Vicinanza coatta.

In questi giorni di lavoro forzato da casa mi accorgo ancora di più delle loro abitudini, delle loro mille pause, dei tempi che non sono i miei. Il quattordicenne da piccolo super mattiniero ama poltrire perlomeno un’ora nel letto guardando video che spaziano dall’educational al demenziale, la sedicenne predilige invece chat e fuochi di prima mattina per salutare i suoi contatti. Mi reco in cucina, apparecchio per tutti, ma so che tendenzialmente farò la colazione da sola, chiedendo a turno ora all’uno ora all’altro se preferiscono te o caffè. Il fatto è che ognuno ha sempre più voglia e bisogno … Continue reading Vicinanza coatta.

Primavere dell’anima.

Capita perché a volte capita di guardarsi intorno e grattare nelle pieghe del passato tra sollievo e rimpianto. Si va alla ricerca di quel che si è stati, di gesti ripetuti tra gli spazi abitati, di riti che si sono prolungati, consuetudini radicate, la spesa del sabato mattina, la colazione della domenica, i pomeriggi invernali chiusi in casa tra tosse e raffreddore, le feste di compleanno, Natale a scrivere a Babbo Natale, a nascondere regali. Cerco gli occhi di chi attende un incoraggiamento, un cenno di approvazione, cerco le parole giuste per parlare d’amore, di sentimenti che nascono e altri … Continue reading Primavere dell’anima.

Segni particolari.

Ho pensato a fine 2019 che no, non ce l’avrei fatta, che troppe erano le cose da fare, che non sarei stata capace di concluderle, che mi sarei fatta inghiottire dai troppi devo, ma non riesco, che difficilmente sarei sopravvissuta, che solo un nuovo amuleto avrebbe potuto salvarmi. Sì perché se devo riconoscermi una caratteristica distintiva c’è certamente quella di essere spaventosamente scaramantica e propensa a rituali propiziatori. – “Credo che l’anello a forma di cuore abbia perso il suo potere magico, o comunque si è certamente attenuato, ma ne ho visto uno nuovo e ho sentito good vibes…” – … Continue reading Segni particolari.

Colazioni e confessioni.

Li guardo, penso a quante cose abbiano imparato in questi anni scolastici che si sono susseguiti con una velocità inafferrabile. E’ una sorta di tagliando periodico, una sottile battaglia con il tempo che scandisce obiettivi e traguardi. Può essere l’estate il tempo ideale per fermarsi, voltarsi, ripercorrere la strada fatta, ma perché no anche l’inizio ormai ben avviato dell’anno, quando abbiamo fatto ordine nella libreria e riposto in soffitta i libri dell’anno precedente, ritenuti neanche più utili per un repentino ripasso. Mi domando spesso cosa abbiano imparato e non tanto in termini di nozioni, accrescimento in sapere e conoscenza, ma … Continue reading Colazioni e confessioni.

Cinque anni fa.

I. Ho voglia di rivedere Tecla. Tra le cose che amo ci sono quei rapporti che funzionano come meccanismi che non si inceppano mai, resistenti al tempo, che sanno rassicurare per il consolidarsi di gesti antichi. I nostri appuntamenti sono scanditi. Una volta al mese circa. – Aperitivo alle 18? – conosco già la risposta – Ti raggiungo, dammi solo il tempo di arrivare. Art Café? – risponde Tecla, a conferma di quello che mi aspetto – Perfetto – chiudo la telefonata, pregustandomi il nostro incontro. L’Art Café è un luogo informale e accogliente. Un locale come tanti, che richiama una … Continue reading Cinque anni fa.

Settembre.

Settembre ha tutte le carte in regole per farsi amare. Quella brezza gentile, una luce calda di promesse, il profumo di basilico della pasta al sugo della prima cena a casa tutti insieme. Settembre sono gli abbracci del rientro. Il profumo di casa mescolato al profumo d’incenso preso in India. Mia mamma che mi dice “Come ti sei abbronzata” anche se non è vero “Hai una bella doratura” è parzialmente vero “Che voglia avevo di vederti” è la frase di una vita, certamente vera, non si stancherà mai di ripetermela, soprattutto a settembre. E’ il piacere di rivedere gli amici, … Continue reading Settembre.

Sette giorni in Nepal.

Sette giorni in Nepal.  Qui gli uomini vivono principalmente di agricoltura, lavorano la terra, vivono delle sue risorse.  Qui uomini e donne sono mani e braccia, preghiera, gesti, offerte. E’ un alternarsi di fisicità e anima, di paesaggi desolanti di povertà e miseria e di templi dove riti e cerimonie in onore del Dio Shiva e della dea Kali ci elevano oltre la condizione terrena. Qui il sacrificio non vale solo in senso astratto, non è solo sacrificio di tempo, energie, risorse mentali e affettive. È quanto mai reale, a tratti crudo e irrazionale, è sacrificio di animali, è sangue … Continue reading Sette giorni in Nepal.

Una finestra nuova.

Sto facendo pace con le distanze. Spanna più, spanna meno vorrei finalmente capire quali sono quelle giuste. Essere equidistanti, mi sa, che deriva dalla capacità di mettersi nel giusto punto d’osservazione, affacciarsi da un’altra finestra così da avere una vista d’insieme, non perdersi nell’eccesso di particolari, saper distinguere i primi piani, le figure intere, fino a individuarne il colore degli occhi. E anche dell’anima. Non è così distante quel tempo in cui mi facevano sentire indispensabile a tratti invincibile, eppure a pensarci bene sembra lontanissimo, fa parte di ricordi sfocati, di estati infuocate come questa, di momenti in cui la … Continue reading Una finestra nuova.

Attraversare, insieme, la notte.

C’è una felicità inattesa e sorprendente. E’ quella di Addie e Louis. Una felicità che richiede coraggio, che travalica il timore di essere rifiutati, che ignora le convenzioni sociali, che commuove. In questi giorni di luce dorata, di caldo soffocante, dove i sensi sono rallentati e difficilmente si mette a fuoco qualcosa, Le nostre anime di notte getta una luce sull’urgenza della felicità, sulla necessità di attraversare la solitudine con qualcuno che renda più facile guardare quella zona d’ombra che è la notte. La notte che amplifica i vuoti e le parti rotte, che fa galleggiare e sospirare il dolore … Continue reading Attraversare, insieme, la notte.

E arriva quel tempo

E poi arriva quel tempo in cui sono loro a domandarti come stai, come va sul lavoro, se stai scrivendo, se racconti ancora di loro. Come ti senti. Se ti riconosci in quell’immagine di te, sbiadita, di anni passati. E arriva quel tempo in cui sentono che sei povera di parole, che sei raccolta nella tua vita, e ti vengono a cercare, a guardare negli occhi. E pezzetto dopo pezzetto incominci a guardare quell’insieme che si fa più adulto, autonomo, capace di fare da sé. Non sempre occorre dare un senso alle cose, rappresentandole e descrivendole. Oggi più di ieri … Continue reading E arriva quel tempo