.